Netflix e TikTok hanno sospeso i loro servizi in Russia

Le due aziende hanno preso la decisione in seguito all’approvazione della legge russa che impone pene detentive per coloro che diffondono informazioni ritenute false sul conflitto russo-ucraino
TikTok
Foto di AaronP/Bauer-Griffin/GC Images

Netflix e TikTok hanno sospeso la maggior parte dei loro servizi in Russia ieri, domenica 6 marzo. Ciò accade mentre il Governo ha iniziato a dare una stretta su ciò che si può dire riguardo alla guerra in Ucraina.


TikTok ha fatto sapere che gli utenti russi dell’app non saranno più in grado di pubblicare video e dirette. Inoltre non potranno più vedere i video condivisi dagli utenti del resto del mondo. Per quanto riguarda Netflix, invece, la piattaforma ha sospeso il servizio nel Paese senza fornire ulteriori dettagli.


La decisione da parte delle due aziende rischia così di isolare ancora di più il Paese e la sua popolazione. Tutto questo dopo che altre multinazionali hanno tagliato fuori la Russia da servizi finanziari, ma non solo, sull’onda delle sanzioni economiche occidentali e dell’indignazione globale per l’invasione dell’Ucraina.

Venerdì 4 marzo il presidente russo Vladimir Putin ha intensificato il “giro di vite” sui media e su coloro che non rispettano la linea del Cremlino sulla guerra. Così, Facebook e Twitter sono stati bloccati ed è stata firmata una legge che criminalizza la diffusione internazionale di ciò che Mosca considera “falso”.

TikTok: «La sicurezza dei dipendenti è la nostra massima priorità»

«Alla luce della nuova legge sulle “fake news”, non abbiamo altra scelta se non quella di sospendere il livestreaming e i contenuti del nostro servizio, mentre esaminiamo le implicazioni di sicurezza di questa legge». Lo ha comunicato TikTok in una dichiarazione su Twitter. «Il nostro servizio di messaggistica in-app, invece, non sarà interessato».

Hilary McQuaide, portavoce di TikTok, ha detto che l’app in Russia ad ora appare solo in modalità “view-only”. Questo, quindi, non permette alle persone di pubblicare nuovi contenuti o livestream. «Possono ancora vedere i vecchi video, ma solo se non provengono da fuori», ha spiegato.

«La sicurezza dei dipendenti è la nostra massima priorità», ha detto la portavoce di TikTok. E ha aggiunto che la società non vuole mettere i suoi dipendenti russi e i suoi utenti a rischio di gravi sanzioni penali.

La nuova legislazione, rapidamente approvata da entrambe le camere del parlamento e firmata da Putin, impone pene detentive fino a 15 anni per coloro che diffondono informazioni che vanno contro la narrazione ufficiale del Governo russo sulla guerra.


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