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Amadeus presenta le canzoni di Sanremo 2020. Gli ascolti in anteprima

«Ho cercato canzoni che potessero piacere al bambino, alla mamma e alla nonna», così il direttore artistico del festival di Sanremo ha presentato i brani

Amadeus durante la conferenza stampa di presentazione del festival
Amadeus durante la conferenza stampa di presentazione del festival

«Per questo festival di Sanremo ho cercato canzoni che fossero popolari, nel senso migliore del termine. È come quando mi occupavo di tv: se il mio quiz piaceva a un bambino, a sua mamma e alla nonna avevo vinto. E ora è uguale».

Così Amadeus commenta il criterio di scelta dei brani in gara al 70esimo Festival della Canzone Italiana e che oggi sono stati fatti ascoltare in anteprima ai giornalisti. Canzoni che lui stesso ha raccontato di aver sentito almeno 30 volte l’una per arrivarne a sceglierne 24 da 210 che erano. Con sua grande difficoltà, perché ne avrebbe inserite molte di più nell’elenco.

E, una cosa è certa di questi 24 brani: ce ne sarà almeno uno che piacerà al bambino, uno a sua mamma e uno alla nonna. Perché la gamma di generi proposti quest’anno a Sanremo è davvero ampia, più che nelle scorse edizioni, e anche la qualità media è decisamente più alta di tante edizioni passate.

La prima questione che Ama deve affrontare è quella relativa al ruolo della donna, emersa nei giorni scorsi. All’infelice battuta sul merito di Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi, «di essere brava a stare un passo indietro» rispetto al suo compagno famoso, il conduttore vuole aggiungere una nota.

«Credo che nessuno possa dire che io sia sessista. Può essere che io abbia detto una cosa sciocca a riguardo, ma non l’ho fatto con cattive intenzioni». E a chi gli fa notare che comunque le donne in gara siano sempre poche risponde: «Sono sette. Non ho cercato di mettere in atto le quote rosa. D’altronde mi erano arrivate una quarantina di brani dalle artiste».

Amadeus spiega anche di non aver voluto per forza cercare una quota di brani rock, altri più melodici tipici sanremesi, più urban o più anni ’80. Ma alla fine il mix ben bilanciato che si avverte è proprio quello.

Tra le canzoni più interessanti sembrano distinguersi due linee precise: quelle che sono state influenzate da Salmo (pare non sia più confermata la sua presenza sul palco dell’Ariston il martedì sera, mentre viene ipotizzata con il sorriso quella di Ghali), nel loro unire una matrice più rock al rap, e quelle urban e  che seguono il modello Soldi di Mahmood.

Nella prima categoria rientrano i brani di Anastasio e Junior Cally. Nella seconda Elodie (il testo è scritto proprio da Mahmood e la musica da Dardust) e  Rancore (prodotto da Dardust). Ma molti altri pezzi che non rientrano in questi due gruppi sono sorprendenti e piacevoli. Parecchi decisamente radiofonici (obiettivo principale di Amadeus: «Da lì sono partito», ha ribadito).

Ecco una primissima impressione a caldo dei brani che ascolteremo al Festival di Sanremo.



Achille Lauro – Me Ne Frego

Lauro torna a Sanremo un anno dopo e non ci stupisce troppo. Soprattutto rispetto a Rolls Royce, che comunque era uno dei pezzi migliori della passata edizione. Là cantava la vita “spericolata” che avrebbe voluto fare e qui canta “me ne frego, me ne frego” e ci aggiunge la storia d’amore “St’amore è panna montata al veleno”.

La trap è un’idea lontanissima (ma già lo avevamo capito da un po’). Prevalgono le chitarre da rock fine anni ’80 e ’90. C’è sempre la sua voce volutamente trascinata e probabilmente ci sarà la sua presenza istrionica sul palco. Forse più che alle ragazzine piacerà alle loro mamme, nostalgiche degli anni ’80.

Alberto Urso – Il Sole ad Est

Il tenore e vincitore di Amici presenta il classico brano sanremese, nel testo e nella musica. Esattamente quello che ci si aspettava da lui. Piacerà di sicuro alle nonne o alle mamme.

Bugo e Morgan – Sincero

La “strana coppia”, o sicuramente inedita, presenta uno dei pezzi più interessanti, sia per il testo che per la musica che, soprattutto all’inizio, potrebbe ricordare gli album degli anni ’90 dei Bluvertigo di Morgan, con i synth in primo piano.

