Gianni Morandi: «A Sanremo meglio essere in gara che ospiti, è più divertente»

L’artista, in collegamento su Zoom, ha condiviso con noi sensazioni e aspettative pre-Festival, al quale parteciperà con il brano “Apri tutte le porte”. Un Sanremo che, col senno di poi, senza l’incidente in cui è rimasto coinvolto avrebbe potuto non esserci
Gianni Morandi - intervista - L'Allegria
Gianni Morandi (fonte: ufficio stampa)

Quest’anno al Festival di Sanremo, ormai decisamente alle porte, ci saranno tanti nomi interessanti fra i Big, uno fra tutti quello di Gianni Morandi. Insieme a lui, che ultimamente è stato protagonista di alcune disavventure rischiando di non partecipare al Festival per un banale incidente, più di venti artisti che abbiamo ormai ben impressi nella mente sin dal primo annuncio di Amadeus.


Di ognuno di loro, tra chi è più un habitué e chi invece una new entry fra i concorrenti, abbiamo anche ascoltato in anteprima le rispettive canzoni – seppur soltanto una volta – e abbiamo potuto così farci un’idea di ciò che ci aspetta durante la prima settimana di febbraio.


Dalle nuove generazioni, per le quali il conduttore della kermesse ha visibilmente un debole (vediamo infatti nei Big anche rivelazioni come Blanco, Aka 7even, sangiovanni, Highsnob e Hu), a chi di Sanremo è più che un concorrente gradito. Gianni Morandi, nel 2022 in gara con Apri tutte le porte, ci ha accolto su Zoom dal Teatro Duse di Bologna, nel quale cantò per la prima volta nel ’64, come ci ricorda. Un cerchio che si chiude senza sforzo, ed è da lì che riparte, per discutere con noi di questo brano realizzato a sei mani con Jovanotti e Mousse T, e per raccontarci aspettative, emozioni e sensazioni pre-Festival.

La genesi di Apri tutte le porte, il brano di Gianni Morandi in gara a Sanremo

Pronto per un concerto questa sera al Duse ed emozionato nell’aggiungere una data – 17 febbraio – alle sei già previste, Gianni Morandi sorride con la grande positività che lo contraddistingue. Nonostante, ci racconta, gli ultimi due anni – durante i quali i suoi spettacoli si sono bruscamente interrotti – siano stati difficili, seppur alla fine produttivi.

«La pandemia ci ha toccato, e a me è successo poi questo incidente con la mano cadendo nel fuoco, e se non fosse accaduto probabilmente non sarei venuto a Sanremo», rivela il cantante. «L’incidente ha dato a Jovanotti la scusa per chiamarmi e chiedermi come stessi, così gliel’ho raccontato e in quell’occasione mi ha detto che aveva scritto una canzone, L’Allegria. Mi propose di cantarla».

Quasi una terapia, racconta l’artista, che lo ha portato a stringere sempre di più i contatti con Jovanotti e a superare i momenti bui dopo l’incidente. Una successione di eventi senza i quali, oggi, non avrebbe potuto mai nascere Apri tutte le porte, il brano con cui Morandi gareggerà a Sanremo.

«Apri tutte le porte è nata per portare una speranza, quella di far tornare il sole nelle nostre case e nella nostra vita», spiega Gianni Morandi. «Ci è venuto in mente di mandarla ad Amadeus, e sull’entusiasmo di questa cosa ci siamo visti catapultati fra i Big di questo palco importante».

Sanremo, da conduttore a Big, un grande ritorno per Morandi

Forse non tutti lo ricorderanno, ma Gianni Morandi è stato conduttore di un paio di edizioni del Festival di Sanremo (2011, 2012). Lo switch da conduttore a concorrente (e la sua prospettiva sull’essere ospite) non sembrano alterare il suo entusiasmo in alcun modo. Anzi, essere in gara, ci racconta, è un plus.

«Ho visto Sanremo in tutte le forme. Persino da vincitore, nell’87 con Ruggeri e Tozzi. Ci sto tornando per ributtarmi nella mischia, nella musica. Per me è un palcoscenico molto importante», spiega l’artista. «È un ritornare bambino, al momento in cui vidi cantare Modugno e al voler iniziare questo lavoro», aggiunge nostalgico. «Tornarci mi fa piacere, mi dà una scossa. Te la vivi intensamente per una settimana, e non è come fare l’ospite. Mi piace, e lo faccio con una canzone con una carica incredibile».

Sul tema di ospiti/concorrenti, prosegue: «Ricordo che convincere alcuni artisti a venire a Sanremo era difficile all’epoca. Con Vecchioni, ad esempio, quasi mi inginocchiai, lui aveva una canzone bellissima. Ho costretto Dalla, Battiato, ma oggi per fortuna tutti si sono resi conto che Sanremo è un palco straordinario, e che si vive molto meglio in gara e non se sei ospite. Sei in mezzo, ti rendi conto delle reazioni, io credo sia più divertente». Dovremmo chiederlo, ora che lo sappiamo, a Cremonini o a Laura Pausini se siano d’accordo con questa prospettiva, visto che sono due fra gli ospiti annunciati per quest’anno.

La collaborazione con Jovanotti e Mousse T

Nello specifico, Morandi ha poi spiegato poi il mood che accompagna questa nuova canzone, Apri tutte le porte – “spoilerata” qualche giorno fa sui social per errore, scatenando l’allarmismo generale, poi rientrato.

«È una canzone di speranza. Il ritmo e l’arrangiamento formidabile di Mousse T gli hanno dato una bella carica. Non è la classica canzone di Sanremo, anche perché non è che debba mandare chissà quali messaggi. Spero possa piacere e divertire, vado lì con entusiasmo. E poi spero si aprano le porte per far uscire il male di questo momento. Nel testo dice “A forza di credere che il male passerà, sto passando io e lui resta”».

Gianni Morandi spiega poi di essere un po’ nervoso per l’esibizione sul palco dell’Ariston, ma che si sta preparando cantando la canzone molte volte. Ha un ritmo diverso, e Jovanotti ha contribuito alla scrittura di un testo molto “giovane” e articolato. E nel frattempo, Gianni decide di chiamare Jova e di collegarlo con noi in videochiamata, permettendoci di salutarlo.

Un Sanremo pieno di speranze

Insomma, se dovessimo riassumere la nostra breve chiacchierata con Gianni Morandi, il tema ricorrente sarebbe senza dubbio quello della speranza. Quella di “restare uniti”, quella di essere resilienti, non solo nella musica ma anche nella vita in generale. Soprattutto in un momento in cui è difficile, politicamente e socialmente parlando, esserlo alla luce degli eventi che stiamo vivendo.

Ma anche speranza nelle nuove generazioni e nella musica, che sa far restare giovane anche chi lo è meno: «Forse il brano, la scelta di Jovanotti e il suo ritmo mi portano lontano dalle canzoni tradizionali che ho fatto. In molti dicono che si rifà agli anni ’60, ma è merito di Mousse T se ha questo aspetto fresco. Mi piace, mi fa stare bene», precisa Gianni Morandi.

La gara è aperta, anche perché Morandi tra l’altro gareggerà contro uno dei vincitori di Sanremo Giovani, Tananai, il cui brano è co-scritto proprio con il nipote, Paolo. È così che le passioni si trasmettono, per poter restare per sempre. O almeno, «senza mollare mai, finché ce la fai», conclude.


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