R. Kelly condannato a 30 anni di carcere per abusi sessuali

L’artista, celebre per la hit “I Believe I Can Fly”, è anche accusato in altri processi per pedopornografia e intralcio alla giustizia
R. Kelly - foto di Antonio Perez - Pool via Getty Images
R. Kelly (foto di Antonio Perez – Pool via Getty Images)

Mercoledì 29 giugno il cantante R&B R. Kelly è stato condannato a 30 anni di carcere. La sentenza arriva nove mesi dopo che una giuria di New York l’ha dichiarato colpevole di abusi sessuali sulla base di decenni di accuse di abusi. La giudice distrettuale Ann Donnelly ha letto la sentenza presso il tribunale federale di Brooklyn dopo aver ascoltato le dichiarazioni delle vittime. Kelly invece non ha preso parola.


Le testimonianze contro R. Kelly

Diverse accusatrici di R. Kelly hanno partecipato alla seduta. È stata data loro la possibilità di rivolgersi direttamente al cantante, che è rimasto seduto in silenzio con la testa abbassata.


«Mi hai fatto fare cose che mi hanno demolito lo spirito. Mi hai fatto sentire così atterrita che ho letteralmente desiderato la morte. Te lo ricordi?», ha detto una di loro, come riferisce l’Associated Press. Un’altra vittima ha raccontato che era «spaventata, ingenua e incapace di gestire la situazione» quando fu approcciata da Kelly dopo un concerto quando lei aveva 17 anni. «Il silenzio fa sentire molto soli», ha detto alla corte.

I difensori di Kelly hanno chiesto per il cantante di I Believe I Can Fly il minimo della pena, ovvero dieci anni o meno, fornendo una documentazione che attestava una “infanzia traumatica segnata da gravi e prolungati abusi sessuali, povertà e violenza”. L’accusa, al contrario, ha insistito per un minimo di 25 anni di carcere.

«R. Kelly ha reiterato i suoi reati impunemente per almeno trent’anni e adesso deve risponderne», ha scritto l’accusa in un memoriale.

Durante il processo, otto “Jane Doe” e due “John Doe” (nomi generici di donna e di uomo, usati in questi casi per proteggere l’anonimato di qualcuno, ndt), fra gli oltre quaranta testimoni coinvolti dall’accusa, hanno raccontato storie di sadismo e perversione riguardanti Kelly (oggi 55enne), oltre che di testimonianza di abusi inflitti su altri. I suoi precedenti impiegati e soci, molti dei quali lo sostennero all’epoca dei fatti, hanno corroborato le testimonianze delle vittime.

Violenze e ricatti

L’accusa ha chiarito come Robert Sylvester Kelly (questo il suo vero nome) abbia usato una rete di impiegati per sfruttare la sua notorietà al fine di “procacciare minori e giovani donne per la sua gratificazione sessuale”, come è stato scritto negli atti.

Durante il processo, durato sei mesi, molte vittime hanno dichiarato di essere state costrette a firmare accordi di non divulgazione (in inglese NDA, “Non Disclosure Agreement”, ndt) e soggette a ritorsioni violente qualora violassero le regole da lui imposte. E, visti i precedenti i Kelly con i sextape, avevano paura che lui avrebbe usato quei filmati per ricattarle.

I dettagli del matrimonio di Kelly del 1994 con una ragazza allora minorenne, di nome Aaliyah, sono stati presentati alla corte per supportare l’accusa di corruzione che lo riguarda. La giuria ha esaminato le prove del fatto che Kelly ha falsificato una patente per sposare Aaliyah quando lei aveva solo 15 anni e lui 27 e corrotto un pubblico ufficiale per facilitare il matrimonio, poi annullato pochi mesi dopo. Aaliyah è morta in un incidente aereo nel 2001 all’età di 22 anni.

Le minacce di un fan

Il verdetto è arrivato pochi giorni dopo che un fan del cantante, Christopher Gunn, ha minacciato tre membri del team di accusa. Gunn, originario di Chicago, è stato arrestato sabato per minacce sui social riguardanti serie violenze fisiche o morte, come riporta una denuncia. Durante un livestream su YouTube, Gunn ha detto che “se cade Kelly, cadono tutti”. E ha minacciato di “irrompere” negli uffici della pubblica accusa, con riferimenti all’uso di armi. Lo scorso settembre Gunn si recò anche a Brooklyn per assistere al processo di Kelly.

Dal 2019 Kelly è in carcere senza possibilità di cauzione. È anche accusato di pedopornografia e intralcio alla giustizia a Chicago, dove inizierà un altro processo il 15 agosto.


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