Milano Sanremo, Max Gazzè: «Sfotto chi dice di avere la soluzione in tasca»

Il nuovo episodio di Milano Sanremo ospita Max Gazzè, che ha conquistato il pubblico sanremese con i suoi travestimenti, da Leonardo a Dalì
Max Gazzè e Nicolò De Devitiis
Max Gazzè e Nicolò De Devitiis

Manca pochissimo all’ultimo atto della 71esima edizione del Festival, ma non potevamo lasciarvi senza un nuovo episodio di Milano Sanremo. Per l’occasione Nicolò De Devitiis incontra il cantautore Max Gazzè, che nel corso della kermesse ha allestito sul palco dell’Ariston uno straordinario laboratorio creativo tra scenografie, costumi e ospiti. L’artista romano ha portato sul palco non solo “i suoi” Leonardo Da Vinci e Salvador Dalì, ma anche Daniele Silvestri, con cui ha condiviso l’incontro con la stampa. A spiegare il senso della presenza del romano classe ’68 al fianco di Gazzè, è stato lo stesso Silvestri con un post su Instagram:

«Oggi nasce ufficialmente una band che è più un team di lavoro, la MMB ovvero la Magical Mystery Band, composta da Fabio Rondanini, Gabriele Lazzarotti, Daniele Fiaschi, Duilio Galioto, Le Narcisse – Daniele ”il mafio” Tortora – e il sottoscritto». La MMB è la stessa band che avete potuto vedere sul palco la sere delle cover al fianco dei due cantautori. Il motivo è semplice:

«Max Gazzè […] è entrato a gamba tesa come solo lui sa fare chiedendoci di suonare, arrangiare e co-produrre il suo nuovo disco, #lamatematicadeirami. E questo abbiamo fatto fino a pochi giorni fa, in una clausura creativa di altri tempi». Non solo Max e Daniele dunque, ma anche La matematica dei rami e i musicisti dietro alla sua creazione. Tanti elementi, che si sono ritrovati sul palco dell’Ariston.

Come suggerisce lo stesso Gazzè, La matematica dei rami «rappresenta la provenienza da più fonti e la concentrazione di un nucleo produttivo». Inevitabile una battuta sull’assenza di pubblico in sala: «Quando siamo su un palco e cantiamo siamo consapevoli delle persone a casa. Avere o meno l’applauso è irrilevante».

Colpisce l’autocritica di Max, che ritorna sulla primissima performance de Il farmacista: «L’ho cantata ‘na merda… Mi aspettavo una cosa, ma dopo averla rivista mi dò un 4».

Una considerazione slegata dalla prima classifica provvisoria, che lo aveva posizionato ai piani bassi: «Non me ne frega niente. Sono qui a presentare un progetto molto interessante, è una cosa meravigliosa». Gli fa eco Silvestri, sottolineando uno dei temi centrali attorno a cui ruota la loro collaborazione: «La speculazione. Questo periodo ce lo impone, ci costringe a chiederci cos’è il mondo e che cosa ne abbiamo fatto».

Gazzè si trova al momento al quattordicesimo posto della classifica provvisoria. Curiosamente, occupa la stessa posizione anche nella classifica stilata dalla sala stampa.

La costante dell’esperienza sanremese emerge con estrema chiarezza: «Una presa per il culo a chi pensa di avere la soluzione in tasca», tra politici che fanno i medici e virologi che fanno politica.

Una riflessione che conduce inevitabilmente allo svolgimento di una kermesse musicale così importante e complessa in un periodo estremamente difficile per il paese. Silvestri è senza peli sulla lingua a riguardo: «Mi piace poco il tentativo di Sanremo di far finta di niente». La speranza? Ovviamente tornare a suonare, occupando «tutti i luoghi possibili il prima possibile» (ride, ndr).

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