Milano Sanremo, Willie Peyote: «Cantiamo per la lobby delle paillettes»

L’esperienza all’Ariston di Willie Peyote, ospite di Nicolò De Deviitis, si è rivelata particolarmente positiva. È lui il vero outsider?
Willie Peyote e Nicolò De Devitiis
Willie Peyote e Nicolò De Devitiis

Manca pochissimo al gran finale della travagliata 71esima edizione del Festival di Sanremo. Nell’attesa, potete godervi il nuovo episodio di Milano Sanremo. Questa volta Nicolò De Devitiis ospita nel salotto del format Willie Peyote, tra i protagonisti assoluti della kermesse musicale con la sua Mai dire mai (la locura).

Qualche giorno prima dell’inizio del Festival, Willie Peyote aveva rivelato a Billboard Italia la sua missione in vista di Sanremo: essere il Ricky Gervais della kermesse. Una dichiarazione d’intenti ribadita durante la sua press conference della settimana sanremese, in cui il rapper e cantautore non si risparmia tra battute ed elogi dell’autoironia. A suo dire, l’esordio sul palco dell’Ariston è migliorato strada facendo («Mi è venuto il braccino durante la prima strofa»), dandogli la giusta serenità per l’esibizione con Samuele Bersani prevista nella serata dei duetti: «Avendo rotto il ghiaccio ieri sono più tranquillo. Spero che stasera si mantenga il livello delle prove». Una tranquillità che lo accompagna inaspettatamente dal suo arrivo nella città dei fiori: «Arrivato all’Ariston ho scoperto di essere più tranquillo di quello che pensavo».

Mai dire mai (la locura) radio friendly?

La press conference ha fornito l’occasione di tornare sul senso della citazione a Boris, anche a chi ha preteso spiegazioni su quel “paese di musichette mentre fuori c’è la morte”: «Frase più attuale di quando è stata scritta». Il brano è stato apprezzato, suggerendo un futuro anche al di fuori dalla kermesse: «Anche Amadeus pensa che questa canzone abbia potenziale radiofonico».

Tanti i complimenti ricevuti via sms da amici e colleghi. Due in particolare lo hanno colpito: «I messaggi di Bersani e Silvestri sono quelli che mi hanno fatto più piacere. Sono i miei maestri». A chi chiede se anche la sindaca di Torino abbia voluto mandargli un sms risponde: «No, e credo che continuerà a non farlo (ride, ndr)!».

Willie Peyote tra nuove voci e paillettes

C’è stato anche modo di commentare un Sanremo che ha aperto i cancelli dei big a tanti artisti semi-sconosciuti a molti spettatori: «È giusto che il Festival debba mettersi al corrente coi tempi. […] Ci saranno tanti che scopriranno artisti nuovi, penso a La Rappresentante di lista o a Madame. Se il Festival diventa una vetrina è un buon segno».

Buon segno anche l’umore alto del cantante torinese, che dà la sua personale spiegazione su perché il Festival si sia fatto nonostante la pandemia: «La lobby delle paillettes ci ha costretto a fare Sanremo!». Un Willie Peyote in gran forma, che potete ritrovare in questa tappa di Milano Sanremo in attesa della finale sanremese.

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