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Neil Young vs. Spotify: le piattaforme reagiscono, gli artisti si schierano

Dopo che il cantante ha lasciato Spotify accusando la piattaforma di fare disinformazione, i competitor del servizio e gli artisti dicono la loro
Neil Young, foto di Rebecca Cabage/Invision/AP

La controversia fra Neil Young e Spotify sembra tutt’altro che conclusa. Negli ultimi giorni il cantante aveva richiesto e ottenuto la rimozione del suo catalogo dalla piattaforma, in seguito alle critiche fatte al podcast Joe Rogan Experience, accusato di fare disinformazione sul Covid. Già oggi si vedono le prime reazioni, in primis dalla concorrenza del gigante svedese dello streaming.

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L’account ufficiale di Apple Music ha infatti twittato «è sempre giusto ascoltare Neil Young», aggiungendo un link alla playlist “Neil Young Essentials”. Lo stesso Young aveva ringraziato Apple Music per presentare la sua musica «in tutta la sua gloria in alta definizione – come dovrebbe essere».


Tidal, dal suo canto, ha aspettato la reazione degli utenti, che non ha tardato ad arrivare. Nelle ultime ore la piattaforma ha visto il numero dei suoi user crescere molto, e sembra chiaro il motivo. Infatti è stato retwittato un post di un utente che recita: «Adoro che Neil Young sia fra i trend di Tidal».

Anche la stazione radiofonica americana SiriusXM, “casa” di Howard Stern, ha annunciato il ritorno della Neil Young Radio. Il canale, che fa parlare la rockstar delle storie dietro ai suoi pezzi, era stato lanciato a dicembre come edizione “limitata”. Ora è stato riprogrammato per tutta la settimana, e sarà possibile trovarlo in podcast per il prossimo mese.

La risposta degli artisti

L’ultimatum di Neil Young era stato chiaro: «Possono avere Rogan o Young. Non entrambi». Era quindi facile immaginare che altri musicisti avrebbero preso una posizione in merito. Molti dalla parte di Young, ma qualcuno spezzando una lancia in favore di Spotify e Joe Rogan.

Il vecchio amico e compagno di band nei CSNY, David Crosby, ha detto: «Continua così, Neil». E ancora: «Mi rende fiero di lui». Sebastian Bach, ex frontman degli Skid Row, ha commentato: «Immaginate definirsi dei rocker ma schierarsi con un tizio che ha un podcast contro Neil Young».

Anche Nils Lofgren, membro storico della E Street Band di Bruce Springsteen, ha tolto le sue canzoni da Spotify. La moglie ha spiegato che «ci mancheranno quei 3.28 dollari all’anno, ma andremo avanti, nel giusto», riferendosi alle basse revenue derivanti dalla piattaforma.

Ha poi commentato in favore di Neil Young Catherine Mayer, vedova di uno dei fondatori della band post-punk Gang of Four, Andy Gill. Gill è venuto a mancare a causa del Covid durante la prima ondata, e Catherine ha deciso di scrivere una lettera aperta a Spotify. «Se mio marito non fosse morto all’inizio della pandemia, avrebbe un opinione forte e chiara sulla vostra decisione di togliere la musica di Neil Young a favore di un podcast che diffonde disinformazione sui vaccini».

C’è anche però chi non la vede come Young, come il cantante del gruppo metal Disturbed, David Dreiman, che ha taggato direttamente Daniel Ek, CEO di Spotify. «Applaudo te e Spotify per aver fatto la scelta giusta, difendendo la libertà di parola e non arrendendoti alla massa».

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