Gaia, domani online la prima puntata delle Writing Sessions

Gaia Gozzi ci anticipa cosa vedremo nella docuserie che inizia domani, martedì 15, e racconta la scrittura del suo nuovo album, al di là della musica
Gaia

Un viaggio «che non è solo musicale», ma che «vi fa entrare un po’ di più nel mio universo». Così Gaia ha definito le quattro puntate di Writing Sessions, la docuserie che racconta la scrittura del suo secondo album.

Un viaggio iniziato lo scorso luglio a Salina, in compagnia di Motorola, nella casa di famiglia, il locus amoenus che l’artista italo-brasiliana ha scelto per inaugurare un nuovo capitolo musicale e che da domani potrete scoprire sulle IGTV di @gaiaofficial, @motorolaita e @billboarditalia.

Abbiamo chiesto a Gaia di darci una piccola anticipazione di quello che vedremo nelle puntate. Le parole che trovate di seguito sono il suo personale invito alla visione.

C’erano tanti campi, qualche strumento qua e là e ritratti di famiglia appesi alle pareti. Quando i miei amici ridevano intravedevo la loro lingua ormai arrossata dal Lambrusco. Si stavano ambientando bene. Sentivo l’odore di casa, lo sentivano anche loro, il nonno era sempre presente, da lassù. 

Ho deciso di scrivere il mio secondo album a Salina, nella casa di famiglia che ha costruito il nonno assieme a papà e allo zio. Lui amava quel posto. Ogni giorno tagliava l’erba, anche se non era necessario, curava l’orto e rubava qualche prugna un po’ acerba per darcela a merenda. 

Quando nonna non lo sentiva o vedeva per ore, sapeva benissimo dove fosse. A Salina, il nostro posto del cuore. 

I miei compagni di viaggio li ho scelti con cura e amore. Sapevo di aver bisogno di sentirmi a mio agio, ma stimolata, al sicuro, ma pronta ad avventurarmi nei meandri più insidiosi della scrittura creativa. Loro in questo sono bravi, molto bravi. C’è dialogo, c’è affetto tra di noi. 

So di avere le idee chiare, ma amo confrontarmi, lasciarmi ispirare. 

Non c’è giudizio in fase di scrittura, magari non si arriva subito al risultato finale, ma dalla condivisione di melodie e parole che inizialmente non sembrano azzeccate, si può arrivare ad affinare il tiro, a chiudere la canzone. 

Scrivo con produttori e autori che prima di tutto sono famiglia. Lo senti, il calore, quello che brucia dentro le persone che sanno sfruttare la loro sensibilità, per un bene maggiore. Abbiamo scritto tanto, mi sono raccontata.

Nelle produzioni, osando di più nelle sperimentazioni e solidificando la mia identità quando il pezzo lo richiedeva.

Nei testi, raccontando ciò che vedo e vivo ogni giorno, con parole belle, mai scontate, sonore, ma sempre e necessariamente vere, sincere. Non potrei fare altrimenti. 

Non si è scritto e basta. Per scrivere devi vivere. Nonno insegnava la convivialità che, dalle mie parti, va a braccetto con del buon cibo, buon vino e tante notti insonni a parlare. Abbiamo fatto anche quello. 

Non abbiamo potuto portare il Brasile e il suo Oceano in questa Session, se non tramite le immagini amazzoniche descritte nelle canzoni e qualche mio ricordo d’infanzia raccontato a cena ai ragazzi, quindi ci siamo consolati con un bel po’ di tuffi in piscina. Per rinfrescare la mente (e “o bum bum”, non penso ci sia bisogno di traduzione). 

Per me scrivere è necessario e farlo con Loro non è stato lavoro, ma una vacanza felice, nel mio locus amoenus. 

Ogni tanto chiudo gli occhi e ringrazio Chi mi sta proteggendo, Chi mi mantiene la testa alta dopo le scivolate, Chi mi ricorda che la Luce è più forte del buio. 

Mi sento onorata di poterVi portare con me in questo viaggio, che non è solo musicale, ma vi fa entrare un po’ di più nel mio universo. Siete sempre i benvenuti, quindi fate come se foste a casa vostra. Buona visione ❤️

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