Fedez: «Artisti, mettiamo gli anticipi in un fondo per aiutare i lavoratori»

Con una serie di IG Stories, Fedez ha richiamato ad una maggior concretezza colleghi e agenzie di booking, visti i risultati di Heroes
Fedez
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Come vi avevamo anticipato qualche giorno fa, nel weekend appena passato i lavoratori della filiera musicale sono scesi in Piazza Duomo per far sentire la loro voce. La situazione del settore è critica, e gli stessi artisti si sono adoperati per sensibilizzare il Governo sulla questione. Non abbastanza, secondo Fedez.

La proposta di Fedez agli artisti e alle agenzie

Il cantante infatti ha voluto dedicare una serie di Instagram Stories non soltanto per condividere una riflessione su quello che (non) sta succedendo, ma anche per rilanciare una proposta concreta, che aveva già suggerito tempo fa:

«Io non sono per gli appelli politici, ho una visione totalmente disincantata del mondo e credo che non servano a un cazzo, fondamentalmente. Quindi io metto sul tavolo una soluzione che avevo già proposto negli scorsi mesi, ma probabilmente non è stata vista. Utilizzo i miei spazi social per proporre una soluzione pragmatica che noi artisti possiamo adottare e che le stesse agenzie di booking possono mettere in atto».

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Prima della tinta

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«Gli artisti di un certo calibro che fanno i palazzetti hanno nei loro contratti una cosa chiamata anticipo minimo garantito. E tutti gli artisti che hanno rimandato le rispettive tournée in qualche modo hanno percepito una somma di denaro importante. Io stesso, che devo discutere il mio contratto di booking, metto a disposizione il 100% del mio anticipo. Se tutti gli artisti mettessero a disposizione una parte del loro anticipo per istituire un fondo porteremo avanti un po’ meno parole e un po’ più di concretezza».

Fedez ha poi bacchettato le agenzie di booking:

«Io sono qui a disposizione e mi sento di dire alle stesse agenzie di booking che non hanno rimborsato i biglietti dei tour che sono stati rimandati che i soldini ce li hanno, in cassa… Sarebbe bello che partecipassero anche loro, perché mi sto un po’ mordendo la lingua».

Niente protagonismi, ma partecipazione

In un passaggio successivo, l‘artista di Bella Storia ha commentato la parziale riuscita dell’operazione Heroes allestita a Verona per supportare la filiera musicale, con un concertone streaming che dava la possibilità di acquistare poltrone virtuali per assistere alle performance:

«L’evento che è stato fatto all’Arena di Verona purtroppo non ha portato i risultati che ci si aspettava, quindi potremmo unire le forze tutti insieme, secondo me è una bella cosa. A me non me ne frega una beata minchia di mettere il cappello su questa cosa. Ci sono grandi artisti italiani che hanno portato avanti questa causa e ne hanno lungamente dibattuto in tv».

Nel finale, Fedez ha ribadito pragmaticamente l’importanza della partecipazione, senza troppi giri di parole:

«Se questi artisti vogliono prendere in mano le redini di questa cosa, a me non interessa prendermi i meriti di nulla. Questa cosa assume un senso solo se siamo un po’ di artisti e si raccolgono milioni di euro».

Ascolta Bella Storia di Fedez

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