Britney Spears, il padre presenta una petizione per porre fine alla tutela

Dopo un lungo trascorso legale, sembra che il padre della cantante, James, sia finalmente intenzionato a ritirarsi dalla tutela della figlia. Un passo avanti per Britney e per il ritorno alla libertà
Britney Spears
Britney Spears, foto di Nicholas Hunt, FilmMagic

Le vicende di Britney Spears sono ancora al centro del chiacchiericcio mediatico: ieri, 7 settembre, il padre della popstar ha chiesto finalmente alla Corte Superiore di Los Angeles di porre fine alla tutela della figlia, la “conservatorship” che ne ha controllato la vita e il denaro per oltre 13 anni.

«Come il signor Spears ha detto più volte, tutto ciò che vuole è il meglio per sua figlia», recita il documento. «Se la signora Spears vuole porre fine alla tutela e crede di poter gestire la propria vita, il signor Spears ritiene che debba avere questa possibilità».

Sarà il giudice Brenda Penny, sovrintendente del caso, a dover approvare la petizione. In precedenza, l’avvocato di Britney aveva chiesto con un’ulteriore petizione che il padre fosse rimosso immediatamente dal suo ruolo di tutore. James Spears è stato per molto tempo il bersaglio della rabbia sia di sua figlia e del pubblico. Fino ad agosto, non aveva ancora espresso la volontà di dimettersi come tutore.

Poi, lo scorso 12 agosto ha dichiarato in un documento di volersi ritirare dal controllo delle finanze di Britney Spears (non controllava più la sua vita privata dal 2019). La giustificazione a suo sostegno era quella di voler agire solo nel “miglior interesse di sua figlia”.

Britney Spears, verso la libertà

La tutela, come sappiamo, iniziò nel 2008, quando Britney Spears ha iniziato a soffrire di disturbi mentali. Infatti, anche a causa dei media e dei paparazzi che la seguivano ovunque in maniera aggressiva, la popstar perse la custodia dei suoi figli. Poi, lo scorso 23 giugno, per la prima volta, la cantante si è espressa in tribunale in un appello per porre fine a questo accordo legale.

«Rivoglio solo la mia vita», aveva detto Britney alla corte. «Sono passati 13 anni e sono abbastanza. Il mio desiderio e il mio sogno è che tutto questo finisca senza essere messo in discussione».

Successivamente, la giudice Penny le ha permesso di assumere un nuovo avvocato, Mathew Rosengart. Quest’ultima mossa ha dimostrato che Britney è assolutamente in grado di fare delle scelte importanti, e che ha raggiunto un buon livello di indipendenza che le permette di prendere le proprie decisioni anche sulle sue terapie e su altre cure mediche.

Un passo avanti

Insomma, le vicende di Britney finalmente stanno per avere una svolta. Con l’assunzione del nuovo avvocato, Rosengart, la priorità è passata dal porre fine alla tutela a quella di sbarazzarsi della figura di James dall’orbita della figlia.

James è stato così accusato lo scorso 26 luglio di aver gestito male i soldi e gli affari della figlia e di aver usato la tutela per il proprio tornaconto. Il giudice, però, gli ha negato un’udienza d’urgenza sulla questione, rimandandola a settembre.

Adesso, l’avvocato Rosengart ha affermato di aver accolto positivamente la volontà di James di dimettersi, e che farà ogni sforzo possibile per far sì che venga definitivamente rimosso dalla tutela di Britney Spears. Quest’ultima ha affermato, comunque, che è grazie all’iniziale esistenza della conservatorship se la sua carriera è riuscita a restare a galla, nonostante ora sia in pausa dalle scene da oltre due anni.

Articolo Precedente
Avicii

Avicii, anche Google lo ricorda con un toccante Doodle

Articolo Successivo
Eddie Vedder, foto ufficio stampa

Eddie Vedder, ascolta "Long Way", il primo estratto dal nuovo album solista


Articoli correlati
Total
1
Share