È il loro album numero 10 – il numero dei campioni, ma per i Negrita il nuovo disco Desert Yacht Club, uscito oggi, non rappresenta un lavoro autocelebrativo o da rock band attempata bensì un’espressione dei nostri tempi, con la stessa attitudine degli ultimi vent’anni di carriera discografica del gruppo capitanato da Pau.

(Ph: Magliocchetti)

Desert Yacht Club si compone di undici nuovi brani che hanno trovato ispirazione nel suggestivo paesaggio del deserto del Joshua Tree in California, dove la band si è stabilita per alcuni mesi a partire dalla fine del 2016 per la fase di songwriting dell’album. «Avevamo un computer, due casse, chitarrine da 200 euro – spiega il conferenza stampa il chitarrista Drigo in conferenza stampa – Abbiamo escluso la sala prove, lo studio, e abbiamo utilizzato tecnologia e materiale economici per permetterci di essere continuamente in movimento e scattare istantanee in musica così come si scattano foto durante un viaggio importante. La cosa bella è che questo modo di lavorare era per noi completamente nuovo».

L’album è stato anticipato dai singoli Siamo Ancora Qua, Adios Paranoia e Scritto sulla Pelle. In Desert Yacht Club troviamo sia le suggestioni “on the road” che hanno plasmato tanta parte della recente produzione dei Negrita sia la riflessione sul nostro tempo (La Rivoluzione È Avere 20 Anni) unita a una punta di nostalgia per gli anni di gioventù dei figli dei tardi anni ’60 (Non Torneranno Più). In mezzo, una dedica di amore-odio alla città di Milano (Milano Stanotte) e una collaborazione con Ensi (Talkin’ To You).



«Non guardiamo le classifiche per capire quello che vogliamo fare noi – dice Pau in riferimento alle attuali tendenze musicali – Ascoltiamo quello che sta succedendo. C’è un vento nuovo nel mondo: positivo o negativo, lo giudicheranno i posteri. L’importante è che ci sia ancora questo sentore di cambiamento. Se non ci fosse, saremmo degli zombie. È il presente che ci interessa. Il nostro background si deve anche aprire a cose che non per forza collimano. Di sentirci vecchi non ci passa neanche per l’anticamera del cervello. Però lo spirito è ancora molto coraggioso e temerario».

Potremo vedere i Negrita dal vivo in tre importanti location il prossimo mese: il 10 aprile all’Unipol Arena di Bologna, il 12 aprile al Palalottomatica di Roma e il 14 aprile al Mediolanum Forum di Milano.

«Per noi – conclude Drigo – essere una band vuol dire che è necessaria una certa sintonia mentale fra tutti noi. L’importante è avere un momento progettuale prima di cominciare il lavoro. Questa volta ci siamo messi in testa di condividere delle playlist su cui ognuno di noi inseriva delle novità che aveva ascoltato, shazammato. Questa playlist è stata la nostra agenda di riferimento da cui capivamo quale potesse essere il nostro interesse comune. Secondo noi sono almeno vent’anni che il rock non riesce a proporre qualcosa a livello internazionale. Per questo ci siamo aperti a tanti altri generi. Era molto più facile quando c’erano i Red Hot Chili Peppers in cima alle classifiche. Dopo John Frusciante la chitarra elettrica non sta proponendo grandi cose».

Ascolta Desert Yacht Club in streaming