55 anni di “Satisfaction”: 5 curiosità che (forse) non sapevi sul classico dei Rolling Stones

Il 20 agosto 1965 usciva come singolo in UK il brano destinato ad essere la prima hit globale degli Stones e un classico del rock senza tempo. Ecco alcuni aneddoti che non tutti conoscono
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Foto di Forrest WireImage

Uno dei riff di chitarra più riconoscibili della storia del rock, al pari di Smoke on the Water. Tre semplici note che sono entrate a far parte del vocabolario di base della pop music, conoscendo nel tempo innumerevoli citazioni e reinterpretazioni. Non c’è nessuno che non sappia riconoscere al volo l’intro di (I Can’t Get No) Satisfaction dei Rolling Stones, che usciva come singolo nel Regno Unito esattamente 55 anni fa, il 20 agosto 1965, dopo una prima release negli Stati Uniti avvenuta un paio di mesi prima.

Già prima di allora gli Stones erano un fenomeno in ascesa su entrambe le sponde dell’Atlantico, ma principalmente come interpreti di brani già noti (due esempi su tutti: Carol, di Chuck Berry, e Little Red Rooster, uno standard blues). Erano già stati primi in classifica in UK, ma Satisfaction sbancò per la prima volta anche la Billboard Hot 100 e consegnò a Mick Jagger e soci la prima grande hit su scala globale. Il resto, come si suol dire, è storia.

Tuttavia un successo simile arrivò in maniera tutt’altro che pianificata, ed è illuminante vedere come una serie quasi casuale di avvenimenti abbia generato un simile classico senza tempo. Per celebrare la ricorrenza abbiamo quindi raccolto alcuni degli aneddoti più sorprendenti sulla genesi e sulla diffusione del brano. Li conoscevi?

1. Il riff di Satisfaction fu scritto da Keith Richards nel sonno

Ci sono diverse versioni sul luogo in cui fu concepito il brano, ma tutte concordano sul fatto che Satisfaction fu concepita da Keith Richards in uno stato di dormiveglia e registrata come bozza su un registratore Philips. Al risveglio Keef non si ricordava niente e ascoltò il nastro: conteneva due minuti di parti di chitarra seguiti da “quaranta minuti di me che russavo”.

2. La versione che conosciamo era intesa come demo

Il brano che tutti conosciamo non era inteso per una pubblicazione così com’era. Nell’idea di Richards, il celebre riff di chitarra doveva in realtà essere eseguito o comunque doppiato da una sezione di fiati. Keef infatti registrò con un pedale di fuzz (tipo di distorsione molto saturo e acido, assai in voga negli anni ’60) proprio per imitare il suono di un sassofono.

3. Keith Richards era contrario alla sua pubblicazione

Per i motivi di cui sopra, Richards riteneva inopportuna la pubblicazione come singolo di una registrazione che lui considerava solo una bozza. Dello stesso parere era anche Mick Jagger. La cosa fu messa ai voti: con una maggioranza composta dagli altri membri della band più il manager e produttore Andrew Loog Oldham e l’ingegnere del suono David Hassinger, fu deciso di pubblicare il singolo senza ulteriore produzione.

Il Gibson Maestro FZ-1 Fuzz-Tone

4. Tutti volevano il pedale di chitarra usato da Richards

L’enorme successo commerciale di Satisfaction spinse moltissimi aspiranti giovani rocker a imitare quel suono di chitarra reso iconico dal riff di Keith Richards. C’è un dato che dà un’idea della portata del fenomeno: il pedale di chitarra utilizzato da Richards, un Gibson Maestro FZ-1 Fuzz-Tone, andò rapidamente sold out nel 1965. Oggi il modello non è più in produzione.

5. I Devo dovettero ottenere l’autorizzazione di Mick Jagger per pubblicare la loro cover di Satisfaction

Fra le tante reinterpretazioni di Satisfaction la più coraggiosa (e forse anche la più celebre) rimane senz’altro quella del gruppo new wave dei Devo, lanciata come singolo nel 1977. Per via della pesante modificazione dell’originale, per non avere problemi il gruppo la sottopose a un’approvazione formale di Mick Jagger, a cui piacque. La cover sarebbe diventata uno dei brani più celebri della band prodotta da Brian Eno.

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