Attenzione però perché la critica è rivolta a tutti. Soprattutto alle ambizioni decisamente di basso livello che ci siamo trovati tutti a inseguire: la palestra, il vestito buono, mangiare bio. Trovare qualcuno da odiare ma solamente online, senza metterci mai la faccia. Questa canzone potrebbe piacere a tutti, compresi gli uomini. Potrebbe però non essere digerita da chi non ha senso dell’ironia.

Anastasio – Rosso di Rabbia

C’è tanto Salmo nel buttare elementi di rock, come una chitarra tirata, su beat tipicamente hip-hop. Il focus è una riflessione sulla rabbia e sulla ribellione ai nostri tempi quando tutto deve passare per forza tramite i social. Anastasio è arrabbiato ma anche “dissinescato” come rappa lui stesso, “e sta dando di matto”. Questa forse alle nonne più classiche potrebbe non piacere. Ma a quelle arrabbiate che hanno fatto il ’68 sì, perché no?

Diodato – Fai Rumore

Antonio è un fuoriclasse. Questa volta alza il tono di voce come richiede il titolo del suo brano in gara. Potrebbe piacere a tutti perché è un brano sanremese, anche per il testo d’amore, ma con delle raffinatezze musicali in grado di accontentare anche l’orecchio più esigente.

Elodie – Andromeda

Dardust la fa da padrone con la musica scritta da lui che è decisamente spiazzante. Stili diversi: pop, urban, elettronica. Un ricordo dei Disclosure, all’inizio. Anche il ritornello non è lineare ed è per questo decisamente intrigante. Ma anche Mahmood è molto presente tanto che Elodie in alcuni momenti sembra quasi imitare il suo modo di cantare.

Enrico Nigiotti – Baciami Adesso

Nigiotti sembra rifarsi un po’ troppo al modo di cantare di Marco Mengoni. Il pezzo è tipico da Sanremo: leggero ma sincero. “Baciamo adesso che poi fa buio presto”: piacevole e innocuo come l’acqua fresca.

Elettra Lamborghini – Musica (e il resto scompare)

Difficilmente questo pezzo non sarà una hit in radio e non spaccherà sui servizi di streaming da Spotify a Amazon e Apple Music. Con il testo scritto da Davide Petrella e la musica affidata alle cure di una “vecchia volpe” come Michele Iorfida Canova, Elettra si presenta con un messaggio che potrà essere criticato, ma fino a un certo punto.

Il pezzo parte con una chitarra flamenco, poi diventa più latin in senso ampio ed è sostenuta da un beat potente. La Lamborghini ci dice che se anche il lui della situazione non le ha detto che è bella (e Amadeus ha commentato: sì, io lo voglio dire invece…), lei non smette di sorridere e quello che le resta è la musica quando pensa a lui. In fondo, un messaggio che se non è femminista, almeno ci dice di non star lì a piangersi addosso.

Francesco Gabbani – Viceversa

Gabbani presenta una bella melodia e un bel testo che parla di amore, anzi cerca di definirlo. E lo spiega così: “che sei tu che mi fai stare bene quando io sto male e viceversa”. Semplice, nella migliore accezione del termine. Potrebbe per questo piacere a tutti anche se non è il pezzo che i bambini chiedono per ballare come Occidentali’s Karma.

Giordana Angi – Come mia madre

La voce un po’ roca e riconoscibile di Giordana si mette al servizio di un brano che vuole suscitare grandi emozioni. E parlando proprio della mamma, con l’aggiunta degli archi nei momenti giusti, non sarà certo difficile per lei raggiungere questo obiettivo.

Michele Zarrillo – Nell’Estasi o nel Fango

Il classico pubblico di Sanremo (ma esiste?) non rimarrà deluso e nemmeno i suoi fan. Per tutti gli altri, comunque un brano piacevole che potrebbe anche andare in radio.

Junior Cally – No Grazie

Il pezzo di Junior rimane impresso e ricorda l’attitudine di Salmo a voler aggiungere tocchi di hard rock al rap, come detto precedentemente. Anche Junior se la prende con quelli che insultano tutti ma solo sul web come Bugo e Morgan. E “odia il razzista che pensa al Paese ma è meglio il mojito”: chissà a chi si starà riferendo… Alle possibili polemiche che potrebbe far nascere l’entourage di Salvini (o lui stesso), Amadeus si dice pronto.

L’unico appunto a Junior Cally è perché abbia deciso di ripresentarsi con la maschera durante la puntata del 6 gennaio dei “Soliti Ignoti”, quando se l’era tolta a settembre e ne aveva parlato ovunque . Ma questo con il suo pezzo non c’entra.

Paolo Jannacci – Meglio parlarti adesso

Anche Paolo Jannacci è in grado di mostrare come si fa una bella canzone, classica, nel rispetto di tutti i crismi. La sua voce che appare particolarmente ricca di dolcezza è accompagnata ovviamente dal suo pianoforte in primo piano. Come per Diodato anche questa canzone potrebbe piacere a tutti, anche ai più difficili.

Irene Grandi – Finalmente io

Irene tira fuori la sua anima più grintosa e rock nel pezzo scritto per lei da Vasco. E sembra il Vasco migliore, quello degli inizi, anche nel ritornello spezzato. La Grandi occupa perfettamente la casella “rock femminile” per mamme.

Le Vibrazioni – Dov’è

Le Vibrazioni rimangono fedeli al loro stile e non deludono. Il pezzo, scritto dall’hit maker Roberto Casalino, è molto meno allegro di quanto possa sembrare.

Rancore – Eden

Rancore firma il testo e Dardust la musica, e si sente. Pianoforte e synth in primo piano. Il battito di mano in Soldi potrebbe essere ora il ta ta ta. Comunque molto seducente.

Piero Pelù – Gigante

Pelù è Pelù. O lo si ama o lo si odia, con quel suo modo tutto suo di cantare a squarciagola. Non fa eccezione questo pezzo dedicato a suo nipote che è appunto il “gigante”. C’è un po’ di rock-elettronico anni ’80, à la Depeche Mode, anche qui. Rimane impresso.

Pinguini Tattici Nucleari – Ringo Starr

I Pinguini hanno avuto una crescita incredibile nell’ultimo anno che li porterà a riempire ben due Forum di Assago tra febbraio e marzo. Una canzone con un ritornello super-radiofonico che potrebbe occupare lo spazio novità-vincente dello Stato Sociale e di Francesco Gabbani con Occidentali’s Karma degli anni scorsi. Parte quasi à la Beatles, ricordando All You Need Is Love e poi affronta in maniera leggera il disagio. “Gli amici ormai si sposano alla mia età ed io mi incazzo se non indovino all’eredità”.

Levante – Tikibombom

C’è tutta Claudia Lagona, in arte Levante, che ha infatti ha scritto la musica e il testo di questo brano: nella delicatezza e nella particolarità dei soggetti ai quali si rivolge, per esempio, persone che decidono di non omologarsi. Ovviamente c’è anche tutto l’amore per la musica elettronica di Levante che si presta ad accompagnare il suo pop sofisticato.

Marco Masini – Il Confronto

Un brano che è un po’ un confronto-riflessione sulla sua storia personale. Un altro classico sanremese che sarà apprezzato dalle nonne che almeno di sicuro conosceranno il nome di Masini.

Rita Pavone – Niente (Resilienza 74)

Il brano è molto più rock e arrabbiato di quanto non ci si potesse aspettare e si potrebbe avvicinare a quello di Irene Grande. È piuttosto polemico anche, vena che emerge anche dai social di Rita Pavone: “Niente, qui non succede proprio niente/e intanto il tempo se ne va/Meglio cadere sopra un’isola o un reality che qualche stronzo voterà”.

RikiLo sappiamo entrambi

Una ballad su una storia d’amore ancora in piedi ma che mostra palesemente tutta la sua stanchezza. Il ritmo è elettronico e urban, ricorda un po’ Justin Bieber e anche Khalid. Piacerà ovviamente alle ragazze giovani. Anni fa le aveva letteralmente fatte impazzire.

Tosca – Ho amato tutto

Una bella voce, un pianoforte, una melodia d’altri tempi. Tosca è una grande interprete ma rischia forse di perdersi e di finire nella categoria “canzone sanremese” se non viene ascoltata con più attenzione del dovuto.

Raphael Gualazzi– Carioca

Un Gualazzi diverso dal solito ma del resto lui stesso ci ha abituati a cambiare spesso pelle. Ci sono ritmi latini ma non tanto brasiliani classici come il titolo potrebbe farci presumere, forse più latin-jazz cubani. Decisamente piacevole e che si immagina possa essere molto amata dalle radio.

Ancora non sono state svelate le cover e i duetti del giovedì sera, perché pare che non siano stati ancora decisi in maniera definitiva. L’unico particolare che è emerso è stato che l’artista più proposta, da parte delle donne, è stata Mia Martini.

 

 

 

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