Da Mina a Vasco, gli artisti ricantano “Crêuza de mä” per Genova

Oltre all’inaugurazione del ponte San Giorgio, ieri è uscita una nuova versione del brano di Fabrizio De André, Crêuza de mä. I proventi andranno alla città
Mina
Mina, fonte: Instagram

«È stato il cantiere più bello della mia vita». Si è espresso così l’architetto e senatore a vita Renzo Piano sulla realizzazione del progetto del nuovo ponte di Genova, il Viadotto Genova-San Giorgio, inaugurato ieri. E anche la musica vuole fare la sua parte presentando una nuova versione di Crêuza de mä.

Un’impresa collettiva imposta da una tragedia, con cui la città ligure prova a voltare pagina.

Per raccogliere i fondi necessari alla riqualificazione del Parco della Nora e alla costruzione di un Memoriale delle vittime, è stata infatti pubblicata una nuova versione di Crêuza de mä, brano firmato da Fabrizio De André e Mauro Pagani del 1984.

Alla rivisitazione hanno partecipato Mina, Zucchero, Diodato, Gianna Nannini, Mauro Pagani, Giua, Vinicio Capossela, Paolo Fresu, Vittorio De Scalzi, Jack Savoretti, Antonella Ruggiero, Francesco Guccini, Ivano Fossati, Vasco, Ornella Vanoni, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Cristiano De André e Sananda Maitreya.

L’idea segue l’iniziativa organizzata a febbraio 2019 da Paolo Kessisoglu, C’è da fare, che anche in quell’occasione aveva messo insieme numerosi artisti nostrani sulle stesse note in nome della stessa città.

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A lezione di genovese da #mauropagani e #fabriziodeandrè È successo davvero: Mauro Pagani mi ha istruito a dovere prima di cantare #creuzadema di #faber Ho cantato in genovese, con tanti altri colleghi incredibili, per immortalare quell’istante esatto in cui, due lembi di terra, due pezzi di strada, interrotti da quel fatidico crollo d’estate e di pioggia, tornano a unirsi di nuovo in un ponte che si lascerà attraversare nuovamente dalle speranze e dai sogni di tutti noi, anche questi ultimi purtroppo interrotti drasticamente e drammaticamente in quel terribile 14 Agosto, che trascinò con sè tutti noi nell’abisso della disperazione e dello sconforto. Solo Fabrizio De Andrè poteva cantare per la sua Genova afflitta e dolorante, riuscendo nell’intento di costruirle delle nuove gambe per poter tornare a camminare, mano nella mano, con ogni suo viaggiatore o passaggero sognante. Sono onorato, di aver cantato poche parole, ma piene di tutto, per lui, per la mia #genova22 e per tutti quelli che vogliono camminare sempre consapevoli e certi di poter tornare a casa sempre, perché sempre le strade resteranno salde e confortevole sotto i piedi. Sempre! #pontemorandi #creuzadema

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Alcune fra le voci più belle della nostra tradizione musicale si sono dunque riunite in nome di una buona causa, nella speranza che gli abitanti di Genova e gli italiani tutti continuino ad ascoltare il brano per rendergli onore.

E forse, nonostante sia – proprio come il ponte descritto da Renzo Piano – «frutto di un lutto», i genovesi riusciranno comunque ad amarla.

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