Maluma l’inarrestabile: la star colombiana è protagonista del numero di settembre di Billboard Italia

Ma non solo: nel nuovo numero troviamo anche le interviste a Suede, Shygirl, Mondo Marcio, Jockstrap…
Maluma - foto di Ruven Afanador
Maluma (foto di Ruven Afanador)

Con l’inizio di un nuovo capitolo nella sua carriera musicale, il lancio di una label e la gestione di svariati business, Maluma oggi pensa più in grande che mai. La cover story del numero di settembre di Billboard Italia è dedicata alla star portoricana, fra gli artisti Latin di maggiore successo al mondo: ha toccato la vetta della classifica Latin Airplay di Billboard 21 volte, messo a segno tre #1 nella Top Latin Albums, fatto cinque tour mondiali e vinto il Latin Grammy Award come Best New Artist. E lo scorso aprile ha portato sul palco una monumentale performance nella venue più bramata della sua Medellín, lo stadio Atanasio Girardot.


Ma i sogni di Maluma non si fermano qui. Negli ultimi anni il cantante ha costruito pezzo dopo pezzo un piccolo impero fatto di una miriade di imprese (abbigliamento, profumi, streaming musicale…) fra cui, non da ultimo, il lancio di una label, la Royalty Records. Maluma si racconta in questa intervista esclusiva, fra ricordi e ambizioni.


Il nuovo numero di Billboard Italia è consultabile sull’app ufficiale (disponibile per iOS e per Android), dove è anche possibile prenotare la propria copia cartacea.

La copertina del numero di settembre

Le interviste

Le interviste proseguono con gli Suede, che tornano sulle scene con il loro nono album in studio, Autofiction. Il frontman Brett Anderson racconta lo “spirito punk” che ha dato forma al progetto: niente fronzoli e sovraproduzioni, il risultato è stato un bel disco di rock venato di new wave.

Salutata come una sintesi fra mondo grime e scena queer, Shygirl è ora pronta ad andare oltre. Lo fa raccontando Nymph, un disco umorale, traboccante di stile. Anzi, di stili. Perché l’unico imperativo stavolta era la curiosità.

Nel 2006, a neanche 20 anni, Mondo Marcio macinò un successo quasi impensabile per il mondo rap. Oggi quel ragazzino è un uomo e, tra autoriflessione e un pizzico di ego per ribadire che è ancora tra i migliori, ha tirato fuori il suo lato Magico nel suo nuovo album in uscita il 7 ottobre.

I Jockstrap sono giovanissimi e determinati, scrivono come dei Flaming Lips inglesi innamorati di folk. Lei viene dal violino jazz, lui dall’elettronica. Adesso la Rough Trade pubblica il loro primo album vero e proprio, I Love You Jennifer B.

Quello di Makaya McCraven è un universo di esperienze allo stesso tempo completo e cangiante. Non ama le etichette ma non rifiuta di essere accostato ai grandi del jazz. Ascoltando l’album In These Times appare chiaro come tutta la sua ricerca musicale abbia fatto da incubazione a questo ulteriore passo avanti.

Ma ci sono anche le interviste con Marlon Williams, Santigold, Skream, Gregory Porter

Le rubriche

La rubrica Portrait Of questo mese è dedicata ai Duran Duran, con scatti dal bel libro fotografico Duran Duran 1984. L’anno dell’ascesa firmato Denis O’Regan, grande fotografo rock che seguì la leggendaria band inglese in tour nel periodo della loro consacrazione mondiale.

Nelle pagine Vinyl Federico Guglielmi firma un’analisi critica dell’imminente riedizione rimasterizzata di Animals dei Pink Floyd, capolavoro del 1977 che però all’epoca, nell’anno dell’esplosione del punk, non suscitò reazioni entusiastiche da parte della stampa.

Infine, History of Music è dedicata alla parabola dei Neu!, gruppo seminale per la scena del cosiddetto “kraut rock” (nonché, secondo alcuni, precursore del punk stesso): Alberto Campo intervista Michael Rother, unico superstite dello storico duo dopo la scomparsa di Klaus Dinger nel 2008.


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