Eurovision, Kalush Orchestra: «Dobbiamo rimanere concentrati per fare conoscere la cultura Ucraina al resto del mondo»

Ieri notte, al termine delle esibizioni e delle votazioni, i finalisti sono andati al Press Center per la conferenza stampa. Ovviamente occhi puntati sulle dichiarazioni dell’Ucraina. Interessanti anche gli interventi di Islanda e Armenia
Kalush Orchestra, foto: EBU/Corinne Cumming
Kalush Orchestra, foto: EBU/Corinne Cumming

Vedere l’esibizione della Kalush Orchestra ieri sera sul palco dell’Eurovision, al PalaOlimpico di Torino, non poteva che generare una grande dose di emozione. La band di Oleh Psiuk, che rappresenta l’Ucraina, ha portato un mix di folk, echi orientaleggianti e rap con enorme energia.


Sono i favoriti dai bookmakers in questo momento e infatti anche il pubblico del PalaOlimpico ha reagito con calore. Erano decine le bandierine giallo-azzurre sventolate, seguite da una scenografia che si è colorata a sua volta con i colori dell’Ucraina. Al di là di qualsiasi retorica è stato un momento toccante.


Subito al termine della prima semi-finale, i Paesi che hanno passato il turno sono andati al Press Center per la conferenza stampa. Molte le domande non-domande che in realtà erano solo complimenti agli artisti. Soltanto alcune sono state rilevanti. Ovviamente tra queste quelle rivolte alla Kalush Orchestra.

Subito, Oleh Psiuk ha voluto ringraziare tutti coloro che stanno supportando l’Ucraina. Una giornalista gli ha chiesto se era riuscito a parlare con sua madre, dato che il brano Stefania era inizialmente dedicato a lei, per poi diventare un inno rivolto a tutte le donne ucraine. «Le ho solo mandato dei messaggi e ho chiesto alla mia ragazza di chiamarla, probabilmente parleremo domani mattina (cioè oggi, ndr)».

Una giornalista poi, con una bandiera enorme dell’Ucraina che le ricopriva tutto il corpo e gli adesivi con la scritta enorme Bucha, ha chiesto loro come fanno a mantenere la calma in questo momento.

«Capiamo di dover rimanere concentrati perché vogliamo far conoscere la cultura ucraina e farla conoscere a tutti. Questo è il nostro obiettivo».

Anche l’Armenia e l’Islanda si sono fatte portavoce di temi importanti. Alle sorelle Systur, dell’Islanda, è stato chiesto quanto tengano al fatto di essere rappresentanti della comunità transgender. Loro hanno ribadito: «Ognuno è libero di esprimersi come vuole con il sesso che decide di avere. Noi vogliamo portare un aiuto alle persone che stanno male, Ucraina più di tutto. Non lasciamo, mai, che i media normalizzino la guerra».

Rosa Linn, Armenia, ha invece raccontato come siano stati duri gli ultimi 4 anni sia per il suo Paese che per la sua famiglia nello specifico. Per la prima volta da 4 anni l’Armenia va in finale. Lo show e la scenografia dell’ultima artista a esibirsi ieri sera sono stati particolarmente curati e coinvolgenti. Rosa Linn: «Sono orgogliosa, immagino quanto siano felici sia i miei parenti che i miei connazionali. I miei famigliari saranno felicissimi, io ho perso uno zio e e mio nonno, sono stati tempi terribili. Sono felice di poter portare un po’ di sorrisi in famiglia».


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