X Factor, secondo live: finalmente si scaldano i motori della gara

Conferme e ripensamenti da parte dei giudici su solisti e band nella seconda puntata del talent show. E la scelta delle cover da riproporre a volte funziona, a volte no
I giudici di X Factor 2021. Foto ufficio stampa
I giudici di X Factor 2021. Foto ufficio stampa

Ieri sera è andato in onda su Sky Uno e NOW il secondo Live di X Factor e al Teatro Repower di Assago abbiamo ritrovato i dodici concorrenti dell’edizione 2021. Insieme ai giudici Manuel Agnelli, Emma, Mika e Hell Raton, stanno percorrendo il loro lungo e faticoso percorso verso la finale di dicembre. Nessuna pomposa apertura stavolta: si va dritti al punto, alzando subito il sipario sulle esibizioni che hanno visto scontrarsi tutti gli artisti nella serata dedicata alle cover.

Quattro roster in sfida, introdotti ancora una volta da Ludovico Tersigni che intanto continua a farsi le ossa alla conduzione sempre con un po’ di sana emozione (che ci sta tutta). Quelli in vera difficoltà, però, sono gli stessi sfidanti, che si affrontano con il rischio di un’eliminazione in vista. Il meno votato al ballottaggio finale dovrà presentare il proprio cavallo di battaglia e lasciare ai giudici la scelta di chi dovrà abbandonare il palco di X Factor.

Ecco cos’è successo nel corso di questa scoppiettante, anche se non rivoluzionaria, puntata, e se siete curiosi di scoprire qualche aspetto inedito o cosa si cela dietro le logiche della gara, non perdete anche la nostra intervista a Eliana Guerra, curatrice del talent show.

X Factor, prima manche: bene per i solisti, un po’ in down le band

La prima manche di X Factor si apre con Le Endrigo e con una cover di A far l’amore comincia tu di Raffaella Carrà. Scelta audace, che inizialmente sembra un esperimento riuscito ma ci lascia un po’ di retrogusto amaro ripensandoci su. Cosa abbiamo appena visto? Qual è la strada di questa band? Sarà come abbiamo imparato, quella del “paracul rock” che li accompagna sin dallo scorso live? A darci ragione ci sono anche i giudici, fra tutti Mika, che disapprova attirando su di sé i fischi del pubblico. «L’atmosfera della puntata degli inediti è finita», commenta Manuel dandogli manforte. Emma, la loro giudice, è invece soddisfatta e difende la band.

Baltimora, dopo la bella prova degli inediti, si cimenta in una cover di Parole di burro di Carmen Consoli. Il giovane artista ha una carica invidiabile, ma oltre la sua evidente “urgenza” di esprimersi che viene fuori ogni volta che è davanti a un microfono, temiamo che il suo non sia un progetto abbastanza solido, in grado di restare impresso. Anche se la sua versione della Consoli è moderna, minimal, molto ben eseguita e si fonde alla perfezione con il timbro vocale dell’artista (apprezzato dai giudici), abbiamo bisogno di approfondire di più per confermare o smentire il nostro pensiero su di lui.

Mutonia, osare sì, ma di più. Vale LP in risalita

La prima manche prosegue con Fellow che torna invece in tutta la sua altezza e con la sua voce profonda su Sign Of The Times di Harry Styles, e per l’edizione di quest’anno sembra essere uno dei favoriti, come conferma Manuel – e confermiamo anche noi. «Un crescendo di emozioni», commenta Hell Raton, e in effetti il giovanissimo talento ha davvero quel qualcosa in più. Occorre solo capire in che segmento posizionarlo per non far sì che la sua proposta si appiattisca in breve tempo, proponendo sempre la stessa tipologia di brani.

Dalla dolcezza alla “tamarraggine” dei Mutonia lo scatto è felino: la band di Manuel Agnelli presenta una cover dei Nine Inch Nails, Closer, purtroppo con tanta amarezza un po’ “sprecata”. Avrebbero potuto spingere molto di più e purtroppo anche Matteo, senza gli iconici occhiali a cuore e vestito da sposa, non riesce ad aprirsi un varco per andare incontro al benvolere dei giudici.

Vale LP, penultima della prima manche, torna invece in questa puntata di X Factor con una cover di Gabriella Ferri, Dove sta Zazà: con un completo fuxia e rosso, nella sua versione con un pizzico di autotune, l’artista 21enne è riuscita a dare un contributo che non stona con l’originale, incuriosendo Mika e stupendo Hell Raton. E ha convinto anche noi, che dopo la sua esibizione precedente non le aveva reso giustizia dopo la fase delle auditions. Ultimi ad esibirsi sono i Westfalia, che riportano il sound di Atlanta e degli Outkast con Hey Ya!. Un brano difficile, e se non si ha lo stesso carisma e il sorriso folle di Andre3000 è difficile che si riesca a raggiungere la stessa carica dell’originale, difatti la canzone è una miccia accesa che non esplode.

Chiello, superospite della puntata

Fresco della pubblicazione del suo album solista Oceano Paradiso, l’ospite della seconda puntata dei Live di X Factor è Chiello. L’artista ha presentato il suo ultimo lavoro di recente e questa volta lo vediamo finalmente immerso in una dimensione live. Sul palco prendono vita un paio dei suoi brani, inclusa l’amatissima Quanto ti vorrei. Accompagnato dalla band (con Shablo alla batteria) e nella sua maglia luccicante, ci regala un momento di leggerezza prima del momento fatidico: la chiusura del televoto.

