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ROCK

Slayer, l’ultimo concerto a Los Angeles tra lacrime e riff

Un lungo e toccante addio è andato in scena sabato notte. Gli Slayer non andranno più in tour ma rimarranno insieme come band

Tom Araya degli Slayer

Ci sono state lacrime, abbracci, foto e riff infiniti all’ultimo concerto degli Slayer di sabato notte al Los Angeles Forum. I membri della band si sono abbracciati a lungo tra loro e con il resto della loro crew.  Hanno scattato foto per il loro album dei ricordi e sono usciti sul palco per l’ultima volta.

È stato un lungo e toccante addio. Il bassista/cantante Tom Araya, visibilmente commosso dal pubblico che gridava “Grazie, Slayer”, ha guardato attraverso la folla con gli occhi velati.

Il chitarrista Kerry King ha fatto capire che il suo turno di servizio era terminato con il gesto simbolico della caduta della sua gigantesca catena di metallo sul palco. E nel frattempo lo schermo dell’Arena mostrava i primi piani dei fan che singhiozzavano.

Un momento insolitamente tenero. Se si considera che pochi minuti prima, gli Slayer stavano suonando Angel of Death, il loro brano dove raccontano degli orrori dei campi di concentramento nazisti.

Incredibile è stata la gamma di emozioni che sia la band che i fan hanno vissuto nello spettacolo finale del loro ultimo tour (con in apertura Philip H. Anselmo e The Illegals, Ministry e Primus). Dopo ben quasi quattro decenni, il quartetto si presume, e così ha dichiarato, che smetterà di andare in tour. Anche se gli Slayer continueranno a esistere come band.



«Grazie per aver condiviso il vostro tempo con noi … il tempo è prezioso», ha detto Araya. «Mi mancherete ragazzi».

L’assenza dei loro spettacoli fantasmagorici e sempre potenti lascerà un buco enorme e insostituibile nel mondo dell’hard rock.

 

 

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