Måneskin: «Non ci aspettavamo una reazione così veloce dal pubblico, siamo pronti a restituire l’entusiasmo»

La band ha trionfato a Sanremo 2021 con la potenza rock di Zitti e Buoni. Si conclude così un’edizione del Festival per tanti aspetti davvero unica
I Måneskin vincono la 71° edizione del Festival della Canzone Italiana,
Foto di Maria Laura Antonelli / AGF

Una vittoria annunciata? No, tutt’altro. Fra gli artisti del podio di Sanremo 2021, più facile sarebbe stato scommettere su Ermal Meta (visto l’affetto del grande pubblico) o sulla coppia Michielin-Fedez (vista la potenza social di quest’ultimo, aspetto – peraltro – al centro di una sparuta quanto sterile polemica). E invece i Måneskin hanno scalato la classifica del Festival fino a prendersi la vetta, probabilmente con loro stessa sorpresa.

Si chiude con la vittoria di Zitti e Buoni l’edizione più giovane e “alternativa” di sempre di Sanremo. E forse anche la più rock, vista la carica del brano vincitore, portatore di un’irruenza che non ha precedenti nella storia del Festival, da sempre così legato alla tradizione del bel canto all’italiana. Un ulteriore elemento di unicità all’interno di un’edizione di Sanremo già molto particolare di suo.

Le reazioni dei Måneskin sulla vittoria

«Il pezzo era anticonvenzionale, ma questo arriva in secondo piano», ha commentato in conferenza stampa il frontman della band, Damiano. «Noi abbiamo portato la nostra identità, e proprio per questo siamo stupiti del risultato. Non ci aspettavamo una reazione così veloce da parte del pubblico. Vuol dire che c’è curiosità, entusiasmo intorno a ciò che stiamo facendo. E noi siamo pronti per restituire questo entusiasmo».

«Abbiamo fatto un percorso interno a noi quattro, in cui abbiamo scoperto anche queste “nuove” sonorità», spiega il chitarrista Thomas a proposito del piglio del brano, più aggressivo del solito per loro. «Adesso uscirà il nostro disco (Teatro d’Ira – Vol. I, il 19 marzo, ndr) e quello che vogliamo raccontare è tutto questo nostro percorso». Gli fa eco Damiano: «Questo genere era dentro di noi ed è sbocciato grazie a una maturazione che ti permette di essere più consapevole di quello che fai».

Impossibile, poi, non notare la commozione di Damiano all’annuncio della vittoria. Il cantante ha commentato così quel momento: «Siamo soddisfatti del percorso che abbiamo fatto e non cambieremmo una virgola. Spesso si pensa che siamo automi che suonano e basta, senza sentimenti. Ma io sono un essere umano, e rendermi conto che abbiamo vinto il Festival con questo pezzo mi ha fatto capire che abbiamo fatto qualcosa di importante. Erano lacrime di gioia».

I commenti di Ermal Meta e Francesca Michielin e Fedez

«Questo Festival per me è stato speciale, è come se avessi chiesto alla ragazzina timida che vive dentro di me di diventare una donna», ha dichiarato Francesca Michielin alla stampa. «Io e Federico ci siamo sostenuti tanto a vicenda, nel dimostrarci fragilità piuttosto che forza. Noi siamo persone che piangono sul palco». Ha aggiunto Fedez: «Francesca è stata la mia roccia. Non credo di aver mai provato un mix di emozioni così contrastanti fra loro su un palco. Senza Francesca forse sarei svenuto!».

Terzo classificato Ermal Meta con la sua Un Milione di Cose da Dirti. Il cantautore ha usato parole molto semplici riguardo alla futura partecipazione dei Måneskin all’Eurovision 2021 di Rotterdam. «Non ho consigli particolari da dare ai ragazzi, se non di spaccare il culo e portare l’Eurovision in Italia!».

Amadeus: no al terzo Sanremo da conduttore

In conferenza stampa il direttore artistico Amadeus è apparso visibilmente soddisfatto per aver portato a termine senza intoppi un’edizione di Sanremo che si preannunciava complicatissima. «Ho sempre tenuto a precisare che questo era un Sanremo diverso dagli altri, che sarebbe stato una semplificazione parlarne in termini di ascolti. È stato fatto un passaggio musicalmente epocale nella storia del Festival. Quando usavo il termine “70+1” il motivo era questo. E non avrei mai potuto fare il Festival senza avere al mio fianco Rosario Fiorello. Soprattutto la prima sera, uscire sul palco e vedere un teatro vuoto è una cosa che non auguro a nessuno».

E infatti è intervenuto telefonicamente lo stesso Fiorello, che ha confermato proprio quest’ultimo punto: «Ho ricevuto molti messaggi dai colleghi comici, che sanno quanto sia importante il pubblico. Il pubblico fa parte dell’esibizione. Ti guida: ti dice se stai andando bene, se ti devi fermare, se devi andare più veloce, se devi cambiare argomento. Ci siamo inventati un mestiere: quello di fare gli spettacoli per nessuno!».

Inevitabili – come di rito ogni anno – le ipotesi per un “terzo round” di Amadeus a Sanremo per il 2022. Questa volta l’invito è arrivato dallo stesso amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini. L’AD ha detto: «Amadeus e Fiorello fanno parte del patrimonio di questa azienda, che va valorizzato ancor di più. Quindi se Ama non è pronto per un “Ama ter”, visto che abbiamo in comune la passione del calcio gli dico di ricordarsi del triplete. Spero che il prossimo sia il Festival del triplete».

Ma Amadeus sembra confermare la sua volontà di interrompere qui l’esperienza sanremese: «Questi due anni di Sanremo non li dimenticheremo più. Ieri io e Rosario avevamo già valutato questo. Pensiamo che Sanremo sia un grande evento, non solo un programma televisivo. Ci vogliono energia e forza. Ringrazio Salini per la proposta, ma in questo momento l’idea è di fermarci un attimo».

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