Perché “La Radio per l’Italia” ci ha (davvero) emozionato

Oggi tutte le radio nazionali e locali hanno trasmesso in contemporanea l’Inno di Mameli, Azzurro, La Canzone del Sole e Nel Blu Dipinto di Blu (Volare)
Perché l'iniziativa La Radio per l'Italia ci ha emozionato
Anthony Abruzzo on Unsplash

Per la prima volta nella storia del nostro Paese tutte le radio italiane si sono unite e hanno trasmesso in contemporanea quattro brani.

Alle 11 di oggi, venerdì 20 marzo, tutte le emittenti radiofoniche nazionali e locali hanno infatti trasmesso (anche sulle piattaforme Fm, Dab, in televisione e in streaming sui siti e sulle App) l’Inno di Mameli, Azzurro, La Canzone del Sole e Nel Blu Dipinto di Blu (Volare).

L’iniziativa – denominata La Radio per l’Italiaha di fatto unito per la prima volta tutti gli ascoltatori di quello che è un medium che sta dimostrando di essere in piena salute. Nonostante i mille cambiamenti che la rivoluzione digitale sta portando e di fatto imponendo.

Sui social network sono stati tantissimi gli utenti che hanno voluto commentare quanto hanno ascoltato. E in effetti non è stata una semplice iniziativa per fare compagnia a chi si trova chiuso in casa da giorni. Non è stato un tentativo di divertissement per chi ha la fissa della radio.

Oggi è di fatto successo qualcosa di davvero speciale. La musica – ne siamo davvero convinti – riesce a toccare punti davvero delicati in ognuno di noi. Riesce ad arrivare dove tante volte le semplici parole non colpiscono. Ne abbiamo avuta una nuova dimostrazione, mentre – con il magone, con le lacrime o con una semplice emozione percepita nei nostri occhi – abbiamo assistito a un momento unico del nostro Paese.

In questi giorni di quarantena sono molte le attitudini con le quali ognuno di noi può scegliere di affrontare le proprie giornate. E, per carità, sono tutte legittime. Alcuni – per vivere al meglio le circostanze di questi giorni – hanno deciso di condividere con i propri amici o follower ciò che fanno, proponendo momenti comuni (via Skype, Zoom, dirette Instagram e chi più ne ha più ne metta). Altri vedono in questa continua comunicazione social un modo per distrarsi e non ascoltarsi e quindi hanno preferito il silenzio e il raccoglimento.

Per non parlare dell’idea di uscire sui nostri balconi, alla stessa ora, per cantare insieme. Un’iniziativa bellissima che però, in pochi giorni, ha già visto i suoi “punti critici”. Siamo davvero sicuri che uscire sul balcone vestiti come se fosse Carnevale, facendoci riprendere da amici (in modo da poter pubblicare tutto online e avere l’applauso del mondo dei social) sia un modo per sentirci uniti, soprattutto in un momento così doloroso per le nostre città? Non è forse un atto di mancato rispetto nei confronti di chi vive una perdita, un’assenza?

Insomma: in questi giorni abbiamo il rischio di perderci l’essenziale. E di confondere l’invito di usare la musica come collante, usandolo – invece – come pretesto per parlare sempre e solo di noi stessi. Questo è stato evidente quando oggi, alle 11, tutte le radio hanno trasmesso quattro brani che – ognuno a modo proprio – ci fanno sentire orgogliosamente italiani. E orgogliosamente uniti. Insomma: fratelli. Ma per davvero.

Oggi alle 11 non c’è stato modo di parlare del nostro ego, ma è stata semplicemente l’occasione di sentirci un “noi”. Il tutto accompagnati da parole che hanno segnato la storia del nostro Paese e che, come una tradizione che si trasmette di padre in figlio, ci chiedono di esserci al cento per cento. Lasciando da parte tutto ciò che è superfluo.

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