Per la ripresa dei concerti è il momento di esporsi in prima persona

Cosmo, Mahmood, Margherita Vicario, Frankie Hi-NRG e Bianco hanno fatto sentire la loro voce per chiedere una vera ripartenza dei live. Gli artisti possono fare davvero la differenza?
concerto microfono
Foto di BRUNO EMMANUELLE

«Ci stanno continuando a dimenticare», «Abbiamo il diritto di essere ascoltati». Sono le parole di Cosmo e Mahmood, pubblicate sui rispettivi profili social. Se il secondo ha dovuto rinviare le date del suo tour, in Italia ed Europa, al 2022, Cosmo non ha ancora annullato le date de La prima festa dell’amore, quelli che dovrebbero essere i primi concerti senza distanziamento e con Green pass.

Cosmo, la lettera a Bonaccini e la risposta del Presidente dalla Regione Emilia Romagna

Nei giorni scorsi il dibattito sui live, a seguito delle norme che prevedono ancora una capienza ridotta in zona gialla e bianca per gli eventi al chiuso, si è acceso con maggior intensità. Cosmo ha così inviato una lettera a Stefano Bonaccini, Presidente della Regione Emilia Romagna, e alla Vicepresidente Elly Schlein, per chiedere che i tre eventi vengano autorizzati in deroga. Questo identificando nel Green pass “un’opportunità per tornare alla normalità”.

Il presidente Bonaccini ha così risposto alla lunga lettera dell’artista, attraverso le Instagram stories: «Le tue parole sono comprensibili e condivisibili, vanno nella giusta direzione. […] Il Governo sta lavorando all’estensione del Green pass: noi crediamo sia l’occasione giusta e necessaria per fare ulteriori passi avanti». Anche Bonaccini, nelle sue parole, ha individuato nel Green pass uno strumento utile per tornare agli eventi, musicali e non solo, per poter tornare a “rialzarsi, cantare e ballare”.

Bonaccini, però, ha aggiunto nel suo lungo discorso in risposta a Cosmo che «una Regione non può derogare dalle norme nazionali in vigore, perché così prevede giustamente la nostra Costituzione. Le regole vanno rispettate e, nel caso, cambiate, aggiornate». E ha concluso: «Noi crediamo ci siano le condizioni per farlo, che sia giusto fidarsi del Green pass e spingere sull’acceleratore della campagna vaccinale, che sono i veri grimaldelli per aprire ulteriori spazi di libertà senza fare passi indietro nella lotta al virus». Infine, il Presidente della Regione Emilia Romagna ha assicurato all’artista l’impegno in sede durante la Conferenza Stato – Regioni (che si terrà oggi, ndr.). «Il tuo concerto a Bologna, in sicurezza, col pubblico in piedi, libero anche di ballare e cantare, sarebbe davvero un altro, bellissimo segnale che insieme possiamo ripartire e sconfiggere definitivamente il Covid».

Cosmo: «È il momento di farci sentire e di farlo tutti insieme»

La risposta di Cosmo, sempre attraverso i suoi profili social, non ha tardato ad arrivare. Ringraziando Bonaccini e Schlein, il cantante-produttore ha ribadito come questa non sia una battaglia affinché si svolga il suo concerto, ma la «ricerca concreta di uno spunto che permetta a tutto il settore di ripartire. Un ponte verso il futuro, ma anche verso il presente, perché siamo stanchi di aspettare un turno, il nostro, che sembra non arrivare mai». Cosmo, nel post, si è rivolto anche ai suoi colleghi e a tutti gli addetti ai lavori. «È il momento di farci sentire e di farlo tutti insieme».

Da Margherita Vicario a Frankie Hi-NRG, gli artisti chiedono di essere ascoltati

Sono diversi gli artisti che si sono detti concordi sulle parole di Cosmo. Da Elisa, che ha scritto un semplice ma incisivo «Bravo Marco» a Levante, che ha ricondiviso la lettera nelle sue stories. Fino a Vasco Brondi, che ha così commentato: «Purtroppo parlare di Governo è troppo vago e si rimbalzano l’uno con l’altro. Solo facendo nomi e cognomi rispondono, come nel caso di Bonaccini. Dovrebbe essere Dario Franceschini a spingere per una ripartenza, ha sempre fatto il contrario. Sembra che l’unica cosa che debbano difendere sia il loro nome, quindi agiscono solo se si sento presi in causa personalmente».

A ripostare su Instagram la lettera di Cosmo è anche Frankie Hi-NRG: «Rinnovo l’appello di Cosmo. Perché il tema non può e non deve essere abbandonato. Il ministro Dario Franceschini insieme alle altre forze politiche deve risolvere il problema, facendo chiarezza e consentendo la ripartenza VERA. Già troppi professionisti dello spettacolo sono stati costretti ad abbandonare il lavoro: tocca fare lo stesso nella speranza di ricominciare?».

Come già accennato, anche Mahmood è intervenuto sui social sulla situazione concerti: «Oggi mi ritrovo a spostare le date del tour per la terza volta. Come me moltissimi miei colleghi e colleghe saranno obbligati a farlo mentre altri sono già stati costretti. Ciò che differenzia questo spostamento dai precedenti è che, oggi, abbiamo a disposizione degli strumenti che permetterebbero di poter fare i concerti in sicurezza: i Green pass».

E l’artista, come Cosmo, ha ribadito un concetto fondamentale per tutti, dagli artisti agli addetti ai lavori: è arrivato il momento di essere ascoltati. «È davvero giunto il turno dei nostri diritti, quelli degli artisti, degli addetti ai lavori e quelli del pubblico: abbiamo il diritto di tornare a fare il nostro mestiere e chi ci segue ha il diritto di tornare a riempire la propria vita di arte, cultura e intrattenimento. Abbiamo il diritto di tornare a vivere e a riappropriarci delle nostre passioni. Abbiamo il diritto di essere ascoltati».

Margherita Vicario: «Il momento è adesso, questo concerto è un’occasione. L’occasione»

Anche Margherita Vicario, in tour quest’estate per presentare il suo ultimo album Bingo, si è unita all’appello di Cosmo: «Spero si riescano a muovere i primi passi concreti verso il ritorno a una fruizione della musica dal vivo reale e realistica, non distopica e frustrante come quella che stiamo vivendo tutti. Ancora più frustrante, vista la presenza di Green pass e dei vaccini. Sono tutti ciò che abbiamo a disposizione per tornare a vivere questi fondamentali riti collettivi».

Margherita ha raccontato di vivere questi ultimi concerti con un “velo di inquietudine”. «Vedo l’autunno avvicinarsi, i locali vuoti, i fonici cambiare lavoro. Per questo penso che il concerto di Cosmo con tamponi e Green pass, senza distanziamento sia davvero fondamentale. Il momento è adesso, questo concerto è un’occasione. L’occasione. Se non si crea adesso una piccola scintilla, calerà davvero il gelo».

Bianco: «Concerto e l’anagramma di concerto»

Anche il cantautore classe ’84 Bianco si è unito alla voce di Cosmo: «Il nostro settore deve ripartire completamente e in modo reale. Abbiamo bisogno di ricominciare con i concerti con il pubblico in piedi, con capienze che permettano la sostenibilità dei progetti, grandi e piccoli» ha scritto sul suo profilo Instagram.

«Abbiamo bisogno di avere uno spiraglio con cui poterci permettere di programmare il futuro. Oggi è un occasione importante perché è convocata alle 15:15 la conferenza stato-regioni in cui è fondamentale che venga preso in considerazione l’argomento. I concerti di Cosmo dell’1/2 e 3 ottobre sono fondamentali, ovviamente non tanto per i concerti in sé ma perché significherebbe che qualcosa sta rinascendo e non vediamo l’ora».

Concerti: cosa succede nel resto del mondo? Il caso del Lollapalooza

Francia, Belgio, Regno Unito. Sono solo alcuni dei Paesi in cui, grazie al Green pass e ai tamponi, è stato possibile tornare ai concerti come in epoca pre-Covid. Oltreoceano, Live Nation Entertainment ha dichiarato che richiederà a pubblico e artisti di essere completamente vaccinati contro il virus o di mostrare un tampone negativo per accedere a festival e concerti.

«I vaccini saranno il vostro biglietto di ritorno agli spettacoli. A partire dal 4 ottobre seguiremo il modello sviluppato per il Lollapalooza, richiedendo questo agli artisti, ai fan e ai nostri dipendenti ovunque possibile negli USA». A dirlo a NBC News è Michael Rapino, presidente e CEO di Live Nation Entertainment.

Secondo quanto emerso all’importante festival di Chicago, con accesso limitato solo ai possessori di Green pass e tampone negativo, su circa 385mila persone solo 203 sono risultate positive al virus nelle due settimane successive all’evento. Allison Arwady, commissario del Chicago Department of Public Health, durante una conferenza stampa ha spiegato che “non ci sono prove” che il Lollapalooza sia stato un “evento superdiffusore”.

Un dato importante a cui anche il nostro Paese dovrebbe guardare per una ripresa concreta del settore della musica dal vivo.

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