Spotify e Joe Rogan: una compilation di “n word” da difendere

La piattaforma e il comico ancora nell’occhio del ciclone, questa volta a causa di video con dichiarazioni scomode e razziste
Joe Rogan
Joe Rogan, foto di Stacy Revere/GI

Dopo la controversia nata dall’abbandono di Neil Young della famosa piattaforma di streaming, Joe Rogan mantiene Spotify nell’occhio del ciclone a causa di alcune affermazioni razziste.


Le critiche al mondo dello streaming non sono una novità, soprattutto per i compensi bassi dati agli artisti. Nello specifico però Spotify si è trovata più volte al centro dell’attenzione. Oltre ad essere la piattaforma che paga meno i suoi “creator”, ha più volte fatto parlare di sé per i finanziamenti fatti a compagnie militari, fino all’onerosa acquisizione dei diritti di trasmissione del popolare The Joe Rogan Experience.


E proprio Joe Rogan ha portato una vera e propria tempesta su Spotify nell’ultimo periodo. Giusto la settimana scorsa, il famoso cantante e icona rock Neil Young aveva ritirato la sua musica dalla piattaforma in segno di protesta contro Rogan. Questo è accusato di fare disinformazione riguardante il covid. Molti artisti e personalità hanno seguito o comunque applaudito Young. Una mossa che sarebbe costata a Spotify circa 4 miliardi di dollari.

Joe Rogan ha rilasciato un video di quasi 10 minuti dicendosi dispiaciuto per la situazione, mentre il CEO Daniel Ek aveva mostrato il suo sostegno al podcaster.

La nuova controversia per Spotify

Oggi però, Ek ha dovuto nuovamente esporsi per Rogan, dopo che negli ultimi giorni due video hanno cominciato a girare per i vari social. Il primo è una compilation, con tutte le volte in cui Rogan ha usato la cosidetta “n word” durante il suo show. L’altro, un storia raccontata dal comico nel quale paragona un quartiere a prevalenza afroamericana al continente africano, nonché al film Il Pianeta delle Scimmie.

Rogan ha rilasciato un altro video di scuse, dicendo che non voleva fare un paragone tra afroamericani e scimmie. «È la cosa più spiacevole e vergognosa del quale abbia mai dovuto parlare pubblicamente» ha detto il comico, aggiungendo: «Non userei mai il razzismo per far ridere»

Intanto Daniel Ek ha scritto una lettera aperta, affermando però che «non credo che silenziare Joe sia la soluzione».

Ek dice anche di voler investire  «100 milioni per la concessione di licenze, lo sviluppo e il marketing di musica (artisti e cantautori). Oltre che per contenuti audio da gruppi storicamente emarginati». Tutto questo per promuovere «tutti i tipi di creatori», compresi quelli di «gruppi storicamente emarginati».

L’artista RnB India.Arie, fra i profili più grandi a ripostare i video di Rogan, ha affermato che lasccerà la piattaforma. «Non sono gli stessi motivi di Young» ha detto in un intervista «ma non posso più restare su questa piattaforma».


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