I Daft Punk annunciano con un video lo scioglimento dopo 28 anni

Epilogue segna la fine del duo parigino nato nei ’90. Tra sound ed estetica, poche realtà hanno cambiato la musica elettronica come la loro
Daft Punk

È bastato caricare su YouTube un video di nemmeno 8 minuti per sancire la fine di un’era. Il titolo Epilogue non lascia spazio a dubbi: i Daft Punk si sciolgono.

Una camminata nel deserto, che culmina in un’esplosione. Al termine, il cerchio che si chiude: 1993-2021, e Touch (estratta da Random Access Memories) di sottofondo. Kathryn Frazier, la publicist storica del duo, ha confermato a più testate (tra cui Pitchfork) lo scioglimento, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli sulle ragioni.

Un’avventura giunta al capolinea dopo 28 anni di storia culminata nel 2013 con il già citato Random Access Memories, che valse al gruppo un Grammy per il miglior album. Ma Get Lucky è soltanto la punta dell’iceberg dell’opera del duo francese di musica elettronica composto da Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter.

Daft Punk: dai debutti ai Simpsons

Il gruppo parigino pubblicò il debut album Homework nel 1997, seguito da Discovery nel 2001. Genesi di un culto che avrebbe conquistato milioni di affezionati supporter in tutto il mondo. Impossibile, quando si parla di Daft Punk, scindere il french touch che ha ridefinito la dance music dall’amatissima estetica futuristica. Gli inconfondibili caschi – che non mancano nemmeno in Epilogue – hanno impresso un’immagine indelebile nell’immaginario collettivo, trasformando i due artisti in vere e proprie icone pop mondiali, citate perfino nei Simpsons.

Lo stile dei Daft Punk ha naturalmente conquistato anche i colleghi, come dimostra la lunga lista di collaborazioni illustri e contaminazioni messe insieme nell’arco di un trentennio tra lavori inediti, remix e omaggi. Da Kanye West a Nile Rodgers, da The Weeknd a Pharrell, il sound dei francesi ha fatto sognare tantissime fan-base. C’è anche un pizzico di Italia nei loro 28 anni di storia. Memorabile l’omaggio del duo transalpino al nostro Giorgio Moroder nel 2013 (Giorgio by Moroder). Qualche giorno fa peraltro Willie Peyote ha ricordato proprio con Billboard Italia l’impatto senza precedenti che ebbe il loro concerto alla Pellerina in occasione del Traffic Torino Free Festival del 2007. Un’intera città – e non solo – si è ritrovata divisa in due, tra chi c’era e chi non c’era. Dopo Epilogue, ricordi simili rinnoveranno il proprio valore.

Ascolta Random Access Memories

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