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X Factor 2019

Inizia X Factor 2019: il racconto delle prime Audizioni

Primo appuntamento con le Audizioni di X Factor 2019. Ecco il nostro resoconto della puntata che ci ha ufficialmente presentato la nuova giuria di #XF13

Inizia X Factor 2019: il racconto delle prime Audizioni
Virginia Bettoja

Dopo mesi e mesi di attesa è finalmente iniziato X Factor 2019. In tanti si erano chiesti come avrebbe lavorato la giuria (quasi completamente rinnovata, a eccezione dell’applaudita conferma di Mara Maionchi). Diciamo la verità: questa prima puntata di Audizioni ha convinto tutti. Siamo ancora all’inizio, per carità, ma quello che abbiamo visto ieri, giovedì 12 settembre, ci riempie di aspettative.

Dopo uno speciale che ha presentato al pubblico di Sky Uno le personalità della giuria, composta da Mara Maionchi, Sfera Ebbasta, Malika Ayane e Samuel, è iniziato il programma. L’inconfondibile conduzione di Alessandro Cattelan ha accolto il pubblico del talent show prodotto da Fremantle. E ci ha fatto sentire subito a casa.

Ma concentriamoci sulla musica.

Il primo talento a salire sul palco del Pala Alpitour di Torino è Enrico, artista di strada ventiduenne di Milano. Porta Thinking Out Loud di Ed Sheeran. Il suo timbro è interessante, ma è solamente quando i giudici gli chiedono di suonare un altro pezzo che gli si aprono le porte dei Bootcamp. Bastano infatti pochi accordi di un suo inedito per convincere tutti. I primi quattro di X Factor 2019 sono tutti suoi (novità: da quest’anno, chi ottiene quattro sì va direttamente ai Bootcamp).

È poi il turno di Mariam, parrucchiera diciottenne di Bergamo. Interessante la sua scelta di presentarsi con un brano come Gioventù Bruciata di Mahmood, un pezzo che approfondisce i rapporti di molti ragazzi con le autorità come possono essere quelle dei genitori. È la prova che un brano forte arriva non solo in vetta alle classifiche, ma entra anche (e soprattutto) nelle storie di vita di molti. Anche per lei quattro . In quest’occasione arriva il primo quote di Malika, decisamente in forma (che ha ricevuto molti consensi sul web) : «Ricordati che anche il papà di Mulan non ci credeva, ma poi lei ha salvato la Cina».



Non pensate che quest’anno a X Factor volino “sì” come se nulla fosse. Anzi. Volete una prova di questo? Riguardatevi l’esibizione di Silvia (in arte DJ Nikita) che ci porta indietro agli anni Novanta, senza che ne sentissimo particolarmente la mancanza. Perlomeno in questa modalità. I primi quattro no del programma sono tutti per lei. Ma almeno l’ha presa con il sorriso. Chapeau.

Volete mettervi in difficoltà nelle Audizioni di un talent show? Presentatevi col brano di uno dei giudici del programma. Renato, artista diciannovenne, l’ha rischiata grossa, portando una sua versione solo chitarra e voce di Cupido di Sfera Ebbasta. E, diciamolo: gli è andata decisamente bene. «La tua versione è quasi più bella dell’originale», gli ha detto Sfera. E con questo i quattro sono garantiti.



Segue poi una prima carrellata di no con artisti appartenenti al mondo rap e trap: Sfera Ebbasta non si fa problemi a stroncare e in questa rapida sequenza è evidente. Va detto che la sua critica non è feroce: sarà per una questione anagrafica o per una sensibilità del rapper che nessuno di noi immaginava, ma Sfera approfondisce, si mette a pari livello degli artisti sul palco. E – pur mantenendo chiaro il suo ruolo di giudice – non si prende troppe libertà.

La prima proposta per la categoria Band/Gruppi Vocali arriva con il duo Francesco (49 anni) e Luna (17 anni). Padre e figlia. La loro performance è l’occasione di un primo “infervoramento” dei giudici, che non riescono a comprendere l’eccessiva necessità del padre di difendere la figlia. A volte i panni sporchi vanno lavati in casa. E magari dovrebbe uscire di casa solo chi ha il vestito bello pulito. Ci siamo capiti, no?

Con una presentazione non troppo convincente (alla domanda «che genere porti?» ha farfugliato più cose, auto-definendosi alla fine del discorso «un cogli*ne»), Salvatore ha messo da parte l’imbarazzo appena ha iniziato a cantare. Il suo aspetto goffo e la sua tensione si sono completamente annullati di fronte al suo timbro unico che ha lasciato di stucco i giudici. Va a casa con quattro sì e con un invito dei giudici: «Non vergognarti di ciò che sei».



Una nuova proposta per la categoria Band/Gruppi Vocali. I SeawArds sono due amici che portano un brano inedito, nato dall’unione di elettronica e folk, che ha convinto la giuria e soprattutto il pubblico. «Siete un talento delicato» si espone Samuel. «La vostra performance? Semplice, efficace e vincente», conferma Sfera. Quattro per una delle esibizioni più interessanti della serata.

Nonostante la sua dichiarata esperienza nel campo del teatro, Massimiliano non ha fatto breccia nel cuore dei giudici (e in quello del pubblico delle Audizioni ancora meno). «Non voglio vincere ma trasmettere la passione con cui canto», premette. Ma la sua versione piena di virtuosismi di Space Oddity di David Bowie è di fatto una tragedia. «Ne hai fatto una versione bruttina», parte Mara. «David non si meritava tutto questo», continua Samuel. «Non avresti dovuto», tronca Malika. Peggio di così…



Arrivano per stupire Gli Orzo, duo che si presenta sul palco con de visori che coprono loro gli occhi. Il motivo? «Abbiamo deciso di mantenere la nostra identità anonima», raccontano. I due (30 e 35 anni) portano una versione elettronica di Tropicana del Gruppo Italiano. La reazione del pubblico è positiva. Ma l’esibizione de Gli Orzo porta a un primo confronto acceso tra Malika Ayane e Sfera Ebbasta. La prima sottolinea alcune imprecisioni nella produzione, il secondo vuole invece concentrarsi su altro («La musica non è solo il brano»). Nasce un dibattito che spazia dai concetti di personalità e contenuto.



Momento brividoni con l’arrivo della tenera Kimono (vero nome Sofia). «Voglio portare la mia musica. Per me è un grande onore essere qui», si presenta. Canta il suo inedito A Domani Per Sempre e l’impatto emotivo è forte. «Per avere sedici anni sei molto avanti», dice Sfera. Malika si dice «sorpresa dalla maturità della tua scrittura». Quattro e una grande attenzione per un personaggio che può darci tanto.



Ecco i Five Quarters, gruppo di nove elementi che si presenta come una formazione che unisce «blues rock e funky». Il brano con cui si presentano al grande pubblico è Per Colpa di Chi di Zucchero. L’unione dei componenti del gruppo è apprezzata da tutti («Non c’era nessuno che sovrastava nessuno», Malika dixit). Il dubbio di Samuel, però, rimane: «Che percorso musicale si può fare con voi?». Per questo motivo lui è l’unico giudice a non dare il proprio nullaosta. Il gruppo passa comunque ma non ha l’accesso diretto ai Bootcamp.

Le Audizioni continuano con i Booda, che portano Heartbeat. Grande potenza ed energia. I ragazzi convincono anche se suonano insieme da pochissimo tempo (due mesi!). «Con loro si può fare un gran lavoro sulla dance anni Novanta», dice Samuel, sempre molto attento al potenziale discografico dei talenti sul palco. E questo suo commento ci fa apprezzare di nuovo la sua presenza nella giuria.

Tra i momenti più divertenti dello show c’è sicuramente quello che vede protagonista Valentina, ragazza che canta la sua creazione Cubista. «È un mio pezzo davvero esplosivo», dice. Balla e stona come se non ci fosse un domani. «Peccato, questa canzone è piaciuta a tutti gli amici miei», dice dopo aver incassato i suoi quattro no. L’importante è prenderla con filosofia, no?

Ultimo talento di questa prima puntata di Audizioni è Comete (vero nome Eugenio). La sua versione di Yellow dei Coldplay è convincente ma, alla richiesta di un nuovo brano, presenta un inedito che introduce così: «Mi sono lasciato da poco. Quando cucini insieme è bello. Mangiare da soli, invece, non è questo gran spettacolo. Così, ho scritto Glovo». Quattro sì (con la grande gioia della quota indie del pubblico). «Bravo. E torna a casa un pochino più felice, dai», dice Malika. Lui l’avrà fatto sicuramente. Ma anche noi. Perché queste prime Audizioni ci hanno dato un assaggio di quella che potrebbe essere una delle edizioni più interessanti degli ultimi anni.

Un riassunto della prima puntata di Audizioni



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