J Balvin: «Voglio essere il prossimo miliardario della musica»

J Balvin è il protagonista della cover di Billboard USA e racconta di quando è nato il suo sogno di conquistare il mondo con il genere urban
J Balvin ha parlato della situazione colombiana durante un suo concerto
Foto di Orli Arias

La cover story dell’ultimo numero di Billboard USA è dedicata proprio a lui. J Balvin, uno dei nomi più influenti della musica di questi ultimi anni. Un’icona di stile. Una bandiera del reggaeton in tutto il mondo. La prova che il mondo latino ha bisogno di un suo portavoce.

La giornalista Leila Cobo l’ha raggiunto poco prima del Super Bowl, l’evento più seguito al mondo (con un audience che quest’anno ha raggiunto quota 102 milioni di spettatori). Anche lui ha raggiunto sul palco le due madrine dello show del 2020: Jennifer Lopez e Shakira. Ha fatto esplodere lo stadio con Qui Calor e poi con la super hit Mi Gente (unita al singolo di J Lo del 2001 Love Don’t Cost a Thing).



Parlando proprio della sua presenza al Super Bowl J Balvin ha raccontato: «Mentre crescevo a Medellín, un giorno mi sono reso conto che in Colombia Shakira rappresenta il pop, Juanes il rock, Carlos Vives il vallenato (popolare genere folcloristico in Colombia, dal 2006 aggiunto come categoria nei Latin Grammy Awards, ndr), ma non c’era nessuno per il genere urban». La soluzione a questa presa di consapevolezza? «Da quel momento ho deciso di farlo io. Mi sono detto: “Prendiamoci il mondo”».

E in effetti è andata proprio così. La sua Mi Gente del 2017 è diventato il primo brano in lingua spagnola a raggiungere la cima della Global 50 di Spotify. Ma l’elenco dei suoi record è decisamente lungo: è stato il primo artista latino ospite al Coachella e, tra le altre cose, ha raggiunto la #1 della Hot 100 con I Like It insieme a Cardi B e Bad Bunny. Insomma: il sogno di quel ragazzo di Medellín (stessa città di Maluma, vi ricordate il suo brano con Madonna che porta proprio questo nome?) è diventato realtà. E forse ha pure superato le più rosee aspettative.



Quello che l’artista di 34 anni ha portato maggiormente nel panorama musicale è, secondo Billboard, il rimodellamento della musica popolare latina in quanto urban. Intorno al 2004 il reggaeton (unione di dancehall, hip-hop e ritmi caraibici degli anni Novanta) ha conquistato le classifiche ma è solo con artisti come J Balvin e Ozuna che è divenuto così popolare. L’ascesa dell’urban è soprattutto merito loro.

A fine marzo uscirà il suo nuovo progetto dal titolo Colores. Si tratta di un concept album in cui ogni canzone prende il nome da un colore diverso. Non a caso è appena uscito il suo brano Rojo (qui il videoclip). «Uno dei miei sogni è quello di essere miliardario. Non per i soldi. Infatti non puoi pilotare nello stesso momento due jet privati diversi. Si tratta di uno “statement”. Come a dire: “Sì, possiamo raggiungere anche questa cosa”. Carlos Slim è un miliardario in Messico. Bene. Ma sto parlando dei miliardari nel mondo dello spettacolo, come Jay-Z, che è stato di grande ispirazione per me. Perché non c’è un latino lì?», ha proseguito nella cover story di Billboard USA.



Insomma: la voglia di J Balvin di ottenere sempre più successo c’è. E pure la sua volontà di portare con sé, nei primi posti delle classifiche di mezzo mondo, pure tutta la sua gente. Mi Gente, appunto. Quella di Medellin, che ha aspettato da troppo tempo un suo esponente urban da amare e seguire.

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