Ludovico Tersigni annuncia l’arrivo della busta che svelerà il meno votato della prima manche (dato dalla somma dei voti della scorsa puntata con quelli di ieri sera). Salvi Le Endrigo, nonostante l’inizio scivoloso, ma anche Vale LP e Fellow. Primi a doversi preparare per la sfida finale, a rischio dal primo live, si confermano i Westfalia. Ma siamo ancora a metà della puntata.

Seconda manche, ma per le band non è serata

Ad aprire la seconda manche di X Factor c’è Erio, anche lui fra i favoriti dell’edizione, che con un outfit dall’effetto “wow” canta una passionale versione di Limit To Your Love di James Blake. I giudici sembrano essere tutti d’accordo sul fatto che sia uno degli artisti più completi del programma, e sinceramente anche noi ci puntiamo moltissimo. Sarebbe bello vederlo anche in altri aspetti o vesti artistiche, anche se snaturarlo potrebbe fargli perdere un po’ della magia che is è creato attorno.

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Una sorpresa anche Sexyback di Justin Timberlake scelta da Hell Raton per la performance dei Karakaz. Una versione che recupera l’esplosività mancata in Hey Ya!, che per i Westfalia non aveva funzionato. Le critiche non mancano, ma anche i complimenti. È davvero tosta dire quale sia la band più versatile quest’anno, ma è ancora tutto da vedere. Per Nika Paris, invece, c’è una cover di Jain, Come, la prima in lingua inglese per la giovane cantante che per noi era un “ne riparliamo”, e che anche per i giudici è ancora un punto interrogativo. Per il momento, non c’è ancora un elemento che ci faccia “gridare al miracolo”.

gIANMARIA, Bengala Fire, Versailles sono gli ultimi della puntata

Diverso è per gIANMARIA, che già con l’inedito I suicidi aveva lasciato tutti senza parole, e che stavolta si cimenta con Jenny è pazza di Vasco Rossi. Per Emma, l’artista ha il profilo e la sensibilità giusti per poter affrontare una cover simile e anche per noi il tutto è risultato spiazzante (e positivo). Seguono poi i Bengala Fire, purtroppo sfavoriti (ma non da noi) alla fine della scorsa puntata. Con Town Called Malice, una cover dei Jam, tra scenografia, sound e talento, la performance è impeccabile e le vibrazioni brit-rock funzionano ancora una volta. Sembra a tutti gli effetti di assistere a un qualcosa di già pronto ad uscire dal programma senza dover cambiare una virgola, ma li seguiremo nel percorso per capire se abbiamo effettivamente ragione.

I commenti dei giudici, però, sono sempre un po’ discordanti. Manuel li difende, mentre Mika li ritiene troppo forzati. A Versailles, ultimo ad esibirsi, viene assegnata una cover di Fantasma dei Linea 77 con tanto di nota audio di “benedizione” della stessa band mandata in onda dallo smartphone di Hell Raton, il suo giudice. Sarà servito? Forse non a pieno, a detta di Manuel, che non lo trova abbastanza “credibile”. A noi invece è parsa una buona performance, non ottima, ma buona certamente sì.

Al ballottaggio Westfalia e Versailles, una conclusione già prevista

Il momento più difficile della puntata si avvicina. A sfidare i Westfalia nel ballottaggio finale, sullo sfondo di uno studio completamente rosso, è Versailles, che è anche l’ultimo ad essersi esibito. Gli artisti si confrontano sui loro cavalli di battaglia: gli inediti. Intanto, Ludovico Tersigni annuncia che il superospite internazionale del quinto live sarà Ed Sheeran – che ha appena pubblicato il suo nuovo album “=”, performance che naturalmente non perderemo.

Con Goblin, i Westfalia si esibiscono per pochi secondi seguiti subito dopo dall’esibizione (anche qui in versione ridotta) di Truman Show di Versailles. Purtroppo, il gruppo di Mika non riesce a resistere sul palco di X Factor: sono i primi eliminati dell’edizione 2021 della competizione, con i voti sfavorevoli di Manuel, Emma e Hell Raton. Ce lo aspettavamo, perché il loro sound è incredibile ma per un palco come X Factor forse non sono pienamente la proposta adatta. C’è poco pop e poca malleabilità per diventare un prodotto “commerciabile”, e forse per la loro identità artistica è meglio che sia andata così.

Una seconda puntata, insomma, che non ha avuto grandi picchi, e che sulla scia della prima manche ha confermato l’andamento scarico delle band, tanto da finire con l’eliminazione di una di queste. I progetti solisti, invece hanno avuto un’occasione in più per delinearsi e farsi conoscere dal pubblico ancora meglio che con i soli inediti. Nonostante l’edizione di quest’anno presenti ancora diversi punti ciechi, fra alti e bassi, noi ci siamo fatti una prima idea sui progetti che potrebbero funzionare. I solisti uomini sembrano i più agguerriti e con le personalità più forti. Le formazioni dovranno ancora rimboccarsi le maniche e lavorare il più possibile per convincere noi e i giudici che l’unione (e la coesione) faccia effettivamente la forza.

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