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ROCK

Q&A con i Calexico per l’uscita di “The Thread That Keeps Us”

I Calexico (Joey Burns e John Convertino) sono gli artefici sin dai primi anni ’90 di una musica evocativa, a tratti spettrale, polverosa e meticcia, che mescola il sound tex-mex delle loro origini, l’Arizona, con melodie morriconiane e alcuni accenni gypsy. Sono tornati con “The Thread That Keeps Us”

I Calexico Joey Burns e John Convertino sono gli artefici sin dai primi anni ’90 di una musica evocativa, a tratti spettrale, polverosa e meticcia, che mescola il sound tex-mex delle loro origini, l’Arizona, con melodie morriconiane e alcuni accenni gypsy. L’ultimo album The Thread That Keeps Us (guarda il videoclip di Another Space) è stato registrato in un luogo costruito da loro nel nord della California, denominato “Panoramic House”. Un punto fermo per una band sempre in viaggio, come adesso, visto che sono di nuovo in tour. Ci risponde Joey.

Il primo disco che hai amato alla follia?

The Beatles 1962-1966, l’album rosso. L’ascoltavo con le cuffie guardando il mare dalla casa dei miei genitori e mi facevo cullare da quelle melodie, conoscevo ogni strofa di ogni canzone.

Dimmi tre band o artisti che avresti voluto vedere ma non sei mai riuscito a farlo.

Neil Young, Bob Marley e Nina Simone. Posso dirne altri due? Miles Davis e James Brown.

La copertina più bella di sempre?

Innervisions di Stevie Wonder (1973).

Vinile, CD, streaming o download: come ascolti la musica?

La radio, FM e AM.

La città dove hai visto i locali più belli? Nominane almeno due.

Io sono cresciuto a Los Angeles e qui ho visto più musica dal vivo. Ho un ricordo nitido del Club Lingerie a Hollywood, dove si esibivano le migliori band punk e rock nei primi anni ’80 prima che esplodessero: gli X, i Minutemen e i Los Lobos. Poi vorrei ricordare Madame Wong’s East, Al’s Bar, il Music Machine, l’Anti Club, il 321 Club e il mitico Whiskey a Go-Go.

La colonna sonora più bella di sempre?

Se penso a un musical di Broadway potrebbe essere West Side Story di Leonard Bernstein. Per un film direi le musiche di Jonny Greenwood per There Will Be Blood.

La canzone perfetta da ascoltare il giorno del proprio compleanno?

Un qualsiasi duetto tra Gram Parsons ed Emmylou Harris.

Per fare l’amore?

Reel Around the Fountain, The Smiths.

E per sfogare la rabbia?

Political Song for Michael Jackson to Sing dei Minutemen. In realtà tutto l’album dove si trova questa canzone, intitolato Double Nickels on the Dime è perfetto per aiutare a tirare fuori tutta la rabbia che ci si porta dentro.


Q&A Extra

La vostra musica è spesso molto cinematica. Per quale regista ti piacerebbe incidere una colonna sonora?

Wes Anderson ma anche Jim Jarmusch.

Oramai conoscete bene il nostro Paese: chi ti piace tra i nostri autori musicali?

Senza ombra di dubbio Vinicio Capossela.

E dove ti piacerebbe suonare da noi?

A Bari e sarebbe bello anche in un bel vecchio teatro di Venezia.


Ascolta The Thread That Keeps Us in streaming

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