Lo stalker di Billie Eilish ha ricevuto tre anni di ordine restrittivo

Il 24enne Prenell Rousseau si è presentato per sette volte il 4 e 5 maggio scorsi davanti a casa di Billie Eilish. Ecco la decisione del giudice
Lo stalker di Billie Eilish ha ricevuto tre anni di ordine restrittivo
Billie Eilish. Credit: Frazer Harrison/Getty Images for Spotify

Un giudice ha esteso a tre anni un ordine restrittivo nei confronti di un ragazzo. Era apparso ripetutamente nella casa di Los Angeles di Billie Eilish.

Il giudice Dianna Gould-Saltman ha quindi concordato la proroga dell’ordine dello scorso 11 maggio. Questo impediva al 24enne Prenell Rousseau di Farmingville (New York) di tentare di contattare o di avvicinarsi a più di 91 metri di distanza dalla popstar e dai suoi genitori per un anno.

Billie Eilish, il suo avvocato e i suoi genitori hanno partecipato via telefono all’udienza. Si è tenuta in un’aula di tribunale che era vuota ad eccezione di un reporter dell’Associated Press e del personale del tribunale. Il tutto – chiaramente – a causa delle strette restrizioni dopo la pandemia da Coronavirus. Tutti, incluso il giudice, indossavano mascherine.

L’ordine proibisce inoltre a Prenell Rousseau di attaccare e molestare la famiglia o di avvicinarsi ai luoghi di lavoro della Eilish.

All’udienza non sono comparsi né Rousseau né un suo avvocato.

Billie Eilish ha ascoltato al telefono ma non ha parlato. Entrambi i suoi genitori hanno invece risposto affermativamente quando il giudice ha chiesto loro se volessero essere inclusi nell’ordine.

La cantante ha dichiarato nei documenti giudiziari che Rousseau ha mostrato «comportamenti irregolari» quando è apparso nella casa che condivide con i suoi genitori per ben sette volte il 4 e 5 maggio.

Il suo avvocato Mark D. Passin ha chiesto al giudice un ordine restrittivo di cinque anni. Il giudice Gould-Saltman si è però fermato a tre anni. Il motivo? Rousseau non ha tentato di contattare la Eilish o la sua famiglia al di fuori di quei due giorni particolari.

Il giudice ha poi affermato che non stava assolutamente cercando di minimizzare la minaccia. Il tutto sottolineando che, se necessario, l’ordine può essere modificato ed esteso.

Nella sua prima apparizione davanti a casa di Billie Eilish, Rousseau ha suonato il campanello e ha chiesto al padre dell’artista – tramite una telecamera di sorveglianza – se viveva lì. E non si è mosso da lì anche quando gli è stato detto che aveva suonato alla casa sbagliata.

La famiglia ha chiamato il proprio servizio di sicurezza privata quando è ritornato poche ore dopo, la stessa sera.

«Mentre aspettavamo la sicurezza, il signor Rousseau è rimasto sotto il portico, si è seduto e ha iniziato a leggere un libro», ha dichiarato la cantante nei documenti del tribunale. «Mio padre gli ha ripetutamente chiesto di andarsene, ma non ne voleva sapere».

I documenti dicono che Billie Eilish e la sua famiglia erano spaventati da Rousseau. Questo anche perché in cinque delle sue apparizioni davanti casa non indossava la mascherina e toccava ripetutamente il campanello e la maniglia della porta senza guanti.

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