Britney Spears: il padre ha speso 2 milioni dell’artista per la propria difesa

Una storia senza fine, quella di Britney Spears e della tutela che da anni le impedisce di vivere la propria vita liberamente. Da nuovi risvolti, il padre avrebbe usato i suoi fondi per le proprie spese legali
Britney Spears
Britney Spears, foto di Nicholas Hunt, FilmMagic

Secondo nuovi documenti del tribunale relativi alle cause legali che ruotano attorno alla vicenda della popstar Britney Spears, è emerso che il suo tutore personale, Jodi Montgomery, ha affermato che il padre della popstar, Jamie, avrebbe utilizzato 2 milioni di dollari dei fondi della Spears per la propria difesa.

Montgomery ha agito come tutore di Britney in sostituzione temporanea del padre Jamie nel settembre 2019, dopo che la cantante aveva chiesto alla corte di permettere al padre di dimettersi per “motivi di salute”. Nei nuovi documenti presentati venerdì alla corte di Los Angeles dall’avvocato di Montgomery, si sostiene che Jamie non abbia agito nel migliore interesse della figlia.

“È ironico che il signor Spears ora voglia che la tutela rifletta i desideri della figlia, dato che non è un segreto che la signora Spears abbia augurato per anni a suo padre di uscire dalla sua vita”, dice nel recente deposito. E aggiunge che Jamie ha usato “più di 2 milioni di dollari dei soldi di sua figlia” per mantenere il suo posto di co-tutore del suo patrimonio.

Per Britney non c’è ancora pace

Il 7 luglio, Montgomery ha chiesto al giudice della Corte Superiore della contea di Los Angeles, Brenda Penny, di approvare che la protezione 24 ore su 24 fosse pagata dal tutore, il che sarebbe potuto costare fino a 50.000 dollari al mese. L’avvocato di Jamie Spears, Vivian Lee Thoreen, ha presentato un’opposizione il giorno successivo, sostenendo che Montgomery non fosse l’unica persona coinvolta nella tutela a ricevere comunicazioni minacciose e/o minacce di morte, suggerendo altre opzioni per la sicurezza.

Montgomery ha anche affermato nei documenti che Britney Spears e il padre Jamie “dovrebbero lavorare come una squadra per garantire che i migliori interessi della signora Spears siano rispettati, dato che lei si trova sulla strada del recupero e della cessazione della sua tutela e che sta vivendo la sua vita al meglio possibile. Invece, il signor Spears ha deciso che è ora di iniziare a puntare il dito e ad attaccare i media”.

L’avvocato d’ufficio di Britney, Samuel D. Ingham III, la Bessemer Trust, la società di gestione patrimoniale co-tutrice degli affari della cantante insieme a Jamie, e il suo manager di lunga data Larry Rudolph hanno recentemente annunciato le loro intenzioni di allontanarsi dalla situazione nelle settimane successive alla sua udienza in tribunale. Il 23 giugno, la superstar ha detto al giudice Penny in un’udienza pubblica che desiderava la fine del suo “abuso” di tutela che aveva stipulato nel 2008. Durante la sua testimonianza di 20 minuti, Britney ha detto di voler citare in giudizio Montgomery e il suo team per averla obbligata ad andare in terapia più volte alla settimana.

Nuovi risvolti per Britney Spears

Nel nuovo deposito della corte, però, Montgomery ha incluso screenshot con messaggi della cantante, in cui lei dice: “Ho bisogno che tu rimanga come mio co-tutore. Ti chiedo aiuto per ottenere un nuovo avvocato”. Mercoledì scorso, Montgomery ha richiesto un tutore ad litem che aiuti Britney a scegliere il proprio avvocato per sostituire Ingham dopo le dimissioni. La popstar ha però affermato che questo consentirebbe a detto tutore di nominare l’avvocato per Britney, dal momento che lei non può stipulare un contratto del genere da sola. Questo farebbe passare in secondo piano la necessità di valutare la capacità della stessa artista di scegliere il proprio avvocato.

“Dopo 13 anni di avvocati nominati dal tribunale, la sig. Spears vuole scegliere il proprio avvocato”, si legge nel fascicolo. “All’udienza del 23 giugno 2021, la signora si è rivolta alla Corte e ha ripetutamente espresso il desiderio di selezionare il proprio legale, senza un’ulteriore valutazione medica”.

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