Greta Zuccoli: «La musica riuscirà a colmare i posti vuoti in platea»

La cantautrice di origini napoletane salirà sul palco di Sanremo, tra le Nuove proposte, con la sua “Ogni cosa sa di te”. Ecco cosa ci ha raccontato durante la nostra intervista
Greta Zuccoli
Foto di Luisa Carcavale

Ha lavorato con Damien Rice, è andata in tour con Diodato e stasera debutterà sul palco della 71esima edizione del Festival di Sanremo tra le Nuove Proposte. Greta Zuccoli, 23enne di origine napoletana, salirà sul palco dell’Ariston con la sua Ogni cosa sa di te, un brano che parla di una storia d’amore finita e di un desiderio di cambiamento e rinascita.

L’abbiamo intervistata telefonicamente a poche ore dalla seconda serata di Sanremo 2021.

Come ti senti? Sei pronta per stasera?

Sì, sono felice ed emozionata, ma con la giusta carica per affrontare questa bellissima serata. Non vedo l’ora di cantare.

Come sono andate le prove?

È stato emozionante. Le ultime che abbiamo fatto sono state “one shot”. Sono giorni frenetici e cerco di godermi anche i momenti di attesa, che in realtà sono pochissimi. È un turbinio di sensazioni. Sono felice, l’orchestra è incredibile che non mi ha fatto sentire sola sul palco, anche guardando la platea vuota. Poi sono felice di condividere la mia avventura con Rodrigo D’Erasmo, che sarà il mio direttore d’orchestra.

Ti spaventa il fatto che non ci sia il pubblico questa sera?

No, però la mancanza si sentirà sicuramente, perché è chiaro che noi artisti condividiamo le nostre emozioni con chi ci ascolta e con il pubblico. Le loro storie si intrecciano alla nostra e questa dimensione inevitabilmente mancherà. Però non mi spaventa, perché la musica riuscirà a colmare tutti gli spazi vuoti.

Greta Zuccoli e la sua storia d’amore autobiografica

Parlando del tuo brano, Ogni cosa sa di te, parla di amore e distanze, una tematica molto attuale.

Diciamo che sicuramente certe emozioni, considerando quello che stiamo vivendo, inevitabilmente poi nella scrittura le tiri fuori in maniera più forte. Mentre l’ho scritta però non pensavo a questo, ma ad un tipo di distanza d’animo, quei momenti in cui si creano degli ostacoli all’avere vicino chi amiamo. Voglio esprimere un messaggio di cambiamento e rivoluzione, questa storia d’amore che ho vissuto, autobiografica, c’è l’idea di mettersi a fuoco. Far venire fuori certe emozioni che mi riguardano. Stasera questa canzone la dedico a me stessa e a tutte le persone che spero si rivedranno nelle mie parole.

Nel tuo brano quando canti “Alberi infiniti” mi è subito venuta in mente Il cielo in una stanza di Gino Paoli. Com’è nata questa canzone?

È nata di notte, quindi c’era quell’atmosfera più scura, che ho conservato nelle strofe. I ritornelli sono più ariosi, c’è questo desiderio di avvinarsi con la metafora degli alberi. La scrittura in realtà è stata inconsapevole. Sai, ci sono delle espressioni che fanno parte del nostro bagaglio. Questa frase era da qualche parte e l’ho lasciata, perché mi sembrava riuscisse a rendere l’idea di avvinarsi alle persone, ma in maniera delicata, senza imporsi.

Il rapporto con Diodato

Il tuo brano è prodotto da Diodato e Tommaso Colliva. Com’è stato lavorare con loro? Con Diodato sei andata anche in tour, quindi c’è un legame importante.

Ho un bellissimo legame con Antonio e prendere parte al suo tour, in un anno speciale per lui, è stato qualcosa che mi ha dato tanto. Dal punto di vista artistico siamo simili. Quando ha ascoltato la mia canzone, piano e voce, gliel’ho fatta ascoltare, gli è piaciuta e ci abbiamo lavorato insieme. Tommaso ha curato la produzione cercando di far venir fuori i diversi mondi delle mie influenze, il cantautorato e il triphop in particolare.

Sempre a proposito di Diodato, com’è stato andare in tour con lui quest’estate, soprattutto in un momento del genere?

Inaspettato, perché era la nostra prima collaborazione. C’è veramente bisogno di un’affinità a livello umano per lavorare nell’arte. Ovviamente sono stata felicissima di condividere questa esperienza in un artista del genere. Soprattutto, in un anno del genere, in cui abbiamo tutti bisogno di quel tipo di luce, di quella felicità e di poterla condividere. Io ho assorbito tante cose da lui, che mi hanno cambiata in qualche modo e aiutata a crescere. Per me è stato un privilegio poter condividere quest’esperienza con un artista così speciale.

Hai un favorito trai big? Qual ‘è l’esibizione che ti è piaciuta di più ieri sera?

Ci sono tanti che mi piacciono, aspettavo tante canzoni e non mi hanno deluso, anzi le ho adorate. Mi sono piaciuti molto Gazzè, Colapesce e Dimartino, Ghemon e Madame, che mi ha colpito molto. Ieri ho avuto modo di ascoltarli e tra l’emozione generali alcune me le sono godute e altre ho proprio bisogno di ascoltarle. Questa è una cosa che farò assolutamente appena avrò un attimo (ride, ndr.). Anche perché adesso sono super emozionata e ieri mentre li guardavo pensavo: “Anch’io domani sera canterò su quel palco e dovrò fare quella scala”. Poi sono contenta di partecipare a questa edizione, c’è una proposta musicale trasversale, davvero molto varia.

La proposta è piuttosto varia anche tra le nuove proposte.

Sì, poi noi abbiamo stretto un bellissimo rapporto di grande condivisione. Una cosa che ci ha aiutato a stemperare la competizione.

Il “dopo Sanremo” di Greta Zuccoli

E dopo Sanremo? Sai già quali saranno i tuoi progetti?

Sicuramente fare musica nuova, soprattutto in italiano. Dopo aver scritto tanto in inglese mi sto concentrando sullo scoprire le mie emozioni attraverso la mia lingua madre. Voglio far venire fuori la mia essenza artista. È un bel momento di grande sperimetnazione e creatività.

Tu hai scritto tanto in inglese. Stai trovando delle difficoltà a scrivere in italiano? E perché hai iniziato con l’inglese?

Mi è venuto naturale. Sono amante del mondo che ho cantato e che canto, quindi l’ho approcciata nella sua lingua. La prima volta che ho scritto mi è venuto fuori in testo in inglese. Poi c’è stato l’incontro con Damien Rice, che mi ha coinvolto in un contesto artistico internazionale, che è qualcosa che sento vicino. L’idea di collettività, di creare insieme, ed è questa la mia visione della musica. Devo dire che mi rivedo in quel mondo.

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