Da Ghali a Lodo Guenzi: le reazioni degli artisti alla morte di Willy

Dopo la tragica fine del 21enne, molti artisti si sono fatti sentire via social per ricordare Willy o per puntare il dito contro ipocrisia e violenza
Ghali, foto di Tania Feghali, Flickr
Ghali, foto di Tania Feghali, Flickr

Quella di Willy Monteiro è una storia che nessuno avrebbe voluto raccontare in quel modo. Si sarebbe potuta evolvere in qualcosa di meglio. Sicuramente, si sarebbe trasformata in qualcosa.

Ma una furia cieca e vigliacca così distante dalla superiorità di cui tanto si fregiavano gli aggressori ha deciso di soffocare ogni futuro e di fracassare un presente fragile. E non solo fisicamente.

Sì, perché purtroppo, nell’Italia del 2020, non si è ancora pronti a non dover specificare il colore della pelle di Willy per completare il quadro, nonostante fosse nato a Paliano.

Tantomeno si è in condizione di escludere la possibilità che non essere bianchi in certi ambienti nostrani faccia la differenza.

Un tema, quello del razzismo, inasprito dalle presunte dichiarazioni dei famigliari dei 4 indagati. Un tema che per forze di cose si è intrecciato con le narrative dell’opinione pubblica, della stampa e dei commenti social.

Willy: ricordo e commenti degli artisti

Una panoramica sui media ci restituisce davvero di tutto in merito alla questione. La tragica fine del 21 ha spinto molti artisti a manifestare vicinanza e prese di distanza dal male che l’ha causata.

C’è chi, come Guè Pequeno, ha riassunto inquietudini e sgomento con una formula pregnante, dedicata a Willy.

C’è chi, come Ghali, ha prima affidato ad un lungo post su Instagram il personale ricordo del ragazzo con una forte carica empatica, frutto di un passato accomunato dai veleni dell’intolleranza e dell’ignoranza altrui.

Successivamente, nelle proprie IG stories, l’artista di Baggio ha voluto scuotere le coscienze dei propri colleghi del rap game e non, rei di non uscire allo scoperto («Avete delle cose più importanti da comunicare in questo momento?») per scacciare i fantasmi dell’indifferenza e dell’opportunismo guidato dalle tendenze.

La cantante Emma Marrone ha posto l’accento sull’ignoranza dilagante che partorisce quotidianamente violenza, soprusi e razzismo:

«L’ennesima tragedia di un paese che sta soccombendo ad un livello culturale davvero molto basso dove ormai in molti si sentono liberi di fare quello che vogliono arrivando addirittura ad uccidere».

Lodo Guenzi ha incluso un altro elemento nel suo personale intervento social sulla vicenda: la fazione politica. Non è un segreto che gli aggressori nutrissero simpatie di estrema destra. Il cantante si è scagliato contro gli spettri del neo-fascismo, riprendendo delle lines di una vecchia canzone dello Stato Sociale (“Mi sono rotto il cazzo dei fascisti col culto del corpo che diventano campioni di greco romana e poi fanno gli agguati ai ragazzini di notte in cinque contro uno”).

Toglie il respiro la chiosa del lungo Levante-pensiero scritto dalla cantante su Instagram: «Un abbraccio alla famiglia di questo ragazzo, che non ha visto tornare un figlio a casa».

Impietosa la serie di domande poste retoricamente da Annalisa su IG:

«A cosa serve seminare odio?
Mettere l’accento sempre e solo sulle differenze?
A cosa serve costruire barriere, invece di ponti?
Ecco, a cosa serve.»

Di fronte ad una situazione del genere, c’è anche chi preferisce lasciare posto ad un silenzio attivo e pesante come un macigno. È il caso di Tiziano Ferro, che di parole non ne ha più.

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