Noel Gallagher: «USA avete sessualizzato le artiste». Ma è davvero così?

Dopo l’esibizione di Miley Cyrus agli MTV VMAs (ieri sera all’iHeart Radio), Noel Gallagher si è imbufalito. Quanto è una scelta personale?
Vijat Mohindra
Vijat Mohindra

Noel Gallagher non ci sta, e va dritto all’attacco. Questa volta l’obiettivo è la cultura statunitense, rea di aver sessualizzato e mercificato le artiste femminili del mondo musicale.

Un’accusa figlia dell’esibizione di Miley Cirus agli MTV Video Music Awards di quest’anno:

«Miley Cyrus era in azione, e stava facendo qualche merdata e anche il mio bambino di nove anni [Sonny] ha detto: “Perché il cameraman sta filmando solo le sue gambe?”»

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I don’t belong to anyone.

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E ancora: «Le donne sono state sessualizzate a causa dell’America, la cultura britannica non avrebbe mai sessualizzare una femmina. Tutto questo viene dall’America – quella cultura giovanile, atletica, stupida».

Parole forti, che riaccendono un dibattito delicato e controverso legato al corpo come merce, su cui l’industria musicale non si è certamente risparmiata nella sua storia.

Uno dei punti più discussi oscilla tra due poli. Da un lato, l’idea che interpretare, esibirsi e vestirsi in un certo modo risponda soltanto alla volontà della artista. Se dunque Miley sceglie di fare determinate scelte, è il suo modo di vivere e padroneggiare pienamente il suo corpo, e come tale va rispettato, al pari di una prova di forza e di empowerment in barba ad una società storicamente dominatrice ed esteticamente coercitiva.

Dall’altro, l’idea che tutto questo non sia altro che l’ennesima strizzata d’occhio a canoni femminili di sensualità e provocazione pre-dettati da altri. Un altro modo, per dirlo in soldoni, di compiacere una società maschile mascherandolo più o meno consciamente per una decisione consapevole, direzionata il più del volte da un sistema fallologocentrico.

Le due fazioni son tornate a rianimarsi in occasione dell’uscita del videoclip di WAP, la hit di Megan Thee Stallion e Cardi B.

Adottare uno stile procace nei visual e nei testi (ricordiamo che WAP è l’acronimo di Wet-Ass-Pussy, reso celebre dal rapper Kodak Black) che valore ha nel 2020 per una artista donna, dopo decenni di crescente consapevolezza teorica sulle prassi generate dalla società patriarcale?

Quando una rapper rima di sesso con il medesimo linguaggio dei colleghi maschi, cosa cambia, se cambia qualcosa? Con quanti sostrati semantici dobbiamo fare i conti quando Miley Cirus sceglie di esibirsi con un determinato vestito. Ieri sera all’iHeart Radio Music Festival si è presentata con una tutina ben più che aderente, tra strati di velo e altri (pochi) di tessuto. Quanto è sua quella scelta?

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Gonna delete soon. @iheartfestival

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Sono tutti quesiti che entrambe le parti si pongono, a cui le stesse teoriche femministe mettono a punto risposte con diversi gradienti in un senso piuttosto che nell’altro. Certo è che l’uscita di Noel Gallagher sulla presunta immacolata fedina sessista della british-culture stona non poco.

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