Snoop Dogg compra la Death Row Records. Intanto è accusato di violenze sessuali

Il rapper compra l’etichetta che lo ha lanciato, ma questa mattina presto arrivano accuse di molestie sessuali risalenti al 2013
Snoop Dogg - Mount Westmore - Big Subwoofer - Algorithm
Snoop Dogg (fonte: ufficio stampa)

La rap star e icona dell’intrattenimento americano ha acquistato l’etichetta grazie alla quale il suo successo è cominciato, la Death Row Records. A poche ore dalla buona notizia però, arriva la cattiva: Snoop Dogg è accusato per molestie sessuali.


La buona notizia

Nella sera americana di ieri, 9 febbraio, è stato annunciato che Snoop Dogg è riuscito a comprare la Death Row Records. L’etichetta è stata testimone nel lancio della carriera del rapper, pubblicando il suo primo e forse più acclamato album Doggystyle. Non solo, la Death Row è responsabile anche della pubblicazione di due pietre miliari come The Chronic di Dr. Dre e All Eyez On Me di Tupac.


Death Row Records viene fondata nel 1992 da Dr. Dre, il produttore Suge Knight e D.O.C. L’etichetta nasce alla fine dell’esperienza N.W.A., di cui sia Dre che D.O.C. facevano parte e che si promisero di rendere “la Motown degli anni ‘90“. Con la morte di Tupac del 1996, sia Dr. Dre che Snoop Dogg uscirono di scena e la label cominciò un processo di declino, culminato con la bancarotta e la vendita nel 2006.

Snoop aveva già cercato di acquistare l’etichetta l’anno scorso, ma la eOne Music, all’epoca proprietaria della Death Row, gli disse che non voleva vendere, salvo poi farlo, ma ad altri. Proprio questo aveva portato mr. “Doggy” Dogg a trovare un posto da executive creative consultant alla Def Jam di Rick Rubin.

«Si accontenti di mettere il brand Death Row nelle mani di una leggenda come Snoop Dogg» ha affermato uno dei senior director della Blackstone, la ormai ex proprietaria.

La brutta notizia

Nelle primissime ore di oggi, 10 febbraio, arriva la notizia invece che Snoop Dogg sarebbe accusato di molestie sessuali, mosse da una ballerina che lavorava per lui.

Nel maggio 2013 Jane Doe (nome fittizio per mantenere l’anonimato, ndr.) sarebbe stata ad un concerto di Snoop, dopo il quale avrebbe accettato un passaggio dal collaboratore del rapper Bishop Don “Magic” Juan. Juan l’avrebbe portata alla propria abitazione, contro il volere della donna e, una volta lì, violentata. Dopodiché la vittima sarebbe stata invitata nello studio di Snoop Dogg, che le avrebbe riservato lo stesso trattamento del collega.

Gli accusati non hanno ancora rilasciato comunicati, ma una fonte di TMZ vicina al rapper afferma che la denuncia è stata fatta apposta ad una settimana dal Superbowl. Snoop Dogg infatti dovrebbe partecipare al famoso halftime insieme a Dr. Dre, Mary J Blige e Kendrick Lamar.

La donna ha specificato di non aver agito prima per paura di perdere il lavoro, avendo lavorato per anni in società appartenenti o legate a Snoop Dogg.


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