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Cosmo stasera a Sanremo con La Rappresentante di Lista: «Noi italiani meritiamo di ballare»

Il musicista ci racconta come è stato convinto a salire sul palco dell’Ariston e del suo prossimo evento a Bologna
Cosmo
Cosmo. Foto di Chiara Lombardi

Arriva la serata delle cover e Cosmo, “convinto” da La Rappresentante di Lista, darà il suo personalissimo tocco alla meravigliosa Be My Baby delle The Ronettes. Al loro fianco anche Margherita Vicario e Ginevra.

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Cosmo non è certo un habitué del Festival, ma grazie a un lavoro di intelligente convincimento da parte di Dario Mangiaracina de La Rappresentante di Lista, si è deciso finalmente a partecipare. È dal “blitz” all’Alcatraz di Milano, datato novembre 2021, che non vediamo su un palco Cosmo. Dopo il suo notevole album La Terza Estate Dell’amore (Columbia Records / 42 Records), dedicato alle tematiche di rinascita del corpo, condivisione e liberazione, Cosmo vuole sviluppare ulteriormente questi temi. Questo grazie a un ambizioso progetto, una tre giorni da ballo e non solo che ha chiamato La Prima Festa Dell’amore. Il festival avrà luogo il 15, 16, 18 aprile all’Arena Parco Nord di Bologna. Intanto ci siamo fatti una chiacchierata con lui prima che salga sul palco stasera.


Ho letto che Dario vuole mantenere, e ci mancherebbe, la melodia. Ma tu come hai intenzione di cambiare l’arrangiamento? Prendendo a picconate il wall of sound di Phil Spector? Facendoci sopra dei bei “graffiti” contemporanei? Scusa la metafora quasi berlinese ma è anche lì che ci siamo visti l’ultima volta, prima della pandemia…

Abbiamo virato su una situazione più breakbeat, ci sarà l’orchestra che sarà il nostro wall of sound che ricorda quello di Spector e poi queste mie punteggiature elettroniche con accenti anni ’90 UK, per l’appunto di breakbeat. In più mi è stato concesso dai ragazzi un momento “mio” in cui martello con i beats! Musicalmente è come se atterrasse un’astronave sulla canzone che ovviamente ha una matrice sixties con le tre voci femminili che saranno le  “nostre” Ronettes.

Una sorta di “intermezzo cosmico”!

Meglio, un intermezzo fuori di testa che riuscire a fare sul palco dell’Ariston. Mi ha dato e mi darà grandi soddisfazioni.

Ma com’è nata questa affinità con la Rappresentante di Lista, tanto da ritrovarvi assieme sul palco sanremese?

Io li avevo già adocchiati nei tempi belli, quando si facevano i tour (scatta un’amara risata da entrambi, ndr), essendo tutti e due dentro quello stesso background, il grande calderone dell’indie italico. Ci si incrociava negli stessi festival o locali e dopo averli visti un po’ di volte live mi son detto: «Però come stanno crescendo!». Poi passando al discorso sanremese, non mi era mai passato per la testa di fare duetti o questo tipo di comparsate al Festival. Me lo avevano già chiesto e avevo sempre declinato l’invito, non è la mia dimensione.

Ma poi Dario ha voluto parlarmi direttamente, senza passare dai nostri discografici. E “maledetto” Dario, mi ha convinto (ride, ndr). Lui mi ha assicurato sin dall’inizio che avrei avuto carta bianca e l’idea di una mia incursione in Be My Baby m’intrigava molto. Mi ha dato la possibilità di esprimermi e loro hanno apprezzato le mie idee.

Visto che alla fine ci sei finito su quel palco, c’è qualcosa che ti affascina proprio del teatro Ariston? In fin dei conti è un teatro piccolo, non è mica il Petruzzelli di Bari o che so, gli Arcimboldi di Milano!

Ma sai, non è mica vero che è così piccolo! In tanti prima che ci andassi, mi hanno detto questa cosa: “Sai… alla fine l’Ariston è piccolino, infilato lì, tra le case di Sanremo”. E invece no, ha grande fascino e dietro la facciata ha delle quinte spettacolari. Si sviluppa meravigliosamente in verticale, mi ha disorientato e affascinato enormemente questo dettaglio.

Possiamo dire che questa tua incursione sonica è un appetizer di quello che accadrà con la tua  tre giorni bolognese ad aprile con La Prima Festa dell’Amore?

Si, si! Mi piace l’idea di far esplodere un sound che comunque in questo Paese esiste e che con l’onda pandemica è stato assolutamente rimosso, anzi censurato. Esistono anche l’elettronica, una certa dance, una certa attitudine che è stata sopita anche fin troppo dagli eventi contingenti. Diciamo che la nostra intenzione è di puntare tutto su quelle tre date. E poi dai, noi ci meritiamo di divertirci un po’, di ballare, dopo che la maggioranza del Paese ha seguito e continua a seguire con disciplina le regole imposte per l’emergenza. Ci meritiamo di stare bene. E in quei giorni pasquali faremo un bell’evento che avrà momenti non solo serali, come nel giorno di Pasquetta. Ovviamente il giorno di Pasqua ci fermiamo…

Aspetta, per concludere “in bellezza” ho un claim – banale – ma che può funzionare: “Natale con chi vuoi, Pasquetta con Cosmo e i suoi eroi!”

Ahah, una Pasquetta particolare, con una line up bella, forse anche internazionale. Ma vi assicuro di qualità e intelligente!

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