Renato Zero annuncia “Atto di fede” e il primo Circo Massimo: «Ci siamo ammalati di indifferenza»

Un ritorno attesissimo il prossimo 8 aprile con un nuovo, doppio album di musica “sacra” nel senso più ampio della parola, accompagnato da testi e voci narranti d’eccezione. E poi un libro, per riflettere sulle verità che abbiamo dimenticato, e quattro grandi concerti per celebrare la vita e la carriera dell’artista romano
Renato Zero. Foto ufficio stampa
Renato Zero. Foto ufficio stampa

Renato Zero non è un semplice nome, è un’istituzione. Nella Sala Marco Aurelio in Piazza del Campidoglio a Roma, luogo in cui l’artista sceglie di raccontarci le ultime novità, si respira anche virtualmente un’aria di solennità, di poesia. Come se si dovesse celebrare un’iniziazione, un sacro battesimo, quello di un uomo che ne rappresenta cento, mille, milioni. Ma anche quello di una nuova opera d’arte e di musica. E così è: il prossimo 8 aprile, Renato Zero regalerà al mondo Atto di fede, la sua prima opera editoriale. Una maestosa raccolta di musica e di parole, che si concretizza in un nuovo doppio album e in un libro, e che segue i tre volumi di Zerosettanta, pubblicati nell’autunno del 2020.


Da dove proviene questo vasto (37 tracce, tra brani e letture) slancio vitale? «Dall’entusiasmo, dalla creatività e dalla rottura di tutti gli indugi», ha affermato Renato Zero, che torna “rigenerato e più determinato che mai”. Le sue parole iniziali durante l’incontro introducono la sua lunga carriera, ricordando i vari momenti vissuti dappertutto, dalle discoteche ai teatri. La motivazione che lo spinge a questo nuovo, ambizioso progetto dopo oltre cinquant’anni di carriera ha alla sua base il ribellarsi contro il presente assopito e silenzioso, e il bisogno di farsi sentire, di dialogare con il nostro mondo, di ricongiungerci al nostro futuro e nel dargli una nuova possibilità.


Tante le riflessioni che emergono da questa opera magistrale che alternerà brani inediti a inserti dialogati, vere e proprie “lettere” dei suoi ospiti. Ad affiancare Renato Zero e la sua musica ci saranno le letture di questi testi firmati dagli “Apostoli della Comunicazione”: da Alessandro Baricco a Luca Bottura, ma anche Pietrangelo Buttafuco, Sergio Castellitto, Aldo Cazzullo, che Zero saluta nel corso della conferenza. E ancora Lella Costa, Domenico De Masi, Oscar Farinetti, Antonio Gnoli, Don Antonio Mazzi, Clemente J. Mimun. Per finire Giovanni Soldini, Marco Travaglio, Mario Tronti, Walter Veltroni. Una lista che sembra infinita e a cui si aggiungono le voci narranti di Oscar Farinetti, Pino Insegno, Giuliana Lojodice, Marco Travaglio, Luca Ward e Renato Zero stesso.

Renato Zero, foto ufficio stampa

Una maestosa opera collettiva

Tutto ruota intorno alla presa di coscienza di una Terra che sta soffrendo la presenza dell’uomo, spiritualmente e materialmente distaccato da Dio. Siamo diventati dominatori e non “coinquilini” di tutte le creature che questo habitat naturale ospita, che ha ormai dimenticato la parola “equilibrio”. Renato Zero scrive diciannove brani arrangiati e orchestrati dal Maestro Adriano Pennino, aprendoci lo sguardo e l’anima sulla sacralità del nostro ambiente e anche della nostra persona. E sa mostrarci gli aspetti più importanti della nostra presenza terrestre che sembriamo aver dimenticato, un Dio che abbiamo «dimenticato di frequentare, e noi non ci siamo fatti frequentare da lui. Abbiamo lasciato che la stanchezza intellettuale ci impedisse di raggiungerlo». E così nasce Atto di fede, per far sì che la nostra esistenza torni ad avere davvero un valore, in armonia con l’interno e l’esterno.

A dargli sostegno in questa preghiera collettiva, un “oratorio” come lo definisce Zero, la Budapest Art Orchestra diretta da Andras Deak e la collaborazione con il Coro Internazionale dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta. E poi, ancora, Giacomo Voli e Lorenzo Licitra ospiti del progetto, presenti anche loro durante la conferenza.

«Ci siamo ammalati di indifferenza. Sguardo fisso. Muscoli arresi. Movimenti pochi e calcolati. Un abbraccio? Un inutile spreco di energie. Tutto scorre liquido e prevedibile. Qualche temporale ci scuote, ma poi, non si ha neppure più la voglia di rimpiangere il sole. Dove ci siamo persi? Per quale remota inspiegabile ragione?». Sono queste alcune delle domande a cui questo grande lavoro collettivo, di anime e voci, cercherà di rispondere.

Dentro Atto di fede

Ci voleva qualcuno che prendesse il caos del nostro tempo e cercasse di fermarlo per sempre in un momento d’arte, immortalarlo nel «coraggio di “fare un salto”, tutte le mattine, se necessario» afferma Zero, descrivendo il presente in lungo e in largo, analizzando, interrogandosi, scavando dentro di sé. «Dobbiamo avere il coraggio di sentirci difettosi, inadeguati». E attraverso Atto di fede, Renato Zero si propone di guadagnare nuove soddisfazioni, come quella del godere di una vittoria, ampliando la sua musica e la scrittura.

«Con Il Cielo e I giardini che nessuno sa ci sono andato molto vicino nel sentirmi “condiviso”. Non mi sento Prévert, ma ho centrato delle emozioni in passaggi di tracollo e sgomento e apatia», continua Renato Zero. Forse questi ultimi due anni sono stati il motore per certe riflessioni dai tratti poetici, solenni, e proprio da lì si riparte per imparare qualcosa da quanto ci è successo, traghettandoci verso un avvenire diverso.

«Questo lavoro mi inorgoglisce per aver creato i presupposti per parlare della fede, quasi mettendola in condizione di far riaccendere il dialogo con Dio. Ma anche di riaccendere la fede nel nostro operato, per contagiare con la speranza la risoluzione di certi problemi, per ritrovare la vicinanza, riaccostarci ciascuno alla volontà dell’altro e non disattendere il bisogno di contatto», spiega ancora Renato Zero. «Conoscere è la forma più bella dello stare al mondo, perché è così che sconfiggeremo non solo il fantasma del Covid, ma tutte le future condizioni che ci costringeranno al silenzio imposto».

Renato Zero, Zerosettanta

Renato Zero: da Atto di Fede a Zerosettanta, quattro imperdibili live

E nell’avvenire di Renato Zero c’è anche una grande sorpresa. Non solo l’opera editoriale, una “prima volta” importante nella carriera dell’artista, ma anche gli appuntamenti di ZEROSETTANTA. Quattro imperdibili concerti (prodotti da Tattica) animeranno il prossimo settembre, per la prima volta, il Circo Massimo di Roma, un luogo che «premia la mia romanità», afferma Zero. Con un forte sentimento che si lega alla città: «È già capitale del mondo, perciò cosa ce ne frega che lo sia dell’Italia? Quello che manca a Roma è la voce dei romani, mi faccio Gladiatore per conquistarmi ancora una volta l’applauso».

I live si terranno il 23, 24, 25 e 30 settembre 2022 e renderanno magico l’incontro con il pubblico dopo il successo di Zero Il Folle in Tour. D’altronde, c’è molto da celebrare: i festeggiamenti (posticipati) per il 70esimo compleanno dell’artista, e i cinquantacinque di una scintillante carriera in cui ci ha regalato un mondo musicale cangiante, variopinto, irripetibile. È il grande abbraccio dell’artista romano che ripercorre il suo repertorio infinitamente prezioso, con orchestra classica e band “moderna”, per vivere con tutti noi dei momenti magici e indimenticabili, dove aspettarci davvero “di tutto”, parola di Renato.

E poi, l’appello ai ragazzi, ai giovani che fanno musica oggi che devono fuggire l’effetto “copia incolla”: «La musica da soli non si fa, far parlare i plug-in non è la stessa cosa che far suonare un professionista. Parlate con i musicisti veri». E il consiglio è ancora lo stesso, ricollegandosi ad Atto di fede, ovvero quello di avere fede in se stessi: «Renato Zero non sarebbe qui, senza aver creduto in se stesso».

I biglietti saranno disponibili in prevendita su renatozero.com, vivaticket.it e in tutti i punti vendita Vivaticket dalle ore 11.00 di lunedì 11 aprile.


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