Mika, dopo la spaventosa esplosione in Libano: «È straziante»

Le immagini impressionati della deflagrazione di ieri a Beirut, in Libano, hanno fatto il giro del mondo. Pieno di dolore il commento di Mika, star libanese
Mika
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Dopo lo stordimento iniziale causato dalla vista (per presa diretta o social) di quel “fungo” agghiacciante, la città di Beirut prova a recuperare la lucidità necessaria per elaborare ciò che è successo. La misteriosa esplosione ha lasciato il mondo ammutolito dal dolore. Mika compreso.

Il 36enne cantante libanese, naturalizzato britannico, è probabilmente la celebrità più famosa del Libano agli occhi perlomeno degli italiani, complici le partecipazioni ad X-Factor nelle vesti di giudice – oltre che le sue canzoni.

Sui suoi canali social, Mika ha commentato così i fatti raccapriccianti che hanno ferito il suo paese nelle ultime ore:

«Osservo e leggo con preoccupazione, tristezza e orrore gli eventi di Beirut. Quello che è successo, la distruzione, i feriti e le vite perse è straziante. Forse non sappiamo ancora come sia successo, ma il danno e la sofferenza sono orribili».

Poco dopo, ha aggiunto:

«Proprio oggi quattro anni fa mi esibivo a Baalbek in Libano. Ho trascorso la mia mattinata a guardare quelle foto incredibili. Finisco la mia giornata guardando le foto di Beirut che sono raggelanti. Il mio cuore è con Beirut e il Libano».

Agli eventi, paragonati dal governatore di Beirut Marwan Abboud ai bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki del ’45, seguono purtroppo numeri impietosi.

Più di 100 morti, 4mila feriti, oltre 300mila sfollati. Senza dimenticare le incognite che orbitano attorno al cratere che ha segnato la zona portuale di Beirut. Fatalità? Errore umano? Attacco terroristico?

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«Ciò che è successo a Beirut ricorda Hiroshima e Nagasaki, nulla di simile era mai accaduto in passato in Libano», ha detto in lacrime il governatore di Beirut, Marwan Abboud. Il bilancio delle due esplosioni che hanno devastato la capitale libanese nel pomeriggio di martedì 4 agosto è salito a più di 100 morti e circa 4 mila feriti e potrebbe aumentare ancora. A provocare le esplosioni sarebbe stato un carico di nitrato di ammonio di oltre 2.700 tonnellate conservato nell’hangar 12 del porto dopo esser stato confiscato nel 2013 da una nave russa battente bandiera moldava ? aggiornamenti sul sito del Corriere della Sera

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Per ora la versione più accreditata punta il dito contro diverse tonnellate di nitrato di ammonio sequestrate anni fa e conservate nel magazzino di un deposito nel porto della città. Ma si continua ad indagare.

Nel frattempo Beirut prova a ripartire, tramortita e coperta dalle macerie. Vari canali di solidarietà – tra donazioni e affini – sono già stati messi in funzione.

Ma le parole di Mika rispecchiano la profondità di una ferita che richiederà molto tempo, prima di potersi rimarginare.

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