Tour, Elton John furioso con il Governo britannico: «Sono dei filistei»

Il cantante, in una lunga intervista, ha parlato dei problemi relativi ai costi delle tournée da realizzare al di fuori del Regno Unito, mostrando preoccupazione per i giovani artisti emergenti
Elton John
Elton John, foto di JMEnternational for BRIT Awards/Getty Images

Elton John sta, ancora una volta, criticando la gestione da parte del Regno Unito sull’industria multimiliardaria dei tour. Il cantante, infatti, ha dichiarato che “il governo è filisteo” per la sua mancanza di supporto quando si tratta di artisti e persone dello spettacolo del Paese.

In un’intervista pubblicata dall’Observer New Review domenica 27 giugno, l’artista ha detto di essere furibondo per come si sono messe le cose dopo la Brexit. Parlando dei ministri britannici, Elton John ha detto: «Non hanno preso provvedimenti per il business dell’intrattenimento. Non solo per i musicisti, gli attori e i registi, ma anche per le troupe, i ballerini e le persone che si guadagnano da vivere andando in Europa».

Il pensiero rivolto ai giovani musicisti e agli emergenti

Il cantante ha poi evidenziato come gli artisti come lui possano “permettersi di andare in Europa” perché possono pagare i visti per tutti i loro collaboratori, ora richiesti dagli accordi commerciali post-Brexit. I cantanti e gli artisti più giovani, o meno noti, che hanno già faticato a causa della pandemia, si trovano invece a dover combattere contro un sistema che lavora attivamente contro di loro.

«Ne abbiamo parlato con Lord Stasburger e Lord Frost, ma non siamo arrivati a niente. È un incubo. Per i giovani che hanno appena iniziato una carriera questa è una croce», ha detto Elton John. «Il Governo è filisteo. Ci siamo abituati ai Governi che ci raccontano bugie ogni giorno, e questo non va bene».

Elton John: «Per il Governo del Regno Unito le arti non contano»

L’artista ha poi sottolineato come l’industria della pesca in UK sia stata privilegiata rispetto a quella dell’intrattenimento, che è economicamente più rilevante nel Paese. «Quello che mi fa impazzire è che l’industria dell’intrattenimento porta 111 miliardi di sterline all’anno a questo Paese e nonostante questo ci hanno semplicemente buttati via», ha detto durante l’intervista. «L’industria della pesca porta 1,4 miliardi di sterline. E io sono a favore dei pescatori, ma qui stiamo parlando di oltre cento miliardi di sterline di differenza. Non ci hanno neanche pensato». Questo, secondo Elton John, perché per il Governo del Regno Unito le arti “non contano”.

All’inizio del mese, inoltre, Elton John ha pubblicato una dichiarazione sulla questione sul suo profilo Instagram. Lì ha descritto la situazione come “una catastrofe incombente”. «Voglio essere chiaro: le questioni dei tour senza visto e senza permessi non riguardano l’impatto su di me, ma sugli artisti che fanno tour nelle arene e negli stadi».

E ha aggiunto: «Se avessi affrontato ai miei esordi gli ostacoli finanziari e logistici che i giovani musicisti devono affrontare ora non avrei mai avuto l’opportunità di costruire le basi della mia carriera e dubito fortemente che sarei dove sono oggi».

La lettera aperta di 100 musicisti, tra cui Elton John, diretta a Boris Johnson

La dichiarazione pubblicata dal cantante è stata letta dai parlamentari durante un’audizione della commissione per il digitale, la cultura, i media e lo sport. Questa si è concentrata sugli accordi per i visti UE per i soggetti che lavorano nell’industria delle arti e dello spettacolo in UK.

A gennaio, inoltre, Elton John è stato tra i 100 musicisti firmatari di una lettera aperta. Questa chiedeva a Boris Johnson e alla sua amministrazione di gestire meglio gli accordi commerciali post-Brexit. Tra le questioni affrontate c’erano i costi extra associati ai tour, che li rendono “impraticabili”. Questo soprattutto per gli emergenti “che stanno già lottando per tenere la testa fuori dall’acqua a causa del divieto Covid sulla musica dal vivo”.

Una delle principali preoccupazioni, che Elton John ha riportato durante l’intervista, è che gli accordi richiedono, per i musicisti, visti per viaggiare dentro e fuori dall’UE. Nella lettera è stato quindi chiesto che gli artisti possano “viaggiare senza documenti in Europa”.

«So di essere fortunato, perché i problemi con i tour ora non mi riguardano minimamente, ma questo non importa, perché riguardano tutti gli altri. Mi fa impazzire questa cosa e non mi importa chi offendo»

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