Sanremo 2022, il racconto della prima serata

Non spiccano grandi performance a parte quella di Mahmood e Blanco e che fanno veramente emozionare e Dargen D’Amico che fa ballare. Gli altri tutti un po’ sottotono
Mahmood e Blanco, foto: AGF/Maria Laura Antonelli
Mahmood e Blanco, foto: AGF/Maria Laura Antonelli

Vedere Achille Lauro cantare la sua Domenica alle 21:00 (quasi spaccate) della prima serata del Festival di Sanremo avrà stupito sicuramente molti, se non tutti. Abituati a sentire cantare il primo artista in gara dopo circa un’ora, ascoltare subito uno dei 25 brani in gara ci ricorda che sì, Il Festival della Canzone Italiana potrebbe ancora avere tutte le carte che servono per stupirci.


Amadeus, direttore artistico per il terzo anno consecutivo, dopo i ringraziamenti accoglie sul palco il già citato Achille Lauro. Tornato al Festival per la quarta volta, la terza tra i cantanti in gara, sembra la copia di se stesso durante il primo Sanremo. La sua Domenica, nonostante la presenza dell’Harlem Gospel Choir, riporta sul palco dell’Ariston qualcosa di già visto. Vederlo a petto nudo, strizzato in pantaloni di pantaloni di pelle – anche se firmati Gucci -, non ci stupisce più come la prima volta.


Yuman, invece, al suo esordio tra i “grandi” sul palco di Sanremo, porta a casa la sua Qui e ora senza particolari intoppi. Rimane nella sua comfort zone con un brano soul, che racconta perfettamente il suo percorso, ma anche qui manca l'”effetto wow”.

Probabilmente avrete tutti quel cappotto che adorate e che sta bene con tutto, qualsiasi look voi indossiate. Ecco, Noemi è esattamente così. Al suo secondo Sanremo consecutivo, con Ti amo non lo so dire, propore un brano che cresce man mano che si arriva alla fine, complice anche la produzione di Dardust.

Se fino ad oggi vi siete chiesti come stesse Gianni Morandi, la risposta è: benissimo. Il cantante, con un brano scritto da Jovanotti e con l’orchestra diretta da Mousse T, affronta con grande serenità il palco di Sanremo, con la sua carica di Motown e Northen Soul.

Ci si aspettava forse un filo di più, perché ascoltata registrata Ciao Ciao aveva un’altra potenza. Super sobri per i loro standard, La Rappresentante di Lista si presenta sul palco con un pizzico di emozione. Il brano comunque è davvero godibile, con il suo sound anni ’80 che, siamo sicuri, vi avrà già un po’ conquistato.

La quota “lacrima facile” arriva sul palco con Michele Bravi. Come vi avevamo già raccontato dopo gli ascolti, il brano del cantante umbro piacerà sicuramente ai suoi fan, perché lo rappresenta benissimo e racconta ancora meglio il suo percorso.

Con un siparietto un po’ diverso dal solito copione di Sanremo, ma che sfiora un po’ il trash, Amadeus va a recuperare le nostre gioie nazionali, gli artisti italiani più conosciuti al mondo: i Maneskin.

La rock band romana porta sul palco di Sanremo il brano con cui tutto è iniziato, Zitti e buoni, ma con un arrangiamento rivisto molto più rock e tirato di prima. Standing ovation per i Maneskin, altro che “zitti e buoni”, al teatro Ariston, finalmente pieno, il pubblico fa un gran casino.

Massimo Ranieri fa il suo, ma sembrano tutti sottotono stasera. Gioca un altro campionato, come avevamo già avuto modo di raccontarvi durante gli ascolti in anteprima dei brani.

Sanremo 2022: Dai “Brividi” con Mahmood e Blanco alle lacrime di Damiano

Il Festival si risveglia: arrivano Mahmood e Blanco. Il duo è capace di emozionare e la complicità è palpabile. Arte. “Ti vorrei amare, ma sbaglio sempre. mi vengono i brividi”. Brividi anche per noi, senza se e senza ma.

Ana Mena è lo zuccherino del Festival di Sanremo, ma questo non basta. La cantante spagnola porta un genere non propriamente sanremese tra mazurka, dance e fisarmonica da festa paesana. Se ne poteva fare a meno. Lei è anche disinvolta e sicura sul palco ma, come abbiamo già detto, questo non basta.

Rkomi debutta a Sanremo e lo fa con Insuperabile, un brano sin dal primo accordo ricorda Personal Jesus dei Depeche Mode. Il rapper di Calvairate però porta tutta la sua personalità all’Ariston, con una canzone che riconferma il suo desiderio di sperimentare.

I Maneskin tornano sul palco di Sanremo con uno dei brani più belli del loro ultimo album, Coraline. Intensi, veri, unici. Damiano si commuove e il pubblico, ancora una volta, saluta la band con un caloroso applauso, una sorta di grande abbraccio che i Maneskin accolgono con grande gioia. E alla fine abbracciano Amadeus. Questa sera, finalmente, hanno potuto ricevere tutti gli applausi che sono mancati nel 2021.

Tocca quindi a Dargen D’Amico con uno dei pezzi più ballabili che si intitola non a caso Dove si balla, con un testo che ha anche riferimenti all’attualità, come avevamo già evidenziato agli ascolti. Un po’ quota Lo Stato Sociale con una canzone che probabilmente sentiremo in ogni piazza estiva d’Italia con i bambini che la richiedono a gran voce.

Giusy Ferreri chiude la prima serata con un brano “senza infamia e senza lode”. Dopo i tormentoni estivi, con “Miele” non colpisce. Da notare anche un problema con i microfoni, che questa sera sembrano non essere proprio dalla parte dei cantanti.

Abbiamo così scavalcato la mezzanotte e il pubblico dell’Ariston si è scatenato con i Meduza. Il trio di producer italiani, dopo aver conquistato il mondo, è arrivato a Sanremo con i suoi brani più famosi, da Piece of My Heart a Tell It to My Heart, in collaborazione con Hozier.

Alle 00:40 arriva il tributo al Maestro Franco Battiato, scomparso il 18 maggio 2021. Di tanti momenti della serata, questo avrebbe sicuramente meritato un “posto d’onore” ma così, purtroppo, non è stato.


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