Britney Spears, la lotta per porre fine alla tutela parte da lontano

Una serie di nuovi documenti svelati dal New York Times rivelano che la popstar sta combattendo da tempo per liberarsi dalla tutela del padre, Jamie Spears
Britney Spears
Britney Spears, AFP/Getty Images. La popstar durante il The Onyx Hotel Tour, nel 2004.

Secondo alcuni documenti ottenuti di recente dal New York Times, Britney Spears avrebbe da tempo invocato alla corte la fine della sua lunga tutela, che ha controllato la sua vita e la sua carriera per più di 12 anni.

Martedì 22 giugno, il Times ha rivelato una serie di documenti confidenziali del tribunale, che hanno dato prova di come la superstar del pop abbia espresso resistenza alla tutela. Un controllo che “limitava tutto, dalle persone con cui usciva, al colore dei mobili della cucina”, indicano i registri, che inquadrano anche il ruolo centrale del padre, Jamie Spears.

«Ha espresso la sensazione che la tutela sia diventata uno strumento oppressivo e di controllo contro di lei», scrive un ispettore del tribunale in un rapporto del 2016, ricordando in seguito come Britney abbia affermato che il sistema aveva “troppo controllo” su di lei. «È stufa di essere sfruttata, lei è quella che lavora e guadagna, ma chiunque intorno a lei è sul suo libro paga».

Caso Britney Spears, una nuova udienza

Il New York Times ha recentemente esplorato il suo caso nel documentario Framing Britney Spears, presentato in anteprima lo scorso febbraio, e ha fatto luce sugli effetti dei riflettori della tutela sulla sua vita, alimentando maggiore sostegno per il movimento #FreeBritney.

Britney, nel 2019, ha dichiarato alla corte che durante la tutela si è esibita ed è successivamente entrata in una struttura di trattamento della salute mentale, contro la sua volontà. Qui ha completato un programma di 30 giorni in seguito alla notizia dei problemi di salute del padre. Da quel momento è in una pausa lavorativa a tempo indeterminato. Poi, nel novembre 2020, il suo avvocato Samuel D. Ingham III ha detto in tribunale che Britney non si sarebbe più esibita finché suo padre avesse avuto il controllo della sua carriera, perché aveva “paura” di lui.

I documenti del tribunale rivelano inoltre che Britney ha messo in dubbio la figura di suo padre per il ruolo di tutore, ruolo assunto nel 2008 dopo che sua figlia ha sofferto di gravi problemi di salute mentale (aggravati dai media e dai paparazzi, come visto in Framing Britney Spears). In un’udienza del 2014 chiusa al pubblico, Ingham ha aggiunto che la Spears voleva che il padre venisse sollevato dall’incarico dopo aver dimostrato una serie di problemi, come il vizio di lui di bere. Jamie Spears è co-tutore del patrimonio di 60 milioni di dollari di Britney con la Bessemer Trust Company, la banca alla quale la superstar aveva originariamente chiesto di controllare le sue finanze, al posto di suo padre.

Oggi, Britney parlerà direttamente al tribunale di Los Angeles sullo stato della sua tutela, in un’udienza richiesta lo scorso aprile.

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