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Eurovision, la serata della seconda semi-finale dove svetta Achille Lauro ma non passa

Molto belle anche le esibizioni di Circus Mircus e di Andrea, di Konstrakta e di Cornelia Jacobs. Con i finalisti di sabato sera che lasciano tutti di stucco
Achille Lauro - Eurovision 2022
Achille Lauro all’Eurovision (foto di EBU / Nathan Reinds)

Veloce-veloce scorre anche la seconda semi-finale dell’Eurovision 2022. Con Laura Pausini con i capelli un po’ discutibili, Mika giallo-banana e Alessandro Cattelan semplice e quindi molto elegante. Si parte con la Finlandia e si finisce con la Repubblica Ceca. Le canzoni sono nettamente migliori rispetto alla prima sera.

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Ci sono anche i super duetti di Laura Pausini con Mika, che vanno alla grande soprattutto con People Have The Power di Patti Smith. E poi il Volo con Gianluca Ginobile collegato a distanza perché risultato positivo al Covid.


Finlandia: The Rasmus con ‘Jezebel‘

I Rasmus non sono cambiati molto dal 2003 quando cantavano In The Shadows, sia per il sound che per l’aspetto fisico (chapeau!) ma almeno hanno un pezzo convincente, perfetto per Eurovision.

Israele: Michael Ben-David con ‘I.M‘

Falsetti, musica disco, qualche eco medioriebtale: perfetto per una notte in un locale di Tel Aviv. Sul palco ci sa anche fare, balla come i colleghi ballerini!

Serbia: Konstrakta con ‘In Corpore Sano‘

La performance è davvero interessante, un po’ ricorda la sua connazionale Marina Abramivich. Il testo parte da Meghan Markle (“Quale potrebbe essere il segreto dei capelli sani di Meghan Markle? Cosa potrebbe essere?”) critica l’ossessione del mondo moderno per la salute fisica e ribalta quindi il detto latino Mens sana in corpore sano che sì, d’accordo è corretta, ma ricorda come sia importante anche la salute mentale delle persone. Il tutto condito anche a una critica al sistema sanitario serbo che non può assicurare gli standard minimi.

Azerbaijan: Nadir Rustamli con ‘Fade To Black‘

La canzone è piuttosto classica, abbastanza intensa interpretazione ma diciamocelo: cosa rimane?

Georgia: Circus Mircus con ‘Lock Me In‘

Il leader è un po’ Willy Wonka, un po’ aviatore matto, un po’ circense, comunque la band Circus Mircus è molto interessante con un sound Blur anni ’90 e un riffettino intrigante di chitarra.

Malta: Emma Muscat con ‘I Am What I Am‘

Emma potrebbe anche andare molto bene. “Taking or leave it” cantavano gli Strokes e lo canta anche Emma. In modo diciamo un filo diverso ma non importa.

San Marino: Achille Lauro con ‘Stripper‘

Se l’Eurovision deve essere esagerazione e folklore, Lauro non ha eguali. Il pezzo è di tutto rispetto, degno del Lauro migliore. Sulla coreografia, anche con un toro meccanico in mezzo al palco, che je voi di’? Sarà quell’aria apparentemente menefreghista e rock ‘n’ roll, ma Achille Lauro, accompagnato di nuovo da Boss Doms, fa scintille e vince a mani basse.

Australia: Sheldon Riley con ‘Not The Same‘

Diciamo che il look e la voce superano la canzone stessa. Il brano racconta di quando a 6 anni Sheldon ancora non capiva la sua sessualità e gli era stata diagnosticata la sindrome di Asperger. Dall’Australia vengono Nick Cave e Tame Impala: ecco un’altra cosa però molto bravo, con una voce molto potente.

Cipro: Andromache con ‘Ela‘

Musica arabeggiante, lei sinuosa come una Venere davanti alla sua conchiglia della scenografia. Probabilmente nel suo Paese va benissimo, qui rappresenta un gusto un po’ difficile da apprezzare.

Irlanda: Brooke con ‘That’s Rich‘

Pop nel segno di Britney Spears e delle Spice Girls, nonché del Geordie Show, ballettini inclusi. Tamarro ma non male il pezzo.

Macedonia del Nord: Andrea con ‘Circles‘

Andrea è sobria ed emozionante, parla inglese perfettamente e ha una determinazione che si percepisce subito. È una delle nostre preferite.

Estonia: Stefan con ‘Hope‘

Nella tradizione dei cantautori americani, un po’ il Johnny Cash estone con anche i panorami americani sullo sfondo e un cactus per non sbagliare i riferimenti.

Romania: WRS con ‘Llámame‘

Una base tamarra latin, vestiti non proprio sobri, più balletto. Insomma dai, tutti i clichè in una volta sola. Non credo che la riascolteremo ancora.

Polonia: Ochman con ‘River‘

Una voce da paura, non c’è che dire. I giornalisti applaudivano anche dalle prove però il pezzo è un po’ banalotto.

Montenegro: Vladana con ‘Breathe‘

Un’altra bella voce sovrastata dall’enfasi eccessiva e dall’antenna parabolica attaccata dietro.

Belgio: Jérémie Makiese con ‘Miss You‘

Il pezzo non è male affatto.

Svezia: Cornelia Jakobs con ‘Hold Me Closer‘

Potrebbe anche vincere, un pop con tutte le carte in regola. Il PalaOlimpico davvero esaltato.

Repubblica Ceca: We Are Domi con ‘Lights Off‘

Parte lenta e pare conscious, poi parte una hit EDM, la gente urla, perfetta per chiudere la seconda semifinale dell’Eurovision.

Ecco i dieci finalisti:

BELGIO

REPUBBLICA CECA

AZERBAIJAN

POLONIA

FINLANDIA

ESTONIA

AUSTRALIA

SVEZIA

ROMANIA

SERBIA

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