Scena Unita: raccolti oltre 4 milioni di euro per il settore dello spettacolo

Risultati che fanno ben sperare in una felice ripartenza per le maestranze e i lavoratori in difficoltà. Per Fedez, però, si poteva fare di più
Scena Unita presenta i risultati della campagna degli ultimi mesi in aiuto ai lavoratori dello spettacolo,Foto di Wendy Wei, fonte: Pexels
ta presenta i risultati della campagna degli ultimi mesi in aiuto ai lavoratori dello spettacolo,Foto di Wendy Wei, fonte: Pexels

Dalla presentazione dello scorso novembre all’apertura del bando di emergenza, Scena Unita – il Fondo promosso e ideato da artisti ed enti privati – è riuscita in pochi mesi a raggiungere un grande obiettivo per sostenere il settore dei lavoratori dello spettacolo. Con tre diversi bandi, 154 artisti e 113 brand che hanno partecipato attivamente all’iniziativa, sono stati raccolti ben 4.780.000 euro. Una cifra importante, da destinare alle maestranze del mondo dello spettacolo, degli eventi musicali, dell’audiovisivo e non solo. In particolare, l’attenzione era rivolta ai lavoratori individuali più fragili dal punto di vista delle tutele.

Alla conferenza stampa di presentazione dei risultati hanno preso parte Fedez, fra i fautori di Scena Unita, insieme a Michele Bravi, Gaia, Shade. Ma anche Manuel Agnelli e Giusy Ferreri, in collegamento, e ancora Francesca Michielin, Vasco Rossi, Levante, che hanno inviato un contributo video. Senza dimenticare, fra gli altri, i rappresentanti delle realtà La Musica Che Gira e Music Innovation Hub, che insieme a Cesvi si sono occupate della promozione dell’iniziativa e della raccolta vera e propria dei fondi, insieme a 23 professionisti uniti in due comitati, tecnici e scientifici.

I numeri di Scena Unita

Ecco i numeri ufficiali raggiunti da Scena Unita: 1.600.000 erogati a favore di 1601 lavoratori e maestranze; 251.000 a sostegno delle imprese individuali; 2.500.000 riservati a progetti per la ripartenza. «In circa due settimane siamo riusciti a raccogliere 2 milioni di euro», commenta Fedez. «Col passare del tempo siamo arrivati a più di 4 milioni ad oggi. Sono convinto che questo schema creato da Scena Unita potesse fare di più, ma sono comunque contento dell’incredibile risultato», aggiunge, raccontando la genesi del progetto, iniziata da un gruppo su WhatsApp. Poi, precisa: «Dal bando ripartenza abbiamo già erogato fondi a 77 dei 106 progetti approvati. L’efficienza è stata la chiave del successo».

Commentando la partecipazione dei diversi artisti al programma, Fedez dichiara ancora: «Era importante che ci fosse un gesto. Per una volta, gli artisti non hanno utilizzato la loro immagine per attrarre denaro, o per fare da riflettore. Loro stessi sono stati partecipi della raccolta fondi in prima persona. Ognuno ha donato in base alle proprie disponibilità, per permettere anche agli emergenti di partecipare».

Con le idee più diverse, aggiungiamo: la stessa Gaia racconta di aver messo all’asta il proprio abito di Sanremo, in accordo con Ferragamo, per poter in qualche modo coinvolgere il suo pubblico e aiutare a modo suo. Anche Shade commenta i risultati di Scena Unita, invitando a pensare agli addetti ai lavori con cui gli artisti condividono gran parte del loro percorso. Proprio ora che si sta iniziando a ripartire con i live, c’era il bisogno di dare nuova speranza. «Scena Unita dà modo alle persone dietro le quinte di tornare su questo palco, ognuno con la sua creatività», commenta, in aggiunta, Michele Bravi.

La conferenza di presentazione di Scena Unita

Il ruolo delle istituzioni nella ripresa del settore

Anche Manuel Agnelli dice la sua su Scena Unita: «Quello che è successo è una cosa unica in questo ambiente. È un percorso di collaborazione fra le varie entità del mondo della musica e dello spettacolo, che ha anche un importante ruolo di formazione. Ancora adesso facciamo fatica a comunicare l’entità del dramma del nostro ambiente all’esterno. Tutti questi mesi, poi, non hanno portato alla riforma del sistema come speravamo».

Un’opinione condivisa anche dal lato tecnico di Scena Unita, con l’intervento di Fulvio De Rosa, presidente di Bike-in e Live Club: «Il nostro settore ha registrato perdite superiori ad altre attività: questa tragedia ha permesso di fare una fotografia della situazione e mettere in atto una serie di misure, per cercare di sostenere e creare nuovo welfare».

Nel clima di generale soddisfazione e festeggiamento per i risultati ottenuti, arriva anche un po’ di rammarico per la necessità, tuttora, di un restauro dell’industria musicale, non ancora messo in atto a tutti gli effetti. È Fedez stesso a rincarare la dose: «Ogni volta si evocano le istituzioni, ma avrebbe più senso rivolgersi direttamente al Ministro Franceschini. Sarebbe il caso di fare meno propaganda e fare ciò che si dice di fare, più pragmatismo. I finanziamenti sono un ottimo inizio». E svela: «Aprirò una mia fondazione per portare avanti altri obiettivi oltre lo spettacolo. Ho anche altri progetti in testa, ma Scena Unita continuerà a vivere».

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