Le Satan Shoes di Lil Nas X non potranno più essere vendute

Nike ha fatto causa a MSCHF per la Satan Shoes di Lil Nas X. All’udienza di oggi il giudice ha dato ragione alla multinazionale americana
Lil Nas X
Lil Nas X, foto di Matt Baron/Shutterstock

Dopo le polemiche sul video di Montero (Call Me By Your Name) di Lil Nas X, un giudice federale è intervenuto anche sulla polemica che riguarda le Satan Shoes, le scarpe Air Max 97, realizzate in collaborazione con MSCHF, con all’interno una goccia di sangue vero.

Nike, infatti, ha avviato una causa nei confronti del marchio, seguita da una mozione per un ordine restrittivo e un’ingiunzione preliminare. La multinazionale statunitense leader nel settore sportivo sostiene che la vendita delle scarpe di Lil Nas X vada a ledere il suo marchio. Infatti, l’uso del logo Nike non è autorizzato.

Per MSCHF le scarpe di Lil Nas X sono “opere d’arte”

In una lettera al giudice, arrivata ieri, gli avvocati di MSCHF sostengono che le Satan Shoes «non sono tipiche scarpe da ginnastica, ma piuttosto opera d’arte numerate individualmente che sono vendute ai collezionisti per 1.081 dollari al paio». Inoltre, l’azienda ha affermato che anche il precedente modello in edizione limitata Jesus Shoes è stato esposto in alcune collezioni, forse nei musei.

All’udienza di oggi, giovedì 1 aprile, gli avvocati di Nike hanno sottolineato di aver presentato delle prove sul fatto che gli sneakerheads siano “soddisfatti ma confusi”. Inoltre, hanno anche dimostrato che molti consumatori stanno boicottando l’azienda, associando i loro modelli a quello di Lil Nas X. «Abbiamo presentato numero prove che mostrano che alcuni consumatori dicono che non compreranno più scarpe Nike».

Il giudice ha dato ragione a Nike

Per quanto riguarda MSCHF, gli avvocati hanno inserito il test Rogers tra gli elementi della difesa. Questo test, infatti, dovrebbe permettere ai giudici di esaminare se l’uso di un marchio ha rilevanza artistica e, nel caso, se l’opera presa in analisi possa risultare esplicitamente fuorviante. «Non c’è nessuna dichiarazione che dica che Nike sia affiliata alle nostre scarpe» hanno detto gli avvocati di MSCHF. Secondo loro, quindi, non ci sarebbero le basi per portare avanti la causa. «Non lo stiamo facendo per soldi, ma per lanciare un messaggio».

Nike, in risposta, ha detto che MSCHF sta cercando di costruire un marchio. Inoltre, ha aggiunto che le loro scarpe vengono vendute sul mercato secondario e che alcune celebrità, come Miley Cyrus, sono coinvolte. Infine, Nike sospetta che alcune Satan Shoes possano essere state spedite anche dopo che la causa è stata avviata.

In conclusione, il giudice ha deciso che Nike ha portato prove a sufficienza per un ordine restrittivo temporaneo. Adesso seguirà un’udienza ingiuntiva più profonda, anche se il giudice ha già dato ragione a Nike.

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