Gaudiano: «Non ho paura di mostrare le mie ferite sul palco del festival»

Il classe ’91 Luca Gaudiano presenterà fra le Nuove Proposte la sua Polvere da sparo, canzone sul lutto in cui molti possono riconoscersi
GAUDIANO / Claudia Pajewski
GAUDIANO / Claudia Pajewski

Tra i giovani chiamati ad esibirsi alla prima serata della 71esima edizione del Festival di Sanremo c’è anche Gaudiano, in gara con il brano Polvere da sparo. Una canzone che l’artista non avrebbe mai voluto scrivere, perché incentrata sulla perdita del padre. Ma la musica gli ha dato la possibilità di incanalare tutte le emozioni suscitate da quel vuoto in una canzone in cui molti potessero rivedersi, nonostante il forte taglio personale. Ed è proprio questo l’obiettivo che Gaudiano dichiara nella conferenza di presentazione della sua partecipazione sanremese: la volontà di «far riconoscere le persone in una storia che è assolutamente reale».

Manca sempre meno al debutto dell’artista foggiano – anche se in realtà si tratta della seconda volta sul palco ligure («Sono già passato sull’Ariston con la tournee di un altro spettacolo, mai avrei pensato di tornare qua»):

«Questo pomeriggio abbiamo visto il teatro a pieno servizio. Veramente meraviglioso. Tutto organizzato nel minimo particolare. […] È stato carino capire con quale amore le persone verso le quinte ti accompagnano verso un momento che sanno essere fonte di molto stress emotivo». Come rivela lo stesso Gaudiano, in casa sua Sanremo è «come il Natale». Una festa laica attesa da tutta la famiglia, a cui parteciperà lui stesso mostrando le sue ferite, permettendo al pubblico di rispecchiarvisi.

In occasione della performance, il cantante non porterà con sé la sua chitarra («naturale appendice del mio corpo»), ma saranno sufficienti voce e orchestra per rappresentare quella «ferita irriducibile»: «Abbiamo deciso di dedicare una versione più acustica del brano ad altre situazioni».

Gaudiano tra Negramaro e Green Day

Dopo 3 anni di Giurisprudenza, Gaudiano ha capito che la sua strada era un’altra, e si è buttato sul teatro e sulla musica. Sono ben chiari i modelli che lo hanno indirettamente formato fino ad arrivare fin qui. Per quel che riguarda l’Italia, «Giuliano Sangiorgi e i Negramaro. L’ultimo gruppo che ha saputo sopravvivere al cambio di rotta discografico italiano». Il loro esordio a Sanremo non fu una passeggiata, ma il cantante ci tiene a sottolineare che sono comunque diventati «il miglior gruppo pop rock italiano».

E sull’estero? «Ho sempre ascoltato tantissimo rock anni ’70, poi mi sono stabilizzato sulle frequenze del punk rock anni 80 dei Sex Pistols. Ah, amo alla follia i Green Day».

Nessuna paura di presentarsi ad un pubblico così ampio con un brano così intimo. Per l’esibizione al Festival («il nostro Super Bowl»), Gaudiano ha scelto di abbracciare la missione di ogni artista: «condividere la propria fragilità con tutti». Citando Lady Gaga, ha sottolineato l’importanza di pescare dentro di sé per creare la propria musica: «Facciamo arte quando ci mettiamo a nudo».

E dopo il Festival? Gaudiano lavorerà al suo album, e proverà a portarsi a casa due date fissate per il 21 novembre a Milano e per il 25 novembre a Roma. Incrociamo le dita per lui, per tutti.

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