Cosa sta succendo tra TikTok, Microsoft e Donald Trump

Dietro all’acquisizione di TikTok da parte di Microsoft, ci sono le paure del presidente USA verso la Cina e il possesso dei dati?
Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images
Thomas Trutschel/Photothek via Getty Images

Nella giornata di ieri, Microsoft ha affermato che avrebbe continuato a valutare un’acquisizione di Tiktok dopo aver discusso la questione con il presidente Donald Trump.

La dichiarazione segue il commento di Donald Trump rilasciato venerdì sera ai giornalisti, in merito all’idea di bandire l’applicazione per questioni di sicurezza nazionale.

L’ammissione di Microsoft

Nel fine settimana c’è stato un confronto tra Trump e Satya Nadella, CEO di Microsoft. A seguire, l’azienda è uscita allo scoperto:

«Microsoft apprezza pienamente l’importanza di affrontare le preoccupazioni del Presidente», si legge in un passaggio della dichiarazione della società. 

«Siamo impegnati ad acquisire Tiktok, soggetta ad una completa revisione della sicurezza, per fornire benefici economici adeguati agli Stati Uniti, tra cui il dipartimento del Tesoro nazionale».

La società ha aggiunto che si «starebbe muovendo rapidamente» nelle discussioni con Bytedance, proprietario di TikTok, cercando di chiudere il deal non più tardi del 15 settembre.

L’accordo frutterebbe a Microsoft la proprietà delle operazioni di Tiktok negli Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda, e potrebbe includere altri investitori di minoranza dall’America.

Le dichiarazioni di TikTok

L’interesse di Microsoft per Tiktok, trapelato venerdì, non è stata commentato dall’app cinese, che con oltre 2 miliardi di download globali è diventato uno delle piattaforme di social media con la crescita più rapida.

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Vanessa Pappas, generale manager USA di TikTok ha così commentato: «Siamo fiduciosi nel successo a lungo termine della piattaforma. Centinaia di milioni di utenti scelgono TikTok per divertimento e per sentirsi vicini tra loro, in più vogliamo tutelare la nostra comunità di creatori e gli artisti stessi». 

E ancora: «Siamo motivati dalla loro passione e creatività e impegnati a proteggere la loro privacy e sicurezza mentre continuiamo a lavorare per portare gioia alle famiglie e carriere significative a coloro che creano sulla nostra piattaforma».

TikTok è di proprietà del conglomerato di Pechino Bytedance. I legami cinesi hanno suscitato crescenti preoccupazioni sul modo in cui TikTok gestisce i dati degli utenti.

Venerdì, Bloomberg ha riferito che Donald Trump stava facendo pressione perché Bytedance cedesse la parte americana della piattaforma.

Ma Trump avrebbe un altro obiettivo: vietare del tutto l’applicazione. Esplicito l’annuncio rivolto ai giornalisti venerdì sull’Air Force One: «Li stiamo bannando dagli Stati Uniti».

L’ascesa dell’app

Lanciato in Cina nel 2016 come Douyin, TikTok ha fatto il suo ingresso negli States nel 2018, dopo la sua acquisizione del concorrente Musical.ly. Da allora, la sua crescita è esplosa.

I giovani utenti, prevalentemente users di Instagram e Snapchat, amano la quantità di video personalizzati e dalla facilità di ripresa e pubblicazione.

Diventare TikToker, inoltre, stuzzica sempre più persone. C’è infatti il potente algoritmo dell’app dietro l’ascesa di figure come Charlie D’Amelio e Addison Rae.

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