Eurovision, il responsabile degli effetti speciali Luca Toscano: «Vedrete che show per la performance di Mika»

Il project manager – che ha già lavorato a grandi produzioni, da X Factor al Tomorrowland – ci racconta i segreti dei giochi pirotecnici e laser che rendono così elettrizzante il palco del PalaOlimpico
Luca Toscano - Eurovision - effetti speciali - intervista - Bulgaria
La performance degli Intelligent Music Project della Bulgaria (fonte: ufficio stampa)

Avevamo già approfondito la figura di questo poliedrico talento italiano l’anno scorso, proprio in occasione dell’Eurovision. Nonostante la giovane età (26 anni), Luca Toscano vanta già un curriculum d’eccellenza, avendo fondato la propria società (Artech, con sedi a Napoli, Milano e Miami) e collaborato a grosse produzioni televisive e non, da X Factor al Tomorrowland.

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Toscano è a capo del progetto effetti speciali, pirotecnici e laser di Eurovision 2022, per il quale collabora con Lucas Gerritzen, CEO di Pyrofoor che è il fornitore ufficiale storico del Tomorrowland. In numeri: 16 fiamme, 33 macchine del fumo, 20 lanciatori di Co2, 19 macchine delle scintille, 18 postazioni da cui partono migliaia di pirotecnici, tutto coordinato con precisione da orologeria per rendere le performance degli artisti ancora più intense e spettacolari.


Ci siamo fatti raccontare da lui il tipo di pianificazione che occorre per progetti di questo tipo, anche con qualche piccola anticipazione sulle prossime due serate di Eurovision.

Luca Toscano - Eurovision - effetti speciali - intervista - 1
Luca Toscano (fonte: ufficio stampa)
È già la tua seconda volta alle prese con l’Eurovision. Quali differenze hai notato dall’edizione di Rotterdam a quella di Torino? Ci sono stati anche avanzamenti tecnologici?

L’anno scorso mi sono occupato di una cosa più marginale: i 35mila che hanno illuminato l’Ahoy di Rotterdam. Ovviamente una cosa molto diversa da poter curare tutti gli effetti speciali, laser e pirotecnici per tutte le delegazioni e lo show. Quindi per me quest’anno è molto diverso.

Ad ogni modo, la differenza fra le due edizioni sta nel fatto che la Rai non produceva programmi così articolati da più di trent’anni. L’Eurovision è l’evento televisivo in diretta più grande d’Europa, ed è una bella sfida. Quest’anno trovo che sia in versione un po’ ridotta rispetto al 2021, probabilmente anche con meno tecnologia. È una versione italiana di Eurovision che rispecchia la nostra tradizionalità di fare spettacolo.

Luca Toscano - Eurovision - effetti speciali - intervista - Austria
La performance di LUM!X e Pia Maria (Austria) durante la prima semifinale
Come funziona il tuo lavoro? Come avviene la progettazione di ciò che poi vediamo in diretta?

Il disegno viene fatto da una scenografa individuata dalla Rai, in questo caso Francesca Montinaro, che – con le forme del palco e le predisposizioni per ospitare questi effetti speciali – ha definito le forme e il posizionamento degli effetti stessi.

Ogni delegazione poi ha un suo regista e un suo direttore artistico. Hanno la lista dei nostri effetti speciali e possono selezionare quelli che ritengono più opportuni, a seconda della performance. Non tutti i paesi li utilizzano, peraltro. Tutto quello che vedi – anche la regia e gli “stacchi di camera” – è scelto dalla delegazione.

Invece per la parte di show c’è la direzione artistica della Rai. Il responsabile è Claudio Santucci di Giò Forma e le coreografie sono di Laccio. Con loro abbiamo definito quali effetti speciali utilizzare per quei momenti, ovviamente insieme ai registi dello show che sono Duccio Forzano e Cristian Biondani.

Cosa ci puoi anticipare sulle prossime due serate, e soprattutto sulla finale?

Ci saranno sicuramente tanti colpi di scena. La delegazione di San Marino ha un atto bello carico: Achille Lauro ha moltissimi effetti speciali. E nella finale ci sarà questa attesissima performance di Mika che lascerà tutti a bocca aperta. È uno degli atti che mi sono piaciuti di più.

Per i Måneskin c’è qualcosa di particolare in programma?

Poiché il brano è un inedito, noi stessi lo stiamo aspettando. Sappiamo che dobbiamo preparare qualcosa, abbiamo uno slot di prove intensive che attendiamo. Però neanche noi abbiamo ascoltato il brano: abbiamo potuto sentire giusto un po’ di ritmica, la parte di batteria del loro pezzo. Sarà una cosa che dovremo costruire qui, in questi giorni.

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