Nonostante la pandemia, il mercato discografico mondiale è cresciuto del 7,4%

La crescita del mercato è trainata dallo streaming. Ottimi risultati per l’Italia, dove il mercato digitale ha raggiunto l’81% di tutti i ricavi dell’industria
album cd mercato discografico
Foto Unsplash, Brett Jordan

Sono tantissimi gli aspetti negativi della pandemia da Coronavirus, tra locali chiusi e live rimandati a data da destinarsi. Nonostante tutto, però, nel 2020 il mercato globale della musica registrata è cresciuto del 7,4% e ha così segnato il sesto anno consecutivo di crescita.

Questo dato è emerso dal Global Music Report di oggi, martedì 23 marzo, pubblicato da IFPI. Secondo quanto dichiarato, i ricavi complessi nel 2020 sono stati pari a 21,5 miliardi di dollari. La crescita del mercato è stata trainata dallo streaming. Infatti, i ricavi maggiori sono legati agli abbonamenti premium, aumentati del 18,5%.

Sono aumentati gli abbonamenti premium ai servizi di streaming

Alla fine del 2020, come emerso dal reporf IFPI, gli utenti con account a pagamento erano 443 milioni. La crescita dei ricavi in streaming ha così compensato il calo dei ricavi sugli altri formati, dove a diminuire sono stati il segmento, sceso del 4,7%, e i diritti connessi, diminuiti del 10,1%, entrambi a causa della pandemia da Covid-19.

Quindi, secondo quanto emerso dal report, nel 2020 l’Italia ha mostrato una forte affermazione dei consumi digitali. Infatti, i ricavi per quanto riguarda gli abbonamenti streaming premium hanno avuto un incremento del 29,77% e hanno superato i 104 milioni di euro.

Il mercato digitale ha raggiunto l’81% di ricavi dell’industria nel nostro Paese

Anche il video streaming è cresciuto nel 2020, segnando un +24,97%. Inoltre, c’è stata una forte accelerazione anche per quanto riguarda Instagram e Facebook, oltre alle diverse piattaforme di streaming. Secondo quanto emerso dal reporto IFPI, infatti, il mercato digitale ha raggiunto l’81% di tutti i ricavi dell’industria in Italia, contro il 72% del 2019. Tra fisico, digitale e diritti il mercato ha generato, nel 2020, oltre 258 milioni di euro, e ha così segnato un +1,44% rispetto al 2019.

In questo anno difficile si è di fatto conclusa la lunga transizione digitale del mercato musicale italiano ha detto Enzo Mazza, CEO di FIMI. “I consumatori di tutte le età hanno finalmente abbracciato le offerte online generando un significativo incremento della fruizione dei contenuti musicali su tutte le piattaforme”.

Un altro elemento rilevante per il settore, secondo quanto emerso dal report, è la conferma dagli investimenti delle case discografiche, nonostante il periodo complesso. Infatti, hanno tutte garantito la continuità delle attività, comprese quelle di ricerca e sviluppo. Anche durante il lockdown, infatti, non sono mancate novità e uscite discografiche.

Gli ottimi risultati tutti italiani

Nel 2020, inoltre, sono stati certificati ben 156 album tra platino e oro. Un ottimo risultato, se si conta che nel 2019 sono stati 166. Inoltre, grazie al report è apparsa un’altra tendenza molto forte per il mercato degli ultimi anni: il 100% degli artisti della top 10 della classifica annuale degli album più venduti sono italiani.

Andando avanti, come emerso dal report, nel 2020 sono 246 gli artisti italiani che hanno superato i 10 milioni di stream. Un risultato incredibile.

L’altra faccia della medaglia, però, riguarda i supporti fisici, penalizzati nel 2020. Nonostante il vinile continui a mostrare una crescita costante, con un incremento del 2,50%, il CD sembra essere sempre più penalizzato. A frenare un po’ la caduta è stato il Bonus Cultura. Infatti, da 18app sono giunti ricavi per oltre 16 milioni di euro. E, buona parte di questi, proprio sul prodotto fisico. In sofferenza ancora maggiore il segmento dei diritti. A causa delle chiusure degli esercizi commerciali e delle attività di svago e ristorazione, queste hanno segnato un calo superiore al 31%, con una perdita paria  oltre 18 milioni di euro.

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