La cantante Denise Ho è stata arrestata a Hong Kong, l’attacco alla testata Stand News

Ancora un brutto colpo per la libertà di stampa nel Paese, che ha visto altre cinque persone legate al sito di informazione coinvolte negli arresti della polizia cinese
Foto: Pexels
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Come riportato da THR.com, la cantante e attrice cantopop Denise Ho, un nome familiare nel mondo di lingua cantonese e diventata anche attivista politica, è tra le sei persone arrestate con l’accusa di sommossa dalla polizia di sicurezza nazionale di Hong Kong. È accaduto durante i raid di questa mattina, mercoledì 29 dicembre, contro la società di media online Stand News.


In una dichiarazione ai media locali, le autorità hanno affermato di aver arrestato tre uomini e tre donne, di età compresa tra i 34 e 73 anni. La motivazione: “associazione a delinquere finalizzata alla pubblicazione di articoli sediziosi”, un reato punibile fino a due anni di carcere. I media locali riferiscono che il caporedattore di Stand News Ronson Chan, il caporedattore ad interim Patrick Lam e gli ex membri del consiglio Denise Ho e Margaret Ng erano tra gli arrestati. Ng è un ex legislatore pro-democrazia e Chan è attualmente anche capo dell’Hong Kong Journalists Association.


Da Denise Ho all’attacco alla testata Stand News

L’evento è capitato in un momento in cui le autorità di Hong Kong stanno continuando la loro repressione sui soggetti pro-democrazia della città. Questi ultimi hanno raggiunto l’apice delle proteste su larga scala nel 2019, prima di essere brutalmente repressi dalla polizia. L’attenzione su Stand News, una società di media senza fini di lucro a favore della democrazia, arriva sulla scia delle autorità che hanno arrestato figure chiave dell’Apple Daily per accuse simili. Quest’ultimo, in precedenza il più grande quotidiano di Hong Kong, è chiuso dall’inizio di quest’anno e il suo fondatore Jimmy Lai è attualmente incarcerato.

Gli arresti come quello di Denise Ho saranno un ulteriore colpo alla libertà di stampa a Hong Kong. Non solo: porteranno a ulteriori domande sulla fattibilità delle società di media indipendenti che operano nel territorio. Ci saranno inoltre ulteriori pressioni sulle organizzazioni di media stranieri per spostare le sedi regionali nei vicini paesi asiatici.

Denise Ho, oltre ad essere nota per il suo profilo artistico-musicale, nel 2012 ha dichiarato di essere gay, diventando una delle principali sostenitrici dei diritti degli omosessuali in Asia. Il suo attivismo politico è aumentato durante la cosiddetta Rivoluzione degli ombrelli del 2014 a Hong Kong. Nel 2019 è diventata una delle figure di spicco del movimento per la democrazia. Nel settembre dello stesso anno, Denise Ho e altri attivisti di Hong Kong sono volati negli Stati Uniti per testimoniare al Campidoglio. In quell’occasione si sono esposti parlando direttamente con la portavoce della Camera Nancy Pelosi.


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