“Mr Morale & The Big Steppers”: la nuova prospettiva di Kendrick Lamar

Il nuovo album del rapper è un doppio disco denso, che racconta il suo mondo in un costante cambio di stili e strumentali
Kendrick Lamar - copertina Mr. Morale & The Big Steppers
Kendrick Lamar – copertina Mr. Morale & The Big Steppers

Kendrick Lamar è di nuovo in mezzo a noi. Mr. Morale & The Big Steppers è un progetto denso e curato tanto quanto i precedenti. Come al solito, K.Dot non ha paura di sperimentare con strumentali non convenzionali, forme alternative di storytelling e di delivery.


Son passati 5 anni, anzi, 1855 giorni da DAMN, come ci ricorda il rapper nel primo brano, United In Grief. Kendrick Lamar ha finalmente pubblicato il suo ultimo album con la Top Dawg Entertainment, l’etichetta che l’ha scoperto e accompagnato fin ad ora. Dopo tutta questa attesa, Kendrick parte con una confessione.


“I’ve been goin’ through somethin'”, dice il rapper, che in questo nuovo lavoro parla di tante cose, al punto da dividerlo in un doppio disco, che in totale supera i 70 minuti. Due dischi che sono diversi, c’è un fuori e un dentro, brani rivolti alla collettività e brani che parlano di sé. Ha bisogno di sfogare tanto, K.Dot, dal blocco dello scrittore, del quale dice “niente mi motivava” in Worldwide Steppers, alle difficoltà del rapporto con la compagna, come la lite di We Cry Together.

Parla dell’essere sensibili e di una mascolinità imposta dalla società, e della finzione che si nasconde dietro la celebrità, venduta come sinonimo di integrità morale. C’è un “Mr. Morale” e un “Big Stepper”, ma in qualche modo i due si incontrano.

Perchè alla base di tutto c’è Kendrick, come in tutti i suoi brani e album. Mr. Morale & The Big Steppers non è una pura e sterile denuncia della cultura americana, ma non è nemmeno la trascrizione di tutto ciò che sono stati gli ultimi 5 anni per lui. Eppure c’è il senso di entrambe le cose. La sua esperienza è sempre il centro della questione. Che sia come afroamericano negli Stati Uniti, come uomo di successo con un piede legato ancora alla miseria del ghetto o come ragazzino con un parente in fase di transizione in un ambiente pieno di pregiudizi.

I’m not on the outside looking in, I’m not on the inside looking out, I’m in the dead f***ing center, looking around” diceva nel suo esordio Section 8.0. Quella frase è ancora valida, se non più forte di prima, ora che la sua prospettiva, quel suo centro è cambiato di nuovo. “As I get a little older, I realize life is perspective, and my perspective may differ from yours” riflette il Kendrick Lamar di oggi.

Non sono il vostro salvatore”, dice all’ascoltatore in Savior, ma in qualche modo sembra anche dirlo a se stesso. Un mantra per cercare di accettare quanto il suo messaggio e la sua arte possano fare. Specialmente dopo che la riflessione su temi simili in album come Good Kid .M.A.A.D. City e To Pimp A Butterfly non ha portato, dal suo punto di vista, risultati abbastanza forti.

Come ha espresso il celebre Anthony Fantano (critico musicale, ndr.) parlando di The Heart Part 5, Kendrick Lamar ha sempre sentito il bisogno di toccare le persone con la sua musica. Ora cerca di combattere la frustrazione nel non vedere il suo messaggio fare abbastanza. “I can’t please everybody” ripete in continuazione in Crown, “non posso soddisfare tutti”.

Sono interessanti, come spesso succede nei suoi lavori, i nomi che hanno preso parte o ispirato questo progetto. Dai più “scontati” Pharrell, Thundercat e Baby Keem, a Beth Gibbons dei Portishead e lo scrittore spirituale Eckhart Tolle. E poi ancora Kodak Black e Summer Walker, Sampha e il producer Alchemist, Ghostface Killah e Tanna Leone, Amanda Reifer e Taylour Paige.

Mr. Morale & The Big Steppers arriva dopo l’uscita di The Heart Part 5, lunedì 9 maggio. Il video del brano, che parla del rapporto di Kendrick Lamar con il successo e con il ghetto, vede il rapper prendere le sembianze di famosi personaggi. Ye, Nipsey Hussle, O.J. Simpson, Eddie Murphy e Jussie Smollet.

La copertina del progetto invece, uscita per la prima volta ieri, è un scatto di Renell Mondrano che ha già conquistato l’internet. Nella foto non c’è solo Kendrick Lamar, ma tutta la sua famiglia: la compagna Whitney Alford, che è accreditata anche nel brano We Cry Together, e i due figli.


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