Saturnino diventa guida turistico-musicale per Sharewood

Un nuovo ruolo per il bassista che l’anno scorso era protagonista del Jova Beach Party: Saturnino diventa Cicerone e svela i segreti musicali dei luoghi
Saturnino
Saturnino

Diventare un riferimento musicale, apprezzato dalla critica e dai colleghi non è cosa da poco, ma Saturnino Celani, per tutti Saturnino sicuramente lo è.

Esattamente un anno fa il bassista girava per le spiagge d’Italia con le date del Jova Beach Tour insieme a quel Lorenzo Cherubini alias Jovanotti che dal 1991 non può fare a meno di lui. Da quest’estate i suoi potranno essere “Viaggi in musica” grazie all’iniziativa di Sharewood, un tour operator che ha pensato un modo alternativo per aiutare il settore musicale e le realtà locali italiane, rendendo entrambi protagonisti delle proposte di viaggio.

Saturnino, quando è nata l’idea di questo progetto e perché hai accettato di farne parte?Tutto è nato da una telefonata ricevuta dal mio manager, con il quale condivido tutti i progetti. Nel racconto di questa opportunità mi ha subito colpito l’idea di potersi dedicare a poche persone disposte ad ascoltare quello che hai da raccontare. Nella telefonata Mattia mi disse che Christian Meyer aveva già aderito e questo è bastato per entusiasmarmi perché con lui ho condiviso il palco anche prima di incontrare Lorenzo, e sto parlando di prima del 90. Non ci siamo mai persi di vista e questa cosa ci ha unito profondamente. Da lì mi sono successivamente relazionato con il team di Sharewood  con il quale ho trovato molto feeling .

Oltre a te, altri colleghi come Andrea Rock e Gianluca Veronal hanno deciso di far parte di questo progetto che come ha raccontato Piercarlo Mansueto, CEO e founder di Sharewood, sarà un’ esperienza incentrata sulla musica o sulle tradizioni del territorio. Tu hai girato l’Italia in lungo e largo, c’è ancora qualche posto che ti piacerebbe visitare che magari fa parte dei 7 stili di viaggio ideati in base a quante sono le note musicali?

Pur avendo viaggiato molto, ci sono un sacco di cose che mi mancano da vedere, e in modo approfondito con l’aiuto di una guida.

Ho girato diversi posti nel mondo, tipo Parigi, e con la guida è stato entusiasmante e diverso rispetto all’essere da soli o con amici.

Ironia della sorte, io e Primo dei Cor Veleno, negli ultimi giorni della sua vita, ci eravamo ripromessi di fare un viaggio proprio in una delle tappe che mi è stata successivamente proposta da Sharewood. Lo racconterò a chi prenderà parte all’iniziativa.

Per coloro che faranno parte di questo viaggio sicuramente sarà un’ esperienza davvero originale, tra concerti privati in location uniche, workshop, aperitivi musicali, condivisione della propria esperienza personale e retroscena della carriera professionale. Ce ne racconti uno che ti ha cambiato la vita?

Tutti hanno contribuito ad un arricchimento del bagaglio personale. C’è un termine che è sensei che tutti traducono in maestro, ma in realtà è la persona che è passata attraverso quell’esperienza prima di tutti e ti può fornire dei consigli che ti torneranno utili. Ho iniziato a leggere dopo aver passato 15 giorni in studio con Battiato. Parlavamo di musica per ore e mi chiese quali fossero i miei gusti letterari. Era il ’97. Mi sono trovato impreparato. Lui è stato così generoso da consigliarmi qualche titolo e mi ha acceso la curiosità di andare a studiare queste cose. Come quando vai dall’analista per anni e a un certo punto ti scatta il click.

Vedendo dei film consigliati da Sergio Pappalettera (designer e collaboratore del team di Jovanotti, ndr) ho cambiato modo di approcciarmi allo strumento, prima studiavo l’aspetto tecnico e da quei film mi sono interessato al sound.

Lo scorso anno sei stato uno dei protagonisti del Jova Beach Tour , un evento che rimarrà nella storia e che oggi sarebbe impensabile vista la situazione che sta vivendo il paese. Che ricordi ti porti dentro? Qual’è stata la tappa che ti ha emozionato di piu?

Il debutto è stata una delle cose più assurde perché nessuno sapeva quale sarebbe stato l’effetto. Jova Beach è paragonabile a quando ti lanci dal paracadute per la prima volta, un esperimento, totalmente travolgente. In spiaggia simbolicamente ti sembrava di venire travolto da un’onda di gioia.

Il ricordo incredibile è stato il pomeriggio con Gianni Morandi, che per me è il vero Marylin Manson. L’impressione è quella di parlare con un highlander, preciso e puntuale. Ricordo che ha raccontato la storia degli accordi di “Fatti mandare dalla mamma” arrangiata da Ennio Morricone, e parlava da persona perfettamente centrata nel presente, non da nostalgico. Pensa che mi ha raccontato che si è diplomato in contrabbasso ma nessuno lo sa. Una persona di un livello empatico incredibile.

Posto che vai, gente che trovi, o in questo caso: ”regole”. Sembra questo il leitmotiv di questa estate diversa in cui molti artisti si esibiscono rispettando regole rigide ma alcuni club organizzano eventi in cui non mancano gli assembramenti. Qual é il tuo pensiero in merito?

Un totale distaccamento tra quella che è la realtà e quello che viene emanato dai decreti. Sono stato recentemente in Puglia per ritirare un premio,  eravamo distanziati e rispettavamo le disposizioni.

Poi a qualche chilometro di distanza, ed esattamente a Gallipoli, c’era l’inferno di gente. Percepisco come se ci fosse l’anarchia totale. A Jesolo, Riccione, Puglia, sta succedendo il finimondo, ho veramente molta paura. Mi sembra tutto assurdo. 

Cosa stai ascoltando ultimamente?

Sto ascoltando l’album di Taylor Swift, lo trovo una cosa assurda. Totalmente analogico. Ed arriva trasversalmente a tantissime età. Ed è il bello di Spotify o di Apple Music.

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