EMA (all’anagrafe Erika M. Anderson) è geneticamente scandinava ma americana di nascita e di stile musicale visto che ha preso il meglio della scena goth, indie e grunge: Christian Death, i Nirvana di In Utero, le Bikini Kill, Liz Phair, la primissima Cat Power. Il suo debutto Past Life Martyred Saints del 2011 era un gran bel disco, poi ha seguito coerentemente questa linea sonora e di recente l’abbiamo vista come supporter nel recente tour indoor dei Depeche Mode.

Il primo disco che hai amato alla follia?

Ricordo che i miei genitori avevano la cassetta di Born in the USA. Non sono sicuro se l’ho amato alla follia ma sicuramente la copertina mi si è impressa per sempre nella memoria: quel sedere in quei jeans…

Dimmi tre band o artisti che avresti voluto vedere ma non sei mai riuscito a farlo.

Dead Boys, Hole e Creedence Clearwater Revival.

La copertina più bella di sempre?

Plastic Ono Band oppure Pussy Whipped delle Bikini Kill.

Vinile, CD, streaming o download: come ascolti la musica?

Su vinile e in streaming, ma ho visitato un cassette cafè da voi a Bologna che mi ha anche fatto venir la voglia di comprare un riproduttore di cassette!

La città dove hai visto i locali più belli?

A Los Angeles ci sono un sacco di spazi do-it-yourself adatti per ogni tipologia ed età come lo Smell o il Pehrspace. Vivendo negli States non posso parlare con cognizione di causa di altre località.

La colonna sonora più bella di sempre?

The Big Chill. Da bambina l’ascoltavo spesso e pensavo che tutti avessero una certa familiarità con quel sound della Motown ma oggi non ne sono così sicura.

La canzone perfetta da ascoltare il giorno del proprio compleanno?

Mi piace l’idea di sentire qualche vecchia canzone. Sto pensando a una bella traccia dell’ultimo Johnny Cash come Like a Soldier, ai tempi del suo primo album prodotto da Rick Rubin.

Per fare l’amore?

Everybody Knows di Leonard Cohen.

E per sfogare la rabbia?

The Bomb, L7.


Q&A Extra

Cosa ti è piaciuto di più andando in tour adesso con i Depeche Mode?

Le persone, tutte, dalla band alla crew. Erano tutti molto gentili, gente con cui è bello lavorare quotidianamente.

Un tuo pensiero sul movimento #metoo?

Devo rifletterci. Onestamente ho pensato che lo status quo non sarebbe mai cambiato davvero. Penso però anche che il pendolo oscillerà in avanti e indietro. Ma innanzitutto tutti noi dobbiamo imparare a essere discreti e rispettosi con il prossimo e non essere degli stronzi.

Descrivi a tuo modo con tre parole il tuo nuovo album.

World-building prosaic transformations.


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