Sanremo 2021, Ibrahimovic in bilico? Amadeus pronto a lasciare il festival?

Parte del web accusa di razzismo il trash talking dello svedese; nel frattempo Amadeus potrebbe mollare Sanremo per la questione pubblico
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Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic/ fonte: Instagram

La 71esima edizione del Festival di Sanremo vacilla tra derby e norme di sicurezza, e due pezzi importanti rischiano di venir meno in seguito a recenti sviluppi tra sport e politica. Da un lato l’attaccante del Milan Zlatan Ibrahimovic, ospite fisso della kermesse musicale prevista dal 2 al 6 marzo, dall’altro il presentatore e direttore artistico Amadeus.

Sanremo nel pallone

Le parole rivolte dallo svedese all’attaccante nerazzurro Romelu Lukaku durante il derby di Coppa Italia sono state accusate di razzismo da numerosi utenti web, che chiedono a gran voce la sua esclusione dal Festival. Quel che succede in campo rimane in campo? Non questa volta. Le provocazioni di Ibra (che ha rispedito su Twitter gli attacchi al mittente) non sono passate inosservate, e ora la sua presenza alle 5 serate di Sanremo – programma di punta del servizio pubblico – potrebbe non essere più così certa. Anche perché Ibra era stato chiamato proprio come esempio di giocatore che combatte il razzismo.

C’è poi la grana conduttore, che emerge dalle ultime clamorose indiscrezioni del Corriere della Sera reperite da voci interne allo staff di Sanremo. Amadeus starebbe infatti considerando di abbandonare la conduzione e la direzione artistica del Festival. Il motivo? Le parole del Ministro Franceschini che sembrano aver di fatto chiuso definitivamente le porte del Teatro al pubblico (pagante o figurante):

«Il Teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Roberto Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile».

In merito, Amadeus aveva imposto l’aut aut nei giorni scorsi. O si fa Sanremo con il pubblico, o arrivederci al 2021. A questo punto potrebbero non esserci più le condizioni per andare avanti insieme.

Ibra nel mirino

Dopo il duro faccia a faccia nel primo tempo del derby milanese di Coppa Italia, Romelu Lukaku e Zlatan Ibrahimovic dovranno presto fare i conti con il referto dell’arbitro Valeri e le conseguenti sanzioni. Il verdetto del giudice sportivo arriverà domani, e ci si interroga sulla possibilità di una pena più aspra rispetto al turno di stop ciascuno – Lukaku, ammonito, era diffidato. Ibra paga il rosso per somma di cartellini. Una possibilità remota, dato che secondo numerose indiscrezioni il referto arbitrale sarebbe piuttosto morbido. Ma se il Procuratore Federale dovesse richiedere l’acquisizione di elementi audio per avere un quadro più completo dell’alterco verbale tra gli attaccanti, potrebbero aprirsi altri scenari relativi anche a Sanremo.

Chi potrebbe pagare il trash talking al di fuori del campo è proprio Zlatan Ibrahimovic. Nonostante le difese dell’ex compagno di squadra Pogba, i riferimenti provocatori alle pratiche voodoo sono stati accusati di razzismo da una fetta di web, che ha trovato esecrabile la ripresa di un vecchio controverso episodio che riguarda lo stesso Lukaku. I fatti risalgono ai tempi della militanza dell’ariete nerazzurro all’Everton.

I fatti della Premier

Come riporta La Gazzetta dello Sport, per giustificare ai soci di minoranza il mancato rinnovo di Lukaku, che sarebbe poi andato all’United il proprietario Farhad Moshiri se ne uscì così: «Gli abbiamo offerto un accordo migliore del Chelsea e il suo agente è venuto a Finch Farm per firmare il contratto. Era lì, tutto era a posto, c’erano alcuni giornalisti fuori, poi durante la riunione Rom ha chiamato sua madre. Ha detto che era in pellegrinaggio in Africa o da qualche parte e aveva un voodoo e ha ricevuto il messaggio che doveva andare al Chelsea».

L’attaccante negò categoricamente il legame tra il voodoo e la mancata firma, affidandosi al comunicato di un portavoce. C’è anche chi ha sottolineato la sgradevole assonanza dell’appellativo “donkey” (asino) rivolto a Lukaku con la parola “monkey” (scimmia). Sempre la Gazzetta aveva suggerito l’allusione ad un coro discriminatorio – poi vietato – di una branca dei tifosi del Manchester United ai tempi della militanza di Romelu in Premier League.

In caso di apertura di un’inchiesta da parte della Procura, non è dunque da escludere che l’uragano social abbattutosi sullo svedese nelle ultime ore diventi più distruttivo, spingendo la Rai a fare un passo indietro per non compromettere un’edizione di Sanremo sempre più in salita.

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