Le Vibrazioni: «Criticare i Måneskin è stupido»

Francesco Sarcina e Alessandro Deidda ci raccontano qualcosa di più sul loro brano sanremese e di com’è nata l’idea di portare Beppe Vessicchio per la serata delle cover
Le Vibrazioni
Le Vibrazioni con Camilla Carnevali a #sanremopernoi

In un Festival che va da Iva Zanicchi a sangiovanni, Le Vibrazioni rappresentano la generazione di mezzo, oltre ad essere l’unica band di quest’edizione.


Francesco Sarcina e Alessandro Deidda durante Sanremo Per Noi ci hanno raccontato le emozioni di portare un po’ di rock, anzi Tantissimo, all’Ariston. Un palco che, soprattutto negli ultimi anni, ha dato spazio a questo genere, fino ai Maneskin nel 2021, su cui il frontman de Le Vibrazioni ha le idee chiare: «Hanno aperto un canale importante. Possono piacere o no, ma si critica sempre quello che da fastidio, o quello che si è sempre desiderato fare, senza riuscirci».


Le Vibrazioni, ci hanno anche raccontato quanto del rock anni ’80 e ’90 c’è nel loro brano sanremese: «Abbiamo una matrice, ma è chiaro che per noi dare un brio significa passare dagli anni ’70 agli ’80. Poi, un po’ come per i vestiti, gira e rigira si vanno a ripescare sonorità che sono state di moda nel tempo».

Infine, Francesco e Alessandro ci hanno spiegato com’è nata l’idea di riportare Beppe Vecchio al Festival per la serata cover, dove canteranno Live and Let Die (di Paul McCartney) con Sophie and the Giants. «Ci siamo trovati nel 2005 e ritrovati nel 2020, con Dov’è. Portiamo due mondi diversi, che però possono convivere tranquillamente».

Guarda l’intervista a Le Vibrazioni